Diverse espressioni in forma di scultura

Attualità | 17/9/2026

La mostra che sarà allestita, dal 26 settembre, nella splendida cornice del Kurhaus, in quelle che furono le salette di lettura, ha per tema le biografie e le opere di cinque scultori altoatesini che nacquero nella prima metà degli anni Venti, studiarono alla Scuola d’arte di Ortisei o alla Scuola dei lapicidi di Lasa e poi si specializzarono nelle Accademie di Vienna e di Venezia.

Le loro vite si intersecano e si dipanano fra similitudini e differenze: marmo, legno, bronzo, ceramica sono i materiali che utilizzarono per la resa della loro ricerca artistica. I loro nomi sono noti poiché incontrarono il favore della critica e dei collezionisti. Le opere che ad esempio lasciarono nelle chiese di Merano, Lagundo, Bressanone, Certosa, Bolzano e altrove sono la testimonianza di un’epoca, un gusto, una ricerca tra forma e contenuto, materia e simbolo e sono un messaggio di fede interpretato nel segno dell’avanguardia e del modernismo.

Ma di chi parliamo, dunque, per questa mostra intitolata “Skulptura” e curata dalla Fabbrica del Tempo? I loro nomi sono: Martin Rainer, Josef Brunner, Umberto Volante, Adolf Vallazza, Claudio Trevi. All’indomani della Seconda guerra mondiale, negli artisti figurativi e scultori europei e statunitensi nacque l’esigenza di abbandonare le forme e il figurativo per dare voce ed espressione al dolore, alla paura, allo shock che il mondo visse in quei tragici anni segnati dalle dittature, dal conflitto, dalla deflagrazione della bomba atomica.

Gli artisti cercarono nuovi linguaggi che riuscissero in questo arduo compito e trovarono in espressioni come l’arte informale, l’espressionismo astratto, l’action painting e la scultura materica, quelli che possiamo definire come i primi vettori comunicativi.

I nostri artisti si unirono in maniera difforme e personale alle nuove istanze. Fu soprattutto Joseph Brunner a portare in provincia una ventata di innovazione e di avanguardismo. Tutti e cinque gli artisti protagonisti della mostra imminente, facevano uso di marmo, pietra, terracotta, legno, bronzo. Le produzioni di tutti si sviluppano a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta, raggiungendo la maturità negli anni Sessata, Settanta e Ottanta, sentendo forte la necessità di narrare i grandi fatti della storia contemporanea, come la guerra in Vietnam, per Claudio Trevi.

Venendo alla mostra in arrivo al Kurhaus, per ogni artista verranno esposte alcune opere e gli eventuali studi preparatori. La mostra, a ingresso libero, sarà corredata da un catalogo che analizzerà opere e carriere, biografie e stili dei cinque scultori, sarà inaugurata il 26 settembre alle ore 11 e rimarrà poi allestita  e visitabile per un mese esatto, ovvero fino al 26 ottobre. Nell’arco di questo periodo saranno organizzate 5 serate per parlare singolarmente dei cinque scultori: lunedì 28 settembre, 5 ottobre, 12 ottobre, 19 ottobre, 26 ottobre. Si terranno anche visite guidate e visite didattiche tenute dagli studenti del Gymme e del Gandhi. L’ingresso è gratuito. La mostra avrà un catalogo. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

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