C’era un ragazzo che, ottant’anni fa, si metteva in cammino a piedi da Merano verso Avelengo. Non ricorda bene altro di quel primo campo, ma quell’immagine gli è rimasta addosso: la strada, il gruppo, la fatica condivisa. Oggi quel ragazzo si chiama Marco Quaresima, ha 94 anni, ed è stato tra i primi esploratori del gruppo scout di Merano.
Ufficialmente il primo gruppo scout meranese nasce l’8 dicembre 1946. Ma i primi passi risalgono già all’anno prima, all’immediato dopoguerra: nel maggio 1945 don Primo Michelotti, allora cappellano della parrocchia di Santo Spirito, ha l’intuizione di proporre ai ragazzi il cammino dello scautismo, ideato nel 1907 da Sir Robert Baden-Powell. Già quell’estate si svolge un campo sperimentale, primo segno concreto di un’avventura arrivata fino a oggi.
Di quegli anni Marco ricorda soprattutto cosa gli è stato insegnato, prima ancora di ogni tecnica scout: «Un valore che mi avevano insegnato allora, prima di tutto, in ogni momento, in ogni occasione è essere leali». E poi, con il sorriso di chi ha ormai visto passare una vita intera: «Adesso che sono anziano mi viene da ridere a dirla, però è valida tutta la vita: sorridere e cantare anche nelle difficoltà». Infine, forse il valore che più di tutti ha attraversato la sua storia personale, visto che da adulto sarà capo gruppo per moltissimi anni: «Servire, essere utili a chi è nella difficoltà».
Per organizzare la festa dell’ottantesimo, andata in scena sabato 12 settembre in piazza della Rena, si sono mossi tutti, dai più piccoli ai “giovani da più tempo”. L’evento, infatti, è stato organizzato da AGESCI Merano 1 insieme a MASCI, il movimento degli adulti scout, e ha ricevuto il sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano, del Comune di Merano, del Palais Mamming Museum e dello Jugenddienst Merano, che per l’occasione ha messo a disposizione la Chiesa dei giovani in Piazza Rena, sede della mostra fotografica sugli ottant’anni di storia del gruppo.
La giornata si è aperta la mattina con i primi preparativi, per proseguire alle 14 con l’alzabandiera in piazza. Durante la giornata hanno presenziato la sindaca Katharina Zeller, gli assessori alle politiche giovanili Antonella Costanzo e alla socialità Daniele Di Lucrezia, e i rappresentanti delle altre associazioni scout del territorio: Südtiroler Pfadfinderschaft e CNGEI. Ad attirare gli sguardi dei passanti per tutto il giorno è stata una sopraelevata (nel box-glossario nella pagina a destra, la spiegazione di sigle e termini del mondo scout, ndr) costruita proprio al centro della piazza, che è subito diventata un’attrazione per chi si trovava a passare di lì. Nel pomeriggio spazio al grande gioco per bambine e bambini, ragazzi e ragazze, prima dello spettacolo e del fuoco di bivacco della sera, decisamente il momento clou della giornata di festa.
A raccontare il presente del gruppo, durante la cerimonia, è stata Silvia Gretter, attuale capo gruppo di AGESCI Merano 1, che ha ricordato come «oggi siamo qua perché qualcuno prima di noi ha tracciato la strada» e come il compito di questa generazione sia portare avanti «una grande eredità che ha contribuito a far crescere la nostra comunità cittadina». Un’eredità fatta anche di spirito critico, «che ci impone di approfondire quanto vediamo, osserviamo e sentiamo per essere competenti e veri nelle scelte che compiremo», e della gioia di mettersi al servizio degli altri, «nella bellezza di crescere insieme per costruire un mondo migliore».
Un’eredità che, nelle sue parole, si traduce soprattutto in un impegno per la pace: «Vogliamo essere artigiani di pace. Quella pace che va costruita ogni giorno, che vuole comprendere e non giudicare. La pace che persegue la via della gentilezza come seme del cambiamento possibile». Non una pace astratta, ma qualcosa che si costruisce nel quotidiano, «quella pace disarmata e che disarma». Gretter lo ha detto guardando a Merano, «che sentiamo la nostra casa», ma anche alle tende e agli zaini che il gruppo porta con sé «quando usciamo da qui per incontrare l’altro e scoprire il mondo».
Un filo che lega, senza troppe cerimonie, la lealtà, il servizio al prossimo e la pace: parole diverse per dire, forse, la stessa cosa attraversata da ottant’anni di storia.
La sera è stata animata dalla Pattuglia Scout Music, una band di scout arrivata da tutta Italia, che ha richiamato attorno al fuoco tante persone, tra canti e danze, fino a tarda serata.
Poi, quando le luci si sono spente e la piazza si è svuotata, è rimasta la strada già percorsa, e quella ancora da fare.
Buona strada, Merano 1.