Un ponte tra due mondi

Attualità | 14/5/2026

Julè e Namastè è una realtà che aderisce al progetto comunale Bolzano Mondo Comune. Di questa associazione che mette in contatto Bolzano e l’Himalaya, parliamo con Luciano Guariento, che ne è uno degli ispiratori e coordinatori. 

Il 23 marzo 2026 l’associazione di volontariato “Julè e Namastè” ha inaugurato presso la sala espositiva di “Casa Goethe” a Bolzano (Via Goethe 42) una mostra dedicata al concorso fotografico “Infinito Rosso, il colore della civiltà”. Visitandola mi hanno subito colpito la presenza del colore rosso in ogni fotografia e i fiori galleggianti nelle ciotole di vetro che davano un sapore orientale all’allestimento. Luciano Guariento ha spiegato che il rosso, nella cultura orientale è simbolicamente molto importante. Rappresenta la spiritualità, l’energia e la trasformazione. Dopo aver votato la fotografia che più mi piaceva, Guariento ci ha raccontato come è nata l’associazione.

Come siete partiti?

La nostra associazione è nata nel dicembre del 2018 dopo l’incontro tra me e Luciano Casagrande: portavamo avanti entrambi da diversi anni due filoni di progetto sull’Himalaya. Luciano ha dato inizio a tutto nell’anno 2000 dopo un viaggio nella valle dello Spiti, a nord di Delhi nell’Himachal Paradesh nel paese di Tabo. Lì ha incontrato un gruppo di monaci e ha raccolto da loro l’invito arrivato direttamente dal Dalai Lama, il quale voleva fondare in questo piccolo villaggio una scuola per sostenere e garantire la cultura e le tradizioni del popolo tibetano.

Nel 2018 Luciano aveva bisogno di definire la sua attività di volontariato all’interno di una associazione. E noi dell’altro filone dell’associazione, la parte Namastè, avevamo le stesse necessità. Dal 1988 per ragioni alpinistiche di viaggio per trekking, ci era capitato di frequentare moltissimo la zona himalayana del Nepal.  Il 25 aprile del 2015 c’è stata poi proprio in quelle zone la terza più grande frana mai documentata al mondo. Dopo il grande terremoto noi sei alpinisti, in seguito soci dell’associazione, ci siamo incontrati con la volontà di costruire una casa o un piccolo rifugio per i pastori. Dieci anni dopo è stato proprio questo gruppo a mettere in piedi la prima mostra fotografica a Bolzano in Piazza Domenicani nella Galleria Civica. Come detto alla fine del 2018 anche noi avevamo bisogno di un contesto giuridico che normalizzasse il flusso delle donazioni e quindi insieme a Luciano abbiamo fondato Julè Namastè.

Qual è la missione principale dell’associazione?

La nostra missione principale, come è scritto nello statuto, è quella creare ponti. Cioè promuovere opportunità e occasioni di incontro tra persone di diverse culture tra l’Alto Adige, il nord dell’India ed il Nepal. Il fine ultimo concreto è quello di sostenere la cultura e la vita delle popolazioni tibetane nell’Himalaya.

Qual è l’obiettivo della mostra di quest’anno? È una raccolta fondi o ha un intento puramente divulgativo e culturale?

Lo scopo è principalmente divulgativo e culturale. L’obiettivo è appunto quello di far conoscere il più possibile la nostra attività alla cittadinanza di Bolzano. Il fine ultimo è di sostenere il nostro ultimo progetto fatto nel nord del Nepal vicino alla valle del Langtang, attraverso delle offerte che le persone possono lasciarci. L’idea è quella di realizzare una cucina, una mensa e assumere un cuoco in questo piccolo villaggio rurale agricolo che si chiama Gatlang Gatlang. Questo paese è la capitale dell’etnia Tamang: in Nepal ci sono 112 etnie diverse. Lì hanno il problema della dispersione scolastica dei ragazzi. I genitori agricoltori la mattina partono e fanno anche ore a piedi per andare nei campi. Il problema è che quando i bimbi a mezzogiorno o all’una terminano le lezioni, restano senza pasto e persone di riferimento. Con il nostro contributo la scuola potrebbe diventare maggiormente un centro culturale di insegnamento, di svago e di attività pomeridiane legate sempre alla scuola.

Le immagini esposte in questa mostra fotografica sono frutto dell’esperienza diretta dei volontari?

No, le immagini, da regolamento, non possono essere di noi soci volontari. Noi proponiamo il bando il primo di settembre e lo divulghiamo in tutta Italia e anche oltre. Chiediamo un genere di immagini o un tema ogni anno, ma lasciamo libera creatività al fotografo. Il concorso non è indirizzato solo a fotografi professionisti, anzi, si tratta  per lo più di normalissimi viaggiatori, appassionati. Noi diamo loro l’opportunità di mostrare pubblicamente i loro scatti più belli realizzati durante i loro viaggi. Segue quindi una votazione fatta dai visitatori della mostra. Anche questo è un modo per creare ponti e legami con persone esterne.

Come si può sostenere l’associazione? Avete programmi di viaggi solidali o altre forme di partecipazione attiva come delle bancarelle?

I nostri finanziamenti al 99% li raccogliamo o con donazioni dirette o e soprattutto attraverso le bancarelle. Ogni volta che andiamo o a Kathmandu o a Delhi o al villaggio di Tabo acquistiamo artigianato locale, lo portiamo qui e lo vendiamo. Quest’anno per il quinto anno siamo stati presenti in Piazza del Grano al mercatino solidale di Natale.

C’è una storia di successo che vorrebbe raccontarci?

Sì! Cinque medici dentisti e un odontoiatra – perciò una piccola equipe di dentisti, soci dell’associazione – ogni anno si recano alla scuola di Tabo. Nel 2023 siamo riusciti a raccogliere i fondi per uno studio dentistico all’interno della scuola. Tutti gli anni i dentisti si recano lì e lavorano gratuitamente per 10 giorni, 10 ore al giorno perché devono controllare i denti di 320 bambini. I materiali con la raccolta fondi li compriamo noi e loro prendono le ferie e vanno.

I dentisti si erano conosciuti più di dieci anni fa ad un corso specialistico di medicina di emergenza. Dovevano quindi operare a livello di sanità e igiene dentale in zone disagiate o di guerra o di emergenze alluvionali. Hanno messo in piedi questa bella iniziativa e questa è di sicuro una cosa rilevante fatta lo scorso anno.

Autrice: Nilufar Yasmin COOLtour

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