Giulia: le sette note per viaggiare

Attualità | 15/7/2021

Classe 1993, Giulia Martinelli ha pubblicato di recente su Youtube il suo ultimo lavoro musicale intitolato “Mentiroso”, autoprodotto e cantato in spagnolo. Si tratta di un brano pop sentimentale dalle sonorità mediterranee che segna un momento importante nella carriera della giovane artista meranese, alla ricerca del successo in Europa.

Giulia Martinelli, quando nasce la sua passione per la musica?
In realtà c’è da sempre, da quando ero piccola. La mia famiglia mi ha sempre motivato e spinto verso due cose, essenzialmente: lo sport e la musica. Alle scuole medie la mia insegnante di musica mi disse che ero particolarmente portata per il canto.
Poi alle scuole superiori c’è stato l’incontro fortunato con la cantante Sonia Ferrari con la quale ho fatto un percorso di formazione ed oggi eccomi qui. In realtà sono sempre stata timida e cantavo per lo più in casa, poi l’amore per la musica e le varie esperienze mi hanno portato ad esibirmi e ad espormi sempre di più.

Che lavoro fa attualmente?
Lavoro come impiegata presso un’azienda di marketing e mi occupo di social media.
Ho studiato a Milano filologia moderna con indirizzo in comunicazione moderna. Mi piace il mio lavoro perché è molto creativo e mi permette allo stesso tempo di gestire il mio profilo artistico per la produzione e promozione musicale.

Pochi giorni fa è uscito il suo ultimo lavoro “Mentiroso”, autoprodotto e cantato in spagnolo. Come mai la scelta di cantare in un’altra lingua?
Adoro le lingue e grazie ai tirocini universitari ho fatto diversi viaggi a New York, Madrid e San Francisco dove ho potuto perfezionare lo studio dell’inglese e dello spagnolo.
Sono perfezionista e insicura per natura; per scrivere il testo della canzone mi sono affidata ad una consulente spagnola che ha curato la traduzione e la pronuncia.

Perché “mentiroso”?
Mentiroso in spagnolo vuol dire “bugiardo”. Il brano non è autobiografico ma, diciamolo, quante di noi non hanno mai incontrato nella vita una persona che racconta così tante bugie da poterle leggere già nello sguardo? Il mio è un brano che invita a scegliere sempre per se stesse e per la propria felicità. Chiudere una porta per accogliere qualcosa di nuovo.

Dopo quanto tempo è uscito il brano?
“Mentiroso” è un esperimento musicale che nasce durante il periodo della pandemia e ci ho messo quasi un anno a realizzarlo. Il genere è un pop folk dalle sonorità spagnoleggianti. Il video, invece, è stato realizzato grazie alla collaborazione di due mie care amiche, Asia De Lorenzi e Samira Mosca. Come sfondo scenografico abbiamo scelto il paesaggio di Monticolo, mentre nel brano precedente – “the crown”, dedicato sempre alle donne – al centro del setting c’era la città di Merano. Mi piace valorizzare la nostra terra attraverso dei clip.

Perché tiene particolarmente al lavoro con Asia De Lorenzi e Samira Mosca?
Perché sono due giovani artiste che mi supportano, dandomi consigli sinceri soprattutto per quanto riguarda la mia immagine. Diciamo la verità: non sono mai andata d’accordo con il mio fisico e fare video clip mi ha sempre creato qualche imbarazzo. Grazie alle consulenze di Asia e samira sono riuscita a superare le mie insicurezze e ad accettarmi così come sono. Mi piacerebbe trasmettere questo tipo di messaggio in un mondo come quello musicale, dove l’immagine è tutto. Vorrei essere ricordata ed apprezzata per la mia voce e la mia musica, mentre oggi complici social e Tv siamo abituati a vedere cantanti donne alle prese con fisici mozzafiato e magrissimi.

Crede di poter indirizzare un messaggio alle ragazze e alle giovani donne che lottano contro il proprio fisico?
Spesso mi è capitato di bloccarmi durante le riprese di un video; mi dicevo che avrei girato quando mi sarei messa a dieta. Ma io non faccio la modella e non è il mio fisico che la gente deve giudicare, ma la mia voce e la mia musica. Fortunatamente tramite la musica mi esprimo e non ho paura. Nel brano “the crown” racconto proprio questo, la corona che indossa ogni donna è la consapevolezza del suo valore. Non permettiamo di farci togliere la nostra corona!

È un messaggio femminista?
La verità? Non ho mai avuto pensieri femministi prima di oggi; mi sono sempre sentita fortunata e non ho mai dovuto lottare per affermarmi. Ma col tempo, crescendo, mi sono accorta di alcune differenze e delle fatiche che da donna bisogna affrontare, per farsi conoscere ed apprezzare come artista. Anche l’ambiente musicale può infatti essere molto sessista.

Chi la segue, chi è il suo pubblico?
Il mio pubblico è internazionale perché mi sono formata all’estero e perché ho già fatto un primo tour in Germania, che io stessa ho organizzato.

Quindi ha organizzato un tour da sola?
In un certo senso sì, ho fatto una ricerca su una serie di locali in Germania in base all’ambiente, alla musica, al tipo di pubblico. Ho prenotato delle date, le risposte sono state immediate e così ho potuto esibirmi in diverse località contando sulle mie forze e soprattutto sulla conoscenza delle lingue.

Che tipo di risposta ha avuto?
È stata una bellissima esperienza; ho trovato sempre un pubblico attento. Quello che ho apprezzato è stato il fatto che le persone in Germania fossero molto concentrate all’ascolto delle canzoni, anche di pezzi inediti…

Ha un sogno nel cassetto?
Ho tanti sogni, quello che mi preme più in questo momento è riprendere a viaggiare, magari per organizzare un altro tour dopo la pandemia. Insomma.. mi piacerebbe ritornare alla normalità.

Cosa vede nel suo futuro?
Musica, tanta musica, ma anche collaborazioni con giovani donne artiste e la possibilità di farmi conoscere di più in Alto Adige, soprattutto a Merano dove non sono ancora riuscita a trovare degli spazi per esibirmi.

Cosa si augura?
Mi auguro che la musica di qualità possa sconfiggere e abbattere le barriere di tipo linguistico; abbiamo una grande fortuna qui in Alto Adige, quella di poterci esprimere tranquillamente in italiano, in tedesco, in inglese e anche in dialetto. Viviamo in un terreno fervido di sperimentazioni musicali, ma, dispiace ammetterlo, il mondo tedesco e italiano sono ancora divisi, mentre la musica dovrebbe poter essere compresa al di là dalla lingua.

Autrice: Francesca Morrone

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