A seguito delle modifiche recentemente apportate al piano paesaggistico di Bronzolo, la vipera dal corno, specie rara e protetta, potrebbe scomparire dai nostri pendii. Abbiamo dialogato con Gabriel Vettori, giovane studioso di scienze forestali, che ci ha parlato della presenza di questa specie in zona.
Gabriel Vettori, che cos’è la vipera dal corno e dove si trova?
Il nome deriva da una piccola appendice carnosa sul muso che ricorda un corno. Si suppone che sia rimasto ben evidente nella specie per favorirne il mimetismo nei terreni pietrosi in cui vive. Predilige, infatti, ambienti rocciosi, caldi e aridi, spesso di origine antropica e successivamente abbandonati, oppure zone interessate da franamenti naturali.
A Bronzolo, infatti, vive sui pendii di porfido del monte Göller, nella gola di Aldino e nella zona delle cave. In Italia, la sua distribuzione è scarsa: ci sono colonie nel Friuli Venezia Giulia, nel bellunese e in alcune aree altoatesine.
A cosa è dovuta la sua rarità?
Le aree nelle quali è diffusa sono limitate, e la sua presenza in questi luoghi è scarsa. Pensando al nostro territorio, si cerca di bonificare le frane e l’uso delle superfici è massimizzato per dare spazio al pascolo o all’agricoltura. Inoltre, preferisce ambienti non disturbati dall’attività umana. La sua rarità dipende dalla scarsità delle zone adatte alla sua proliferazione. Per questo motivo, esistono specifiche normative internazionali, nazionali e provinciali volte a preservarne l’habitat.
Quali sono i principali rischi per la sua sopravvivenza nel nostro comune?
Da un punto di vista naturale, direi l’avanzamento della vegetazione, che andrebbe a coprire l’ammasso pietroso nel quale la vipera ama ripararsi. Ma è soprattutto l’azione umana a metterne a rischio la sopravvivenza. La problematica principale per questa specie è il rischio di scomparsa del suo habitat, attualmente non tutelato dal nostro comune, poiché non riconosciuto come biotopo. La zona in cui vive potrebbe essere in futuro interessata da modifiche anche importanti.
Penso, ad esempio, a eventuali lavori per la Galleria di Base del Brennero (BBT) o alla riapertura della cava. Vibrazioni e rumori prolungati nel tempo potrebbero causarne la scomparsa.
Come si potrebbe favorire la sua preservazione?
Penso che il problema sia credere che basti concentrarsi sulla salvaguardia di una singola specie, quando invece bisognerebbe considerare l’ecosistema nel suo insieme. Nel caso della vipera dal corno, la sua presenza in un ambiente indica che questo è variegato e relativamente ben conservato. Le distese rocciose dove vive sono habitat spesso ricchi di biodiversità e ospitano numerose specie vegetali e animali adattate a condizioni ecologiche particolari. Nel caso specifico di Bronzolo, bisognerebbe dunque riclassificare la zona come biotopo ed estenderne il perimetro fino a coprire l’intera area interessata.
Il rischio delle piccole realtà in forte espansione come il nostro comune è che l’aspetto naturale passi in secondo piano. Ci sono leggi che tutelano gli ecosistemi, ma spesso non sono esaustive o, come nel caso del biotopo di Bronzolo, rischiano di venire modificate a discapito dell’ambiente. La presenza di un’area designata come biotopo, e quindi protetta, previene l’eventualità che in futuro l’ecosistema possa essere alterato senza contravvenire alle leggi. Senza un’area tutelata, nulla garantisce che in futuro quella zona non venga compromessa.
LA SCHEDA
La vipera dal corno può raggiungere i 95 cm di lunghezza. La colorazione può variare dal marrone al grigio. Lungo il dorso corre un disegno di colore più scuro somigliante a una linea a zigzag o una serie di rombi uniti. Caratteristica di questa specie è il “corno” posto sulla punta del muso. Questa vipera è la più pericolosa per l’uomo tra quelle osservate in Italia, anche se l’animale è timido e generalmente tende alla fuga in presenza di pericoli. È ovovivipara, le femmine si accoppiano ogni due anni, tra aprile e maggio. Le nascite avvengono tra agosto e settembre e le vipere appena nate misurano tra i 15 e i 20 cm, alimentandosi in modo indipendente sin dalla nascita.
Parti del corpo della vipera dal corno nel folclore hanno il potere di proteggere dai mali. In Alto Adige è tradizione conservare le vertebre dell’animale sotto forma di rosario, mentre nella Venezia Giulia si usa mettere sotto grappa le teste recise. Nella ex Jugoslavia, la Vipera ammodytes è chiamata poskok (“saltatore”) perché le si attribuisce la capacità (che in realtà non ha) di compiere balzi.
Autore: Tommaso Calamaro