Gli itinerari musicali di Pignata in Traces

Cultura e spettacolo | 21/8/2025

Luca Pignata – fisarmonicista meranese ma da anni residente in Belgio – ha appena pubblicato un nuovo interessante album. Il lavoro si chiama Traces ed è uscito per il  momento solo in versione digitale. Lo potete trovare ed ascoltare a partire dalla pagina bandcamp del musicista, dove è anche possibile acquistare l’album in alta qualità audio con in allegato un libretto che presenta per bene i termini dell’operazione. 

Si tratta infatti di un lavoro di spessore, in grado di abbracciare due continenti sulla scia di un filo conduttore non nuovo, ma che presenta moltissimi motivi di interesse. 

Il tema è quello delle connessioni che la musica  colta, nello specifico declinata nel repertorio peculiare della fisarmonica, ha mantenuto e mantiene con le tradizioni popolari. 

Le tracce dell’album disegnano quindi una sorta di itinerario multiforme, non solo geografico ma anche stilistico e soprattutto delle atmosfere. 

Si va dai classici della musica brasiliana – collocati giusto a metà strada appunto tra tradizione e scrittura – a Domenico Scarlatti. Ma nell’album trovano spazio anche un brano contemporaneo del compositore sloveno Lojze Lebic e due classici del repertorio argentino come Alfonsina y el mar e El dia que me quieiras di Carlo Gardel. 

Fin dai primi secondi dell’album si nota la grande dedizione con cui Pignata si occupa dei suoi progetti, realizzando spesso in completa autonomia gli arrangiamenti per il suo strumento.

Bellissimi sono i brani di Scarlatti e raffinata è la scelta di Pignata di combinare l’esecuzione “classica” con gli echi della musica popolare spagnola che, appunto, appaiono nell’invenzione melodica del grande compositore italiano trapiantato nella penisola iberica. 

Molto azzeccate appaiono anche le scelte interpretative nei brani brasiliani di Ernesto Nazareth e di Egberto Gismonti, dove emergono anche momenti di grande virtuosismo nella proposta del numero voci nel contrappunto. 

Forse il momento più bello più bello di tutto l’album risulta forse l’esecuzione del brano Agua e Vinho  di Egberto Gismonti, attraverso il quale l’incontro tra la musica colta e quella brasiliana si arricchisce di un ulteriore “rimbalzo” stilistico e geografico. 

Ricordando infatti che la cultura di Argentina e Brasile ha tra gli elementi costitutivi del proprio dna proprio la tradizione melodica italiana, in grado di influenzare non solo la musica ma addirittura le lingue parlate nei due grandi paesi.

Quello di Pignata è davvero un ottimo lavoro. L’auspicio è che  il musicista possa proseguire in questa direzione anche nel prossimo futuro.

Autore: Luca Sticcotti

Rubriche

Editoriale

Case popolari

Sono sicuro che molti di voi lettori vorranno associarsi a me, nel ringraziare i quindici “rappre...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Passi di pace nel vuoto della politica

In un mondo che trasforma i ministeri della difesa in ministeri della guerra e che chiama al riar...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Psicopolizia ed esperimenti di massa su larghissima scala

A chi ha familiarità con George Orwell, il concetto di Psicopolizia non dovrebbe essere del tutto...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

L’epoca della Belle Époque tra Bolzano e l’Oltradige

Se oggi il turismo viene sempre più spesso percepito come un peso difficile da sostenere per le c...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

La grande creatività poetica vissuta da Morgenstern a Merano

Dalla Baviera al Sudtirolo, da Monaco a Merano. Christian Morgenstern, poeta e scrittore nato nel...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Vivere per l’arte

Marco Lobos

Sono i colori vivaci dell’America Latina, il tocco iperrealista del maestro pugliese Renato Verru...

Mostra altri
Vivere per l’arte
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Damiano Chiesa

Via Damiano Chiesa: è una delle vie di Oltrisarco dedicate a martiri dell’irredentismo. Nato a Ro...

Mostra altri
Scorci del capoluogo