Scoprire come si vive “sulla strada”, conoscere le storie di chi affronta viaggi disperati, cosa avviene dopo e prima degli sbarchi, come si vive da migrante nel nostro Paese e in Europa: è con questo scopo che i ragazzi del clan “Vento sottile” del gruppo scout Merano 1 hanno intrapreso la propria route, un campeggio estivo che si basa su un percorso fatto interamente a piedi sulle tracce dei viaggi della speranza dei migranti attraverso il nostro Paese.
“Fare strada non è solo perdere ore di cammino per spostarsi dal punto A al punto B: sulla strada abbiamo modo di vedere con i nostri occhi luoghi pieni di significato, incontrare persone che per scelta o per destino stanno sulla frontiera. Questo è il motivo per cui ci siamo messi sulla strada: perché volevamo capire (almeno un po’) cosa si prova a stare lì, proprio lì”. Gli scout meranesi sono partiti con queste parole nello zaino, la base del “perché” di questa avventura, che ha avuto inizio a Oulx, dove sorge il rifugio Massi, frutto virtuoso del progetto “sotto lo stesso cielo” nato dall’intuito di alcuni volontari della Val di Susa. Qui vengono accolte persone e famiglie che vogliono superare il confine passando da Claviere (a circa 17 chilometri da Oulx). Possono stare 1 o 2 notti e ricevono cena, colazione, vestiti, acqua e buone informazioni per percorrere la strada in maniera più sicura. Elena, Giorgio, Fernando, Silvia e altri testimoni che hanno incontrato e che hanno raccontato loro storie di vita, la loro storia. Dalle loro parole hanno capito che spesso il viaggio di chi migra non si conclude oltre questa frontiera, ma fa soltanto parte di un minuscolo pezzo del percorso (le mete finali possono essere anche Germania o Gran Bretagna o pure più in là).
“Spesso si ignora il sistema e il contesto in cui questo viaggio avviene: le peripezie, gli ostacoli ma anche le buone pratiche che sono sorte nel silenzio e nella buona volontà di alcuni – spiegano – Siamo partiti proprio per incontrare e per percorrere l’asfalto, lo sterrato, i sentieri, i boschi, la strada che negli ultimi anni hanno visto passare migliaia e migliaia di persone come noi, ma con un destino avverso che li ha costretti a scappare, a cercare oltre. Noi abbiamo camminato d’estate, con condizioni pressoché favorevoli. Loro queste strade le camminano sempre: con il sole cocente, con il freddo e la neve, di giorno e di notte. Sempre”. Lungo questa strada gli scout sono poi arrivati a varcare il confine fino a Briançon dove sorge un rifugio gemello “aldilà”, a vedere ancora una volta con i propri occhi e a toccare con le nostre mani cosa può significare accogliere, donare tempo, sperare in un futuro migliore. “Ogni passo fatto di incontri, di storie, di silenzi – concludono – ci avvicinati ancor di più alla consapevolezza che siamo veramente sotto lo stesso cielo”.
E ora il clan “Vento sottile” è tornato nella sua casa, Merano, arricchito di tante risposte a molte domande con le quali si erano messi in viaggio.
Autore: Luca Masiello