Volontariato e gentilezza

QuiIntervista | 13/11/2025

Daniel Brusco, 44 anni, laivesotto, è fundraiser di Volontarius Odv; per 15 anni ha coordinato la rete di volontari dell’associazione. Ha due figli ed è attivo nello scoutismo, di cui condivide e promuove i valori nella vita di tutti i giorni. Ama partire in camper e porta calma e gentilezza nei contesti in cui lavora.

La cosa che mi piace di me.

Cerco di vedere sempre il lato positivo.

Il mio principale difetto.

Sono un procrastinatore.

Da bambino sognavo…

Di diventare un pilota di elicotteri.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Un lungo viaggio a piedi con tutto il necessario nello zaino.

Il luogo dove vorrei vivere.

In una casetta sperduta in montagna.

Il mio piatto preferito.

Parmigiana di melanzane, canederli al formaggio.

Non sopporto.

La saccenza, specialmente se è accompagnata da stupidità.

Nel mio frigo non mancano mai…

Le uova, base delle mie colazioni.

Se fossi un animale sarei…

Un orso. Non so se in letargo, ma sicuramente un orso.

Sono stato orgoglioso di me…

In genere lo sono quando mi riescono delle cose a cui non credevo nemmeno io.

Tre aggettivi per definirmi.

Curioso, paziente, dubbioso.

La prima cosa che faccio al mattino.

Rendermi conto di essere al mondo… ho il risveglio lento!

Il mio sogno ricorrente.

Mi trovo in equilibrio precario su un dirupo sopra Laives, in un posto che nella realtà non esiste.

Il mio ultimo acquisto.

Un libro.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

I boschi e le montagne che ci circondano.

Amo il mio lavoro perché…

Dà l’opportunità agli altri di fare qualcosa di bello.

L’errore che non rifarei…

Tirarla un po’ lunga con l’università.

La persona che ammiro di più.

Ammiro coloro che hanno semprela risposta giusta al momento giusto.

Il mio motto.

“Ma sì, in qualche modo faremo”. Ma è un motto che spesso mi mette in situazioni scomode…

L’oggetto a cui sono più legato.

Il mio fazzolettone scout.

Del mio aspetto non mi piace.

Ho fatto pace col mio aspetto, sto bene con me stesso.

Il mio primo ricordo.

Mia mamma mi dice che comincerò la scuola e io le rispondo che sono troppo piccolo.

Autore: Marco Valente

Rubriche

Editoriale

Salute, scienza e… pace

Nel corso del mese di gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno completato il ritiro dall’Organizzazione...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Mani che grondano sangue. Ma Pasqua è vita e speranza

Una delle immagini più controverse della presente retorica bellicista è quella di Donald Trump at...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Dieci annidi Seltsamen Senfsamen

Gli insoliti semi di senape: in italiano può sembrare puro nonsense, in realtà in lingua tedesca ...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

La valle dell’Adige, corridoio dell’Impero

I Reti che vivevano tra Verona e la zona alpina e i Romani repubblicani, usciti vincitori dalle g...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

Albert Ellmenreich, non solo un giornalista e fotografo a...

Albert Ellmenreich era nato a Merano il 31 marzo 1870 e vi morì il 10 febbraio 1937. Merano era l...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Invito alla scoperta

Il Pacher custodito nel nuovo museo dell’Abbazia di Novac...

Nel cuore della Val d’Isarco sono assai numerosi i luoghi e gli oggetti da scoprire. Fra le innum...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Giuseppe Abba

Non lontano dall’areale ferroviario, nei pressi di via Piani di Bolzano si trova  una via mi...

Mostra altri
Scorci del capoluogo