Artista nei territori sconfinati del colore

QuiIntervista | 10/3/2022

Qui Intervista a Rolando Tessadri, un artista che vive a Salorno da sempre. Ha due figli di 17 e 21 anni che gli danno tante soddisfazioni e qualche grattacapo. È insegnante e ama ascoltare le sue studentesse e i suoi studenti. Dipinge da quando era bambino e nel corso degli anni ha esposto in molti spazi pubblici e gallerie private, sia in regione che nel territorio nazionale. Si è occupato anche di tecniche della vetrata. Di recente la Provincia di Bolzano ha acquisito una sua opera, che sarà messa a disposizione della collettività attraverso Artoteca.

La cosa che mi piace di più di me.
La mia pazienza.

La volta che sono stato più felice.
Quando sono nati i miei figli.

Da bambino sognavo di diventare… 
Un artista, naturalmente.

La persona che invidio di più.
Penso che gli artisti in genere nutrano invidia verso tutti i propri colleghi, ma siano anche molto abili nel dissimulare questo loro stato d’animo.

Un libro da portare sull’isola deserta.
Porterei un film: Il posto delle fragole.

L’ultima volta che ho perso la calma.
Non me lo ricordo.

La mia occupazione preferita.
Dipingere.

Il Paese/luogo dove vorrei vivere.
Un Paese caldo, dove non viene mai inverno.

Il colore che preferisco.
Se devo scegliere, scelgo il rosa.

Il fiore che amo.
La rosa, ovviamente.

Il mio piatto preferito.
Mi piace la cucina orientale.

ll mio musicista preferito.
Il mio quasi compaesano Anton Webern.

Il mio pittore preferito.
Malevic.

Del mio aspetto non mi piace.
Che sto invecchiando.

Non sopporto…
I conflitti.

Dico bugie solo…
A me stesso, ogni tanto.

La mia paura maggiore.
“Che il cielo mi cada sulla testa”.

Il giocattolo che ho amato di più.
La spada di Zorro il giustiziere.

La disgrazia più grande.
Crescere troppo in fretta.

L’oggetto a cui sono più legato.
I miei occhiali da lettura.

Il mio primo ricordo.
Il tavolo dei pastelli, alla scuola materna.

Dove mi vedo fra dieci anni.
Mi auguro di poter essere ancora nel mio studio a dipingere.

Per un giorno vorrei essere…
Zorro!

Se fossi un animale, sarei…
Sicuramente un gatto d’appartamento.

Autrice: Caterina Longo

Rubriche

Senza Confini

Cento anni, cento candeline. Tutto il resto è vanità

La zia Lucia ha compiuto cent’anni. È nata l’ultimo giorno di primavera del 1926, dopo l’autunno ...

Mostra altri
Senza Confini
Editoriale

Codice rosso

Ne sono consapevole: nei nostri centri abitati esiste una minoranza di cittadini a cui il caldo p...

Mostra altri
Editoriale
Invito alla scoperta

Villa Freischütz: uno scrignodi storia, arte e cultura

Merano offre continue sorprese e visitarla più e più volte è necessario oltre che un piacere. Fra...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Racconti dalla Bassa

Il Trens-Birg sopra Laives, Wallburg a lungo dimenticata

Nel 1931 la rivista “Der Schlern” pubblicò una breve ma significativa segnalazione destinata a ri...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

Clara Schreiber, un’avanguardia femminista nella realtà m...

Fin dai suoi esordi come città di cura, Merano fu la meta di imprenditori, medici, commercianti e...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Vivere per l’arte

Mario Trippa

Le origini di un artista traspaiono spesso dal suo uso delle tonalità prima ancora che dalla scel...

Mostra altri
Vivere per l’arte
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Nino Bixio

Via Nino Bixio, collegante via Fago con le pendici del Guncina, è dedicata ad uno dei protagonist...

Mostra altri
Scorci del capoluogo