Uno scatto in solitudine, da Tolosa a Bolzano

Attualità | 15/7/2021

Non solo nei musei è tornata la possibilità di allestire e fruire delle mostre, oggi infatti anche le realtà di promozione culturale dedicano spazi agli artisti locali. Fra queste, COOLtour, destina da anni una delle sue vetrine sul quartiere Don Bosco alle mostre fotografiche. Il primo ad esporre è Luca Zontini, giovane bolzanino appassionato di fotografia.

Di cosa ti occupi nella vita?
Mi occupo in generale del cinema e di video, di camera e fotografia. Lavoro tanto con numerose produzioni locali. Principalmente con Takt Film, che si occupa principalmente di image film per la Provincia, e in generale, nell’Alto Adige.

Come è nata questa passione?
La passione per la fotografia ho iniziato a coltivarla già dalle superiori, soprattutto per l’analogica. Poi sono stato in Australia, e dopo anche a Berlino. Finito di girovagare per il mondo, ho notato che partiva un corso triennale alla scuola Zelig e mi ci sono iscritto. Sono entrato, ho studiato camera, luci, fotografia, e poi la cosa ha preso piede, fino a diventare il mio lavoro.

Ultimamente è stata esposta la tua prima mostra fotografica.
Sì. Mi occupo principalmente di video, però comunque ho anche questa passione per la fotografia che coltivo da tanto tempo, in particolare per la fotografia analogica. Il progetto nasce in Francia, con la prima foto che ho scattato a Tolosa nell’estate del 2019 e che considero la migliore di tutta la serie. L’immagine fotografata mi dava un grande senso di solitudine e quindi ho cercato di emulare queste sensazioni e ottenere delle altre foto per farne una serie. Devo ammettere di essere stato anche un po’ spinto dai vari lockdown, pensando per esempio a quanto potesse essere pesante affrontare una situazione del genere in solitudine. Le altre foto sono state scattate negli ultimi sei o sette mesi in Germania e a Bolzano, e sono andato a cercarmele – sia per quanto riguarda la sensazione, che per quanto riguarda i contrasti. Non è stato facile scattare in analogico, con una vecchia compatta, ma non ho avuto paura di lavorarci su, anche in postproduzione.

Cosa ti ha spinto ad esporre?
In realtà non avevo mai esposto le mie fotografie, anche perché mi occupo principalmente di film. Il tutto è nato quando ho scattato la prima foto, che mi piaceva davvero tanto e quindi volevo esporre da un po’ di tempo. Insomma, era lì nel cassetto. Poi ho trovato – o meglio, mi sono andato a cercare – le altre foto da scattare per completare la serie e creare qualcosa che potesse essere esposto. Mi si è presentata l’occasione di esporre e non ho potuto rifiutare.

Vorresti continuare a mostrare le tue fotografie?
Sicuramente vorrei continuare a scattare, perché mi piace, soprattutto con il medio formato. Questa volta l’ho fatto con una compatta perché sono partito con quella e per mantenere la stessa sensazione ho continuato con lo stesso formato, mi piaceva questa grana esagerata. In futuro, penso che – se continuerò – si tratterà di foto in formato più grande e uno stile un po’ diverso. Non credo però che succederà a breve, ci vorrà del tempo.

Autrice: Ana Andros COOLtour

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