Un grande braccio caratterizza da questa settimana la piazza di Merano antistante Palais Mamming, ad annunciarne la nuova mostra dello spazio contemporaneo del museo, ossia “Mamming Now” all’ultimo piano.
“MANS”, ossia mani, è il titolo dell’esposizione curata da Ursula Schnitzer, un allestimento artistico che vede padre e figlia per la prima volta insieme, con i loro lavori, in una mostra da assoluti protagonisti.
Si tratta dello scultore gardenese Lois Anvidalfarei e della figlia Anna, giovane artista vincitrice del Max Ernst Stipendium della Città di Brühl in Germania. La mostra allestita nella città del Passirio vede un intreccio di opere che evidenziano le parti del corpo quali mani, braccia piedi e teste.
Lois e Anna Anvidalfarei si incontrano qui in un dialogo fra mani. Sentimenti emozioni, questioni esistenziali, creatività scaturiscono da queste opere consentendo una riflessione fra gli artisti ma anche con i fruitori che visiteranno l’esposizione e si lasceranno rapire dalle opere e dal loro linguaggio.
Lois Anvidalferei è nato a in Val Badia nel 1962. Dal 1976 al 1981 ha frequentato la scuola d’arte a Ortisei per continuare poi la propria formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Vienna, che frequentò fra il 1983 e il 1989. Affermato scultore, riconosciuto per le sue opere a livello nazionale e internazionale, è stato oggetto di un catalogo scritto dal grande critico lombardo Philippe Daverio, “Lois Anvidalfarei”, Milano: Skira, 2013.
La figlia Anna, nata a Bressanone nel 1996, realizza oggetti tessili e studia con Christian Schwarzwald all’Accademia di Belle Arti di Vienna. E’ la vincitrice del Max Ernst Stipendium della Città di Brühl in Germania. Anna è risultata vincitrice tra le 231 candidature presentate e la giuria ha commentato così: “L’approccio audace e sensibile di Anna Anvidalfarei al tema del corpo è toccante e intenso, e lei raggiunge un grado di astrazione emozionante che non appare distanziato, ma anzi attiva ancora di più lo spettatore (…). Anvidalfarei carica poeticamente il corpo come spazio di risonanza individuale e sociale”.
La mostra sarà visibile dal 29 maggio fino al 16 agosto.
Autrice: Rosanna Pruccoli