Stelle e argonauti crescono

Attualità | 9/7/2026

Con l’arrivo dell’estate sono andate in archivio anche due ricorrenze “tonde”, o quasi, per due importanti progetti che puntano allo svago formativo degli scolari meranesi. Una realtà di valore anche sociale che merita un approfondimento e che qui raccontiamo nei dettagli.

Infatti nello scorso mese sono giunti al termine il decimo e il ventunesimo anno di attività dei progetti denominati “Gli Argonauti” (per la scuola secondaria di primo grado) e “1,2,3…stella” (per la scuola primaria). Nomi che da soli rimandano alla mitologia greca e al gioco e dunque il collegamento con la cultura scolastica e lo svago scatta in automatico: infatti si tratta di attività di accompagnamento allo studio, organizzate dal Punto d’incontro per giovani “Cilla” presso la Scuola secondaria di primo grado “L. Negrelli” di Merano e la Scuola primaria “Giovanni XXIII” di Sinigo. Il nome “1,2,3…stella” trae origine dal gioco che un tempo animava i cortili, mentre “Gli Argonauti” si sono ispirati al mito greco dei navigatori che hanno intrapreso il loro viaggio ricco di imprevisti e di insidie ma in compagnia. E la compagnia, il gruppo, è la base di partenza di questi progetti che rispettivamente da oltre quattro e da due lustri sono importanti per la formazione degli scolari meranesi: infatti, grazie alla convenzione stipulata con l’Istituto comprensivo Merano 2, durante tutto l’anno scolastico appena concluso sono stati coinvolti 60 bambini e 9 educatori per tre pomeriggi a settimana nella scuola primaria e 24 ragazzini e 5 educatori per due pomeriggi nella scuola secondaria, per progetti che hanno beneficiato del contributo dell’Agenzia Provinciale per la famiglia e dell’Assessorato comunale ai giovani.

Affrontare la fatica dello studio con un lavoro costante sulle motivazioni, favorire l’acquisizione di un metodo e accettare la sfida che studiare in compagnia è un’avventura che aiuta ad andare fino in fondo e a non arrendersi di fronte alle difficoltà e agli insuccessi, assieme ad adulti pronti a coinvolgersi e ad imparare assieme, sono stati i punti qualificanti dei due progetti.

Entrando nel dettaglio e ripercorrendo l’edizione 2025-’26 di questi progetti, alla scuola primaria di Sinigo l’anno scolastico si è aperto con una gita impegnativa da Verano fino al Knöttnkino, camminando per 12 chilometri immersi in un bosco incontaminato, per verificare ancora una volta che da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano, perché ci si aiuta a non arrendersi e ad alzare lo sguardo e ci si sostiene a vicenda. Sempre a Sinigo l’anno di attività extrascolastiche si è concluso con una festa molto partecipata alla presenza di un pubblico eterogeneo. E’ stato proposto un video con le foto più significative di tutto l’anno, per poi uscire in cortile e raccontare, con l’aiuto dei cartelloni, le esperienze vissute: la tradizionale cena multietnica, il progetto d’arte, “I germogli di poesie” scritte dai bambini, “I numeri felici”, la festa di Carnevale, la visita – particolarmente significativa – ai laboratori di Casa Basaglia con l’aiuto dei nuovi amici Davide e Chiara, e tanto altro. I ragazzi della classe V hanno poi salutato in un clima di grande silenzio ed emozione pronunciando parole molto sincere e sentite.

Uno dei momenti più attesi nel corso dell’anno è stato il cantare assieme prima dei compiti, iniziativa proposta grazie a una volontaria che ha accompagnato il gruppo insegnando canzoni sempre nuove. Il canto ha una potenza educativa impressionante, perché va al cuore dell’esperienza e risveglia una consapevolezza importante. Particolarmente significativa, in questo senso, parole e strofe come “…non è mica vero che fa lo stesso se resti insieme a noi o ci pianti in asso, se zitto e in disparte già ti sei messo, oppure se ti impegni a più non posso…”, oppure “…goccia dopo goccia nasce un fiume, un passo dopo l’altro si va lontano…e se una voce sola si sente poco, insieme a tante altre diventa un coro…non è importante se non siamo grandi come montagne, quello che conta è stare tutti insieme per aiutare chi non ce la fa!”.

Lo slogan che ha accompagnato questo anno di intenso lavoro è stato “Cosa vuoi fare DI grande?”, con un bel gioco di parole davvero eloquente, tema portante che si è ritrovato dentro ogni momento, dalla sfida dei compiti al gioco, dalle feste alle uscite, dai… litigi alla pace ritrovata. E anche quest’anno, come i precedenti, ha riservato in entrambi i doposcuola una serie di sorprese, incontri e fatti che lasciano un segno in chi li ha vissuti e tanta gratitudine nel cuore di tutti.

Anche con “Gli Argonauti” della scuola secondaria di primo grado è stato seguito un percorso strutturato, con un momento iniziale dedicato alla parola della settimana, proposta dai ragazzi, che ha stimolato la riflessione, l’ascolto e la condivisione di esperienze personali; il tutto seguito dall’esecuzione dei compiti assegnati con un sostegno mirato e personalizzato da parte degli educatori; per finire con un minuto di raccoglimento per lasciare una parola significativa, che rappresentava il pomeriggio trascorso insieme. Il progetto è stato sempre e costantemente rivolto all’acquisizione di un metodo di studio attraverso la curiosità e il desiderio di prendere coscienza di sé e degli altri, alla scoperta dei propri punti di forza; alla disponibilità e all’empatia che hanno stimolato significativamente le amicizie che sono nate e cresciute insieme a loro. La festa finale quest’anno è stata particolarmente emozionante, perché si è concluso il decimo e ultimo anno del doposcuola: una festa semplice ma ricca di significato, con una buona merenda, foto e consegna a tutti dei diplomi personalizzati, perché niente rende più felici i ragazzi, di sentirsi protagonisti e apprezzati in tutta la loro unicità. Un ragazzo di terza media ha preso la parola e ha detto: “Quando ho iniziato questo doposcuola avevo paura di tutto, adesso sono cambiato. Grazie!”. Sguardi, avventura, coraggio, gratitudine, esperienza, ricordo, tesoro, sono alcune delle bellissime parole lasciate dai ragazzi. Queste gemme di conoscenza sono la testimonianza del viaggio meraviglioso che è stato quello degli “Argonauti” meranesi. L’incontro è per sempre, il ricordo lo alimenta dolcemente.

E poi, come abbiamo riportato nello scorso numero del Qui Merano, in chiusura dell’annata di attività, alle Terme c’è stato un festoso e divertente pomeriggio trascorso insieme in piscina, al quale hanno partecipato circa 55 tra bambini e ragazzi e 20 adulti volontari.

IL BILANCIO POSITIVO DEI POLI EDUCATIVI


Si è concluso nei giorni scorsi anche il primo anno dei Poli educativi territoriali, nuovo percorso educativo e sociale in collaborazione tra il Punto d’incontro per giovani “Cilla” e la Scuola secondaria di primo grado “Negrelli”. I Poli educativi sono un nuovo modo di lavorare insieme, in cui i diversi soggetti coinvolti condividono responsabilità e risorse per promuovere il benessere, l’apprendimento e la partecipazione dei ragazzi.  Le alunne e gli alunni coinvolti in questa rete educativa sono stati 28, divisi in tre gruppi, seguiti da un educatore del “Cilla”. Si è cercato di proporre uno spazio di crescita diverso da quelli tradizional, con laboratori guidati da esperti di cucina, scacchi, fotografia, musica.  E poi uscite didattiche alla mediateca, alla caserma dei vigili del fuoco (foto qui a fianco) e alla Questura, per rafforzare la conoscenza del territorio e delle sue istituzioni. Tutto con una chiara direzione educativa, volte a valorizzare i talenti e le competenze dei giovani.

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