Quando il bilinguismo è “pratico”

Attualità | 8/4/2021

Alla scuola professionale di lingua tedesca Zuegg in via Scuderie a Merano gli apprendisti fabbri della classe M-3 hanno dato vita ad un progetto nuovo che mette al centro dell’azione didattica il plurilinguismo e l’interdisciplinarità tra materie pratiche e teoriche. Gli stessi fabbri hanno realizzato delle targhette in alluminio e in acciaio bilingui in tedesco e in italiano che verranno fissate sulle macchine da lavoro nelle officine per creare un percorso bilingue nella comunità scolastica, una sorta di “toponomastica della scuola” che non vuole imporre, ma essere utile e funzionale per chi apprende.

Il progetto “Sprache als Chance. Un’idea di bilinguismo nella scuola professionale Dipl. Luis Zuegg di Merano” nasce  poco tempo fa da un’iniziativa dell’insegnante (nonché collaboratrice di QuiMerano) Francesca Morrone e dagli insegnanti di materie pratiche Christian Raffl e Georg Kaufmann, che hanno seguito i ragazzi, aiutandoli nelle scelte durante la fase di lavorazione.
Il concetto di “Sprachsensible Schule” è il manifesto di quelle scuole che hanno messo al centro della propria azione pedagogica e didattica il tema del bi-plurilinguismo: la scuola dei linguaggi sensibili è un concetto ampio e complesso che coinvolge apprendisti ed insegnanti in un reciproco scambio di risorse e competenze e che mira alla creazione di un sistema di comunicazione appunto “sensibile” ai cambiamenti sociali e culturali in atto, alle sfide del mondo del lavoro, al fenomeno delle migrazioni, alla scuola intesa come luogo di apprendimento  e di socializzazione, alle molteplici forme di comunicazione e di linguaggi dell’era digitale.

L’obiettivo: studio e praticità
La realizzazione delle targhette in metallo create dagli apprendisti fabbri per la denominazione bilingue delle macchine da lavoro nelle officine pone le basi per un lavoro interdisciplinare che alla fine del percorso misura non sono l’aumento delle conoscenze specifiche in Italiano L2, ma anche di quelle tecniche e metodologiche. L’obiettivo è quello di creare le premesse per una scuola più inclusiva, moderna, al passo con i tempi e aperta allo scambio e alla collaborazione tra discipline. Le targhette sono utili, funzionali, e ripetibili nel tempo. Un’opportunità vantaggiosa per tutta la comunità della scuola, anche perché questo progetto bilingue non si limita al lavoro di traduzione del nome delle macchine nelle officine, ma potrebbe riguardare per esempio tutta la parte accessoria degli strumenti o arredamento da lavoro degli elettricisti, degli idraulici, dei falegnami, delle estetiste, coinvolgendo i veri protagonisti esperti di questo progetto: le studentesse e gli studenti della scuola professionale “Zuegg” di Merano.

Gli apprendisti fabbri della scuola “Zuegg” hanno realizzato delle targhette in metallo per la denominazione delle macchine da lavoro nelle due lingue



Una grande squadra al lavoro
Il progetto si è svolto in varie fasi. All’inizio durante le ore di Italiano in presenza sono stati organizzati e studiati tutti i passaggi necessari per la  programmazione e la pianificazione; i ragazzi hanno scelto i coordinatori dei gruppi, hanno pensato ai nomi delle macchine da tradurre, hanno optato tra i metalli più idonei per lavorare le targhette ed hanno infine realizzato le bozze dei disegni delle targhette. Hanno usato fantasia, creatività, ma anche conoscenze tecniche.

I PROTAGONISTI

Ecco tutti i nomi degli apprendisti fabbri della classe M-3 che hanno partecipato al progetto assieme agli insegnanti Francesca Morrone, Christian Raffl e Georg Kaufmann: Bega Edison, Daniel Giardini, Janik Oberhofer, Franz Pircher, Davide Plaickner, Noah Poeder, Andrè Schatzer, Patrick Staffler, Daniel Tappeiner, Tobias Tumler, Erik Ungerer, Benedikt Wunder, Seraphim Zwick.

LE IMPRESSIONI

“Un progetto nuovo, mai visto prima nella scuola.” (Georg Kaufmann, insegnante di materie pratiche)

“In gruppo abbiamo deciso come procedere, abbiamo pensato a diverse modalità di lavorazione, e alla fine abbiamo scelto di lavorare con una macchina Cnc computerizzata perché più veloce.” (Janick Oberhofer, coordinatore gruppo fabbri meccanici).

“Il progetto mi è piaciuto perché mette insieme molte cose insieme come il disegno, le macchine, la nostro professione e la materia di italiano. Ora ricordo meglio le parole in italiano.  Perché quelle parole le ho scritte e le ho viste tante volte durante le fasi di sviluppo: quando ho fatto il disegno Cad, quando ho immesso i valori nella macchina CNC, quando ho fissato le targhette sulle macchine. Le parole entrano meglio in testa quando ci lavori. È così che si impara l’italiano nelle officine.” (Andrè Schatzer, apprendista fabbro meccanico).

“Abbiamo lavorato tutti insieme, ognuno aveva un lavoro da fare. È stato difficile programmare le macchine Cnc, il resto è andato bene.” (Bega Edison, fabbro meccanico)

“Il progetto mi è piaciuto, i ragazzi si sono impegnati e riconoscono l’importanza della seconda lingua. Sarebbe il traguardo della scuola professionale, includere molto di più la lingua italiana, perché abbiamo a che fare con clienti e rappresentanti di lingua italiana tutti i giorni. Abbiamo un grande vantaggio qui, parlare due lingue, dobbiamo sfruttare meglio questa opportunità.” (Christian Raffl, insegnante di materie pratiche).

“Mi auguro che questa idea possa essere ripetuta in altre realtà scolastiche e sostenuta da tutti, insegnanti e studenti. Viviamo in una terra plurilingue, ovunque siamo circondati dalla cartellonistica bilingue, dalle strade ai percorsi di montagna, dagli uffici postali ai supermercati, mi chiedo perché la stessa cosa non venga pensata per gli edifici scolastici.” (Francesca Morrone, insegnante L2).

Autore: Luca Masiello

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