“… già lo sono”

QuiIntervista | 8/1/2026

Uwe Staffler Ha 58 anni, una figlia Silba di 31 anni e un figlio Leo di 16. L’anno scorso ha sposato la madre di Silba, dopo molta vita in mezzo. E’ entrato giovane in contatto con la politica e continua a impegnarsi come può. Canta in un coro, i Flat Caps, e lavora nell’unità comunicazione e formazione del fondo pensione della nostra regione Laborfonds. Sogna sempre che prima o poi la smettiamo di confrontarci con violenza tra esseri umani e nei confronti della natura.

La cosa di me che mi piace di più.

L’ottimismo.

Il mio principale difetto.

La pigrizia.

Il mio momento più felice.

Quando ascolto e faccio musica.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Fare a botte.

Il luogo dove vorrei vivere.

Roma.

Non sopporto…

L’egoismo.

Per un giorno vorrei esssere…

Segretario nazionale del PD.

Nel mio figorifero non manca mai.

L’insalata.

Se fossi un animale sarei…

Già lo sono.

Dove mi vedo tra 10 anni.

Non so neanche dove sarò tra dieci giorni.

Tre aggettivi per definirmi.

Controllato, ingenuo, tendenzialmente superficiale.

Il mio film preferito.

The Blues Brothers.

Il mio attore preferito.

Tom Hanks.

Il superpotere che vorrei avere.

La moltiplicazione dei pani e dei pesci.

La disgrazia più grande.

L’odio tra le persone.

Il mio ultimo acquisto.

Il libro di Dan Brown “L’ultimo segreto”.

La cosa che più apprezzo del luogo in cui vivo.

La multiculturalità.

Amo il mio lavoro perché…

Mi illudo di essere utile.

L’errore che non rifarei.

La prima sigaretta a 32 anni.

La persona che ammiro di più.

Paul McCartney.

L’ultima volta che ho pianto.

Al sermone di Baglioni in Senato.

Il mio motto.

La vita è adesso, il sogno è sempre.

La massima stravaganza della mia vita.

La passione per la Lazio.

L’oggetto a cui sono più legato.

I miei occhiali.

La mia maggiore paura.

L’aumento delle diseguaglianze.

Il mio colore preferito.

Cambia ogni giorno.

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