Un’altoatesina a Seul

Attualità | 13/1/2022

Da Bolzano a Seul passando per Los Angeles. Passioni, lingue, amori e sorprese di Ayssata “Aisha” Ba, nata in Alto Adige da padre senegalese e madre sudtirolese. Sposata con un sudcoreano, è al terzo mese di gravidanza.

Si potrebbe iniziare dicendo che Aisha Ba ha i piedi in due continenti, non fosse che la sua storia ne copre tre e i piedi non sono sufficienti. Nata a Bolzano da padre senegalese e madre del Tirolo del Sud, ha sposato un coreano, sempre del sud, e ora vive a Seul. 

Tutto questo, ovviamente, non interessa agli uffici dell’anagrafe altoatesina, per loro è solo un’appartenente alla comunità linguistica tedesca della provincia di Bolzano, ma il resto del mondo la potrebbe selezionare come testimonial di questo inizio del terzo millennio, non solo per la sua famiglia globalizzata. è modella, ballerina, ovviamente “influencer”e si è sposata in streaming. A essere più precisi, la cerimonia si è svolta in Corea alla presenza del marito, ma, a causa dell’emergenza Covid, i genitori hanno potuto seguire la cerimonia solo via webcam dalla loro casa di Bolzano. Ufficio anagrafe escluso, quindi, non dovrebbe stupire nessuno che Aisha parli cinque lingue: oltre all’italiano, il tedesco della madre, il pulaar del padre senegalese,  il coreano del marito e l’inglese, “lingua di lavoro”. 

Restando sulla questione “stupore”, non dovrebbe meravigliare nemmeno che Aisha abbia pensato di trasferirsi in Corea del Sud. Da un paio di decenni, infatti, non è più solo le metà meridionale di un paese diviso da una guerra. Da lì viene “Squid Game”, la serie più vista nella storia di Netflix, lì è stato girato “Parasite” film vincitore di quattro premi Oscar tra cui quello di miglior film nel 2020, da lì viene, probabilmente, anche il televisore piazzato nel vostro salotto.

Chi ha un figlio adolescente non dovrebbe aver bisogno di ulteriori dettagli, gli altri possono consultare Google alla voce “K drama”, serie televisive “made in South Korea”, o  cercare dettagli sul “K pop”, il pop coreano che vede tra i suoi maggiori esponenti i “Bts”, boy band che può vantare tre dischi di platino, due singoli multi-platino, tre singoli di platino, tre singoli d’oro e un disco d’oro, limitandosi solo al mercato discografico statunitense. Il video di uno dei loro ultimi successi, “Dynamite”, uscito un anno fa, è stato visualizzato oltre un miliardo di volte, per l’esattezza 1.350.372.123 (al 31 dicembre 2021).

Bene, tutto questo, però, non ha nulla a che fare con la scelta di Aisha che in Corea ci è andata per ballare:  “Io non sapevo nulla del K-Pop e tanto meno dei K-drama che hanno attratto l’attenzione della generazione della mia sorella più piccola. Ci sono andata perché volevo imparare a ballare il Locking, una danza hip hop di cui erano diventati maestri i coreani”.

Questo avveniva nel febbraio di quattro anni fa, quando Aisha si trovava a Los Angeles, ovvero proprio dove il Locking era nato. 

A questo punto i continenti diventano quattro e quindi è meglio ripartire dall’inizio.

Aisha ha concluso l’intero percorso scolastico in lingua tedesca a Bolzano. Poi si è iscritta all’Università di Innsbruck dove si è laureata in economia. In seguito, mentre alternava gli studi del dottorato con un lavoro part time alla Camera di commercio di Bolzano, si è accorta di essere troppo giovane per avere un futuro tanto prevedibile: “Mi sembrava di sapere esattamente come sarebbe continuata la mia vita, per cui ho deciso di partire per Los Angeles per un viaggio che unisse la vacanza all’approfondimento della mia passione per il Locking. Sono rimasta lì per tre mesi, ma non mi sono trovata bene, credo che lo stile di vita statunitense non faccia per me. Poi mi sono resa conto che in California il Locking era passato di moda, mentre continuava ad essere molto apprezzato in Asia. Così ho fatto un po’ di ricerche e ho scoperto che la soluzione migliore era la Corea del Sud. Sono atterrata a Seul con l’idea di restarci solo un anno, poi le cose sono cambiate”.

Come detto, era il febbraio 2018, ottenuto il visto per un anno per “vacanze di lavoro”, ha iniziato a lavorare in un ristorante (di giorno) e a seguire i corsi di ballo (di sera). “Già a Bolzano lavoravo saltuariamente come modella e in Corea ricevevo molte richieste che ho finito per accettare. Dopo dieci mesi di permanenza, ho ottenuto il visto di lavoro”. Nel frattempo, ha conosciuto Kim Jun Gu, il ragazzo che è diventato suo marito, anche questo in maniera molto “moderna”: “So che non è molto romantico, ma tutto è iniziato da un suo messaggio su Instagram”. 

Anche lui lavora come modello e col passare del tempo la relazione si è fatta seria e Aisha gli ha fatto conoscere i genitori: “Si sono incontrati in Thailandia nel Natale 2019, l’ultimo prima della pandemia. Subito dopo avrei voluto far conoscere Bolzano a Kim Jungu, ma il Covid non l’ha reso possibile. Siamo riusciti a venire solo ad agosto del 2021”. 

La visita e l’incontro sono descritti in un video sul frequentatissimo canale “You Tube” di Aisha,  e molto altro si trova anche su Instagram e su Tik Tok. Immagini che mostrano quanto Aisha si trovi bene a Seul. “La Corea mi piace, mi sento a mio agio e tutto si muove velocemente senza i rallentamenti burocratici a cui siamo abituati in Europa. Di Bolzano mi manca soprattutto l’atmosfera delle feste, in particolare quella del Natale”.

Prossimamente le mancherà ancora di più, perché come ha rivelato lei stessa sui suoi canali social, ora aspetta un bambino. In un video del 2 gennaio scorso, mostra suo rotondissimo pancino e racconta i suoi primi tre mesi di gravidanza con un’estrema dovizia di particolari. Neanche una parola sulla scelta riguardo al censimento etnico.

IL PERSONAGGIO
Aisha potrebbe essere selezionata come testimonial di questo inizio del terzo millennio, non solo per la sua famiglia globalizzata. è modella, ballerina, ovviamente “influencer”e si è sposata in streaming. La cerimonia si è svolta in Corea alla presenza del marito, ma, a causa dell’emergenza Covid, i genitori hanno potuto seguire la cerimonia solo via webcam dalla loro casa di Bolzano. Una classica cittadina del mondo che è arrivata a Seul dopo una sosta a Los Angeles, parla cinque lingue: oltre all’italiano, il tedesco della madre, il pulaar del padre senegalese, il coreano del marito e l’inglese, “lingua di lavoro”.

Autore: Massimiliano Boschi

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