I soggiorni meranesidi Fritz von Herzmanovsky-Orlando

Attualità | 14/5/2026

Fra i numerosi scrittori, musicisti, artisti che scelsero Merano per lunghi periodi di soggiorno o decisero proprio di trasferirsi ci fu lo scrittore e disegnatore Fritz von Herzmanovsky-Orlando (Vienna, 30 aprile 1877 – Merano, 17 maggio 1954).

Formatosi per intraprendere la carriera di ingegnere, von Herzmanovsky-Orlando aveva infatti frequentato al Politecnico della sua città natale, Vienna, dove era cresciuto nella casa di famiglia, situata al numero 3 della Marokkanergasse, ma lavorò in quell’ambito per soli pochi anni. L’aver contratto la tubercolosi cambiò il corso delle cose, della vita, della carriera. L’amico Alfred Kubin fu in quel momento un importante via d’uscita, aiutandolo a scegliere una nuova strada, quella della scrittura, della grafica artistica e del disegno satirico. Nel 1911 aveva sposato Carmen Maria Schulista (1891-1962) e con lei, iniziò a viaggiare per raggiungere località climaticamente più adeguate al suo stato. Nel 1913 la coppia raggiunse la costiera nord orientale del mar Adriatico. In seguito visitarono l’Egitto, la Sicilia e l’Italia meridionale, in un viaggio di circa quattro mesi intrapreso nel 1914. Ma la malattia che continuava ad aggravarsi, nel 1916 costrinse la coppia a lasciare Vienna e stabilirsi a Merano. Nel 1938 a causa delle Opzioni, Herzmanovsky-Orlando fu costretto ad abbandonare il territorio tirolese, trasferendosi a Malcesine del Garda, ma riuscì a rientrare a Merano nel 1949. Trascorse i suoi ultimi anni a castel Rametz, un maniero di origine medievale che si trova a Maia Alta, le cui prime notizie storiche risalivano al 1269. Tra il XIV e il XV secolo il castello fu di proprietà della famiglia Rametz, passò poi agli Aichner, quindi ai Quaranta, ai Planta, ai Travers e ai Parravicini. Nel 1836 venne acquistato da Francesco Flarer (1791 – 1859), professore all’Università di Pavia, che fu  un oculista, e tenne e rese famosa la cattedra di oculistica all’Università degli Studi di Pavia. Mantenendo i contatti con i ricercatori europei e premiato dall’Accademia francese nel 1836, contribuì all’evoluzione degli studi sulle membrane interne dell’occhio. La figlia di Flares sposò il politico italiano Agostino Depretis che trasformò il castello nella propria abitazione, eseguendo un radicale restauro che portò il castello all’aspetto attuale, caratterizzato da torrette e merlature ghibelline. Durante la Seconda guerra mondiale il maniero fu requisito dalle truppe tedesche insieme a Castel Labers e usato come base logistica per l’Operazione Bernhard. Il 17 maggio 1954 lo scrittore Fritz von Herzmanovsky-Orlando morì nel castello.

La sua vasta produzione letteraria, costituita principalmente da lavori in prosa e opere teatrali, divenne nota al grande pubblico solamente dopo la sua morte poiché solo poche delle sue opere vennero pubblicate mentre lo scrittore era in vita. Le opere sono caratterizzate da uno stile barocco così come al barocco sembrano alludere i suoi disegni. Altre opere risentivano invece delle influenze del gruppo esoterico che frequentava a Monaco di Baviera. Purtroppo solo una delle sue opere è stata tradotta nel 1962, cinque anni dopo la sua morte. Di “Der Gaulschreck im Rosennetz. Eine Wiener Schnurre aus dem modernden Barock” esiste una traduzione italiana, con il titolo “Lo spaventa cavalli nel roseto” (Rizzoli, 1962).

Autrice: Rosanna Pruccoli

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