Qui Intervista a Aaron Ceolan. Originario di Salorno, vive a Bolzano da circa dieci anni. Dal 2019 lavora come archivista presso l’Archivio storico del Comune di Bolzano; in precedenza ha lavorato per cinque anni al Museion. Di formazione è storico dell’arte e ha frequentato la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bolzano. I suoi ambiti di ricerca riguardano soprattutto il Novecento. Di recente ha pubblicato un libro dedicato all’architettura degli anni Trenta a Bolzano. Da due anni è anche padre di Martino Elliott.
Il mio principale difetto.Parecchi, il principale non saprei…
Il mio momento più felice.
La nascita di mio figlio.
Da bambino sognavo di diventare…
Un giornalista che racconta il mondo.
La mia occupazione preferita.
Leggere… qualsiasi cosa.
Il luogo dove vorrei vivere.
In una casa Mid-century progettata da Richard Neutra.
Il mio piatto preferito.
Le patate al forno con…
Non sopporto…
Il fanatismo.
Nel mio frigorifero non manca mai…
Una birretta per i momenti felici.
Se fossi un animale sarei…
Un pesce d’acqua dolce.
Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…
Ho pubblicato il mio primo libro.
L’ultima volta che ho perso la calma.
Difficilmente perdo la calma, per fortuna.
La prima cosa che faccio al mattino.
Spengo la sveglia e la maledico.
Il mio film preferito.
“Fino all’ultimo respiro” di Godard.
Il mio ultimo acquisto.
Un libro di cui avrei potuto fare a meno.
Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.
La presunta multiculturalità.
Amo il mio lavoro perché…
Mi consente di indagare nella storia.
L’ultima volta che ho pianto.
Poco tempo fa, è stato liberatorio.
Il mio motto.
Niente motti.
L’oggetto a cui sono più legato.
Non mi lego facilmente agli oggetti.
La mia maggiore paura.
Di perdere la memoria.
Il mio primo ricordo.
A Venezia con i miei genitori.
Autore: Marco Valente