Giulia: con il ritmo caraibico nel sangue

Attualità | 8/4/2021

Giulia Segna è una giovane ballerina, che dopo aver praticato diversi sport, ha scoperto la sua vera passione: le danze caraibiche. Specialista di salsa portoricana e mambo New York style, gareggia a livello nazionale individualmente con la società Lunika Dance di Lagundo e da poco è diventata tecnico, grazie anche alla fiducia e al supporto dei suoi insegnanti. Quando non è in sala da ballo si dedica ai suoi studi di giurisprudenza e nel tempo libero ama fare lunghe camminate con il suo cane. Il suo sogno è far coincidere il suo futuro lavoro con il suo amore per la danza.

Giulia, quando ti sei avvicinata al mondo della danza?
Ballo fin da quando ero piccola, ma mi sono avvicinata al mondo delle danze caraibiche da cinque anni.

In che tipo di gare competi?
Competizioni regionali e nazionali, soprattutto nei circuiti della Fids (Federazione Italiana Danza Sportiva). Naturalmente però mi esibisco anche in vari eventi e manifestazioni non agonistiche. 

Quali sono i successi più alti che hai raggiunto? 
Il sesto posto ai campionati italiani di Rimini con il Caribbean Show Dance e la qualificazione alla semifinale ai campionati nazionali con Salsa Shine. 

Qual è la gara che non scorderai più? 
I campionati italiani Fids del 2019, in cui ho gareggiato per la prima volta come solista. Sono stata quattro giorni a contatto con persone che condividevano la mia stessa passione e per me è stata un’occasione di rinascita, dopo un periodo molto difficile.

Come scegli la musica per la tua esibizione? 
I miei maestri mi propongono brani adatti al progetto della coreografia da sviluppare, poi insieme scegliamo quello più motivante e idoneo. I pezzi sono selezionati in modo da creare delle coreografie con lo scopo di risaltare quelle che sono le mie caratteristiche migliori. 

Da quest’anno fai parte dell’albo dei tecnici sportivi. Come mai questa scelta?
Sì, quest’anno grazie alla fiducia che mi hanno dato i miei maestri Cinzia Leotta e Christian Perconti, ho passato l’esame di ammissione diventando istruttrice. Le motivazioni sono varie, ma sempre in funzione alla mia crescita personale. Si tratta infatti, di un percorso individuale che solo i maestri propongono: bisogna ricordare che non è un diritto automaticamente acquisito da tutti gli allievi, ma è un merito che va guadagnato e sudato seguendo un percorso molto intenso. Questo diploma lo considero solo un piccolo traguardo, perché la strada per diventare maestra è ancora molto lunga. 



Come si diventa tecnici? 
Per anni ho avuto la possibilità di affiancare i miei maestri durante le attività a scuola, prima seguendo i bambini e successivamente i ragazzi e gli adulti. Durante l’esame ho affrontato una commissione che richiedeva la conoscenza di nozioni tecniche di danza e musica, principi di anatomia, fisiologia, psicologia, conoscenze amministrative e storiche, oltre che lo svolgimento pratico di tutte le discipline delle danze caraibiche. 

Cosa vuol dire per te insegnare a ballare? 
Vuol dire trasmettere quello che per me è vita. Quando ballo non penso e quando entro in sala tutti i problemi personali si annullano: vorrei che questo accadesse anche ai miei allievi.

Segui maggiormente un pubblico adulto: credi che questa disciplina possa avere maggiore rilevanza tra i giovani? 
Le danze caraibiche sono identificate come ballo di coppia, idealmente ritenuto più idoneo agli adulti, di conseguenza sono quest’ultimi che popolano i corsi. Grazie però al lavoro dei miei maestri della scuola e alla loro esperienza maturata fuori regione, si è sviluppato da tempo anche il settore nel quale competono tutte le fasce d’età. Credo che in regione si debba lavorare al meglio per far conoscere ai giovani questa disciplina e farla apprezzare. Bisogna tener presente che i ritmi caraibici sono molto veloci, dinamici e musicalmente potenti, ideali per i giovani che vogliono divertirsi e poi magari passare alle competizioni, come nel mio caso.

È così anche nel resto d’Italia? 
Per quanto sono riuscita a constatare, in molte regioni italiane la situazione è completamente diversa: ci sono moltissimi giovani che frequentano scuole, che hanno l’obiettivo di motivare i propri allievi, dando loro possibilità di avvicinarsi al mondo sociale, sportivo e formativo.

Pensi che in futuro le cose potranno cambiare? 
Le cose sono in continua evoluzione e infatti il settore sportivo delle danze caraibiche è in crescita in Italia. Il futuro che immagino, come tutti gli appassionati, è che a fine pandemia si possano riprendere tutte le attività sia sociali che agonistiche, tornando nuovamente a divertirsi con serenità e con allievi di tutte le età. Nel mio piccolo mi impegnerò al massimo nel promuovere la mia disciplina.

In questo periodo di pandemia, gli allenamenti proseguono? Si sa che solo gli agonisti a livello nazionale possono continuare, tu sei tra di loro?
Sì, è corretto, nel settore agonistico e pre-agonistico gli allenamenti sono consentiti per la preparazione allegare nazionali e internazionali, con tutte le dovute precauzioni contenute nei protocolli. Ammetto che le difficoltà non mancano nel gestire gli allenamenti, ma con la giusta organizzazione e volontà si va avanti.

Autrice: Chiara Caobelli

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