La passione per il sociale

QuiIntervista | 14/10/2021

QuiIntervista a Liliana Di Fede, pedagogista, nata a Bolzano e laureata a Bologna. Ha sempre lavorato nel sociale, ricoprendo ruoli dirigenziali sia a Bolzano che nella Comunità dell’Oltradige Bassa Atesina. Dal 2010 al 2015 è stata sindaca della città di Laives. Attualmente è direttrice generale dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano.

La cosa che mi piace di più di me.
L’ottimismo, l’entusiasmo, forse un po’, dice chi mi vuol bene, la pazienza.

Il mio principale difetto.
Difficile, sono talmente tanti…

La volta che sono stata più felice.
Quando sono nati i miei figli.

La volta che sono stata più infelice.
Quando le persone a me più care mi hanno lasciato.

Da bambina sognavo di diventare… 
Per molti anni scrittrice, come Jo March di “Piccole donne”, personaggio che da bambina ho amato molto. Poi assistente sociale e, a conti fatti, non mi sono allontanata molto da questo mio sogno. 

La persona che invidio di più. 
Chi riesce a dormire poche ore, restando in piena forma.

Le persone che ammiro di più.
Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Nelson Mandela.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.
Fare il Cammino di Santiago per intero a piedi. Spero di riuscirci presto. 

La mia occupazione preferita.
In realtà il mio lavoro. E come si dice: ama il tuo lavoro e non lavorerai un giorno della tua vita.

Il Paese/luogo dove vorrei vivere.
Esattamente dove vivo e dove sono nata e cresciuta, in Alto Adige.

Il colore che preferisco. 
Il rosso.

Il mio musicista preferito. 
Amo ascoltare musica classica. Forse Mahler fra tutti.

Non sopporto…
Chi tratta senza rispetto chi è più fragile.

Dico bugie solo…
A fin di bene, ma poche.

La mia paura maggiore.
Vedere soffrire le persone che amo.

L’ultima volta che ho pregato. 
Stamattina.

Il giocattolo che ho amato di più. 
La mia bicicletta blu, che si chiamava Betty.

L’oggetto a cui sono più legata.
L’anello con un’acquamarina che mio marito mi donò tanti anni fa.

Il mio primo ricordo. 
Mia nonna che mi consolava.

Il mio più grande rimpianto.
Non aver avuto un terzo figlio, ma ormai confido nei nipoti…

Mi sono sentita orgogliosa di me stessa quando… 
I miei figli sono orgogliosi di me. Giudici più severi dei figli non esistono.

Il mio motto.
Una frase di San Giovanni Bosco: “camminate con i piedi per terra e col cuore abitate in cielo”.

Autrice: Caterina Longo

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