Un Grest con i pellerossa di padre Chini

Attualità | 22/9/2022

Con una festa andata in scena al teatro Kimm si è conclusa la 25esima edizione del Grest dal titolo “L’avventura di Vestenera; tra conchiglie, frecce e stelle, ne vedremo delle belle”. Il Grest organizzato dal Punto d’incontro per giovani Cilla ha visto coinvolte 110 persone fra bambini, ragazzi ed educatori nell’arco di due settimane presso l’ex Dopolavoro di Sinigo.

La festa è stata aperta dalla rappresentazione teatrale dei giovani “gialloni”, che hanno messo in scena la storia di padre Eusebio Chini e la sua esperienza di vita tra i Pima, una tribù di indiani d’America.

“Vestenera” era il soprannome che i Pima – gli abitanti del deserto del Sonora – allora Messico, ora California e Arizona – gli avevano dato per il suo “strano” abbigliamento. 

Padre Chini, “Vestenera”

Segno, un paesino della Val di Non, ha dato i natali nel lontano 1645 a padre Eusebio Chini, sacerdote gesuita, astronomo, cartografo, uomo di fede e di scienza.  Questo  personaggio a noi sconosciuto ma famosissimo in California, partì in quel lontano 1681 alla volta del  Messico ad annunciare il vangelo agli indiani Pima del deserto del Sonora, ad insegnare a coltivare la terra, e a difenderli  dai soprusi degli spagnoli “conquistadores” che volevano schiavizzare le popolazioni locali per i loro interessi economici. 

Padre Chini (in America padre Kino) ancora oggi  è considerato il padre fondatore dell’Arizona  e una sua imponente  statua campeggia all’interno del Campidoglio a Washington. Se oggi andiamo in California troviamo il vino Kino, l’acqua minerale Kino, la carne in scatola Kino e tutte le grandi città portano il nome che Padre Kino aveva dato allora alle 24 missioni fondate  in 24 anni di permanenza con i suoi indiani. 

Così l’ambientazione del Grest è stata improntata sul popolo degli indiani, la loro spiritualità, il loro stupore e rispetto per il creato e l’amicizia e stima che si erano sviluppate tra loro e il “Vestenera”. I bambini del Grest – divisi in 4 tribù: i “pellerossa”, i “Cherokee”, i “Concas Blu” e “La tribù del sole” – hanno dato vita a un vero accampamento indiano con tende, canti e giochi tutti a tema. 

In gita al lago e a Segno

Si sono inoltre svolte due gite: la prima a Molveno con una passeggiata attorno al lago, pranzo al sacco e sfide pomeridiani allo “Scalpo”; la seconda a Segno con visita guidata dal signor Alberto Chini (presidente dell’associazione P. Eusebio Francesco Chini) che ha illustrato la casa natale di padre Chini e  il museo rinnovato e ampliato a lui dedicato, ricco di reperti e documenti della sua intensa attività fra gli indiani d’America. 

La redazione giornalistica del Grest  ha realizzato anche un giornale,  “El Saguaro”, che in un numero unico ha visto cimentarsi,  piccoli e adolescenti, in qualità di aspiranti giornalisti.

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