In montagna con la bicicletta

Attualità | 8/4/2021

Florian Puff, 61 anni, gestisce un bar nel centro storico di Bolzano. Durante la prima fase della pandemia i media gli dedicarono attenzione in quanto era stato tra i primi esercenti del capoluogo ad adottare misure di protezione che gli consentissero di tenere aperta la sua attività. Ma quello che molti non sanno è che Florian Puff nel privato è uno sportivo appassionato di montagna che pratica l’arrampicata su ghiaccio, lo scialpinismo e il mountainbike “estremo”. 

A fine marzo ha destato attenzione un suo video, postato sul profilo Facebook, dal titolo “Dolomiten Bikepacking”. Si tratta di un circuito di 4 giorni (e tre notti) affrontato in mountainbike: 150 chilometri di lunghezza per un totale di 7000 metri di dislivello, da solo nella natura, con tenda e sacco a pelo, utilizzando il più possibile percorsi off-road. La magia del video sta nell’esperienza della solitudine nei luoghi simbolo delle Dolomiti, oggi deserti a causa del lockdown (nello specifico l’Alpe di Siusi e le piste da sci sulle pendici del gruppo del Sella).

Florian Puff, cosa la spinge a cercare rifugio nella natura?
Con la mia attività la giornata lavorativa è di 14 ore, ma con il lockdown di colpo mi sono trovato ad avere tantissimo tempo libero. Il periodo più duro è stato sicuramente il primo lockdown, quello in cui ci siamo tutti trovati relegati in casa senza la possibilità di abbandonare il comune di residenza. Se vivi a Bolzano e sei appassionato di scialpinismo, arrampicata su ghiaccio e mountainbike in altura, non è il massimo…
Quando con  l’inverno ci siamo ritrovati nuovamente in lockdown, la novità era data dalle nuove norme che consentivano a chi girava in bicicletta di uscire dal territorio comunale. è stato così che ho cominciato ad andare a fare scialpinismo con la bici. Ho trovato il modo di fissare gli sci sulla mountainbike e sono partito alla volta di Obereggen. Lì ho messo gli sci, ho fatto la mia escursione e alla fine sono rientrato a Bolzano con la bici.
Senza restrizioni sarei partito in auto, avrei fatto la mia escursione con gli sci e la sera sarei tornato a casa soddisfatto. Se invece decidi di partire in bici, ti devi imporre di partire la mattina alle quattro e devi mettere in bilancio almeno due ore per salire. Ho fatto 10-12 escursioni così, con la mountainbike e poi gli sci, ma è un’esperienza massacrante.
Quindi ho cominciato a ragionare su delle alternative, finché sono giunto alla conclusione che avrei lasciato gli sci a casa e che sarei partito in mountainbike. Ho studiato percorsi diversi dalla strada asfaltata, ma comunque percorribili nonostante la neve. E ho cominciato a esplorare nuovi sentieri, un’esperienza nuova, non ultimo per via della neve e del ghiaccio presenti…

Non ha mai avuto il timore di scivolare, di “impiantarsi” durante una discesa e di cadere in malo modo?
Ho fatto esperienza di tutto (ride, ndr). Comunque impari presto a capire che ci sono situazioni in cui puoi solo smontare dalla bicicletta e spingerla.

Ha una mountainbike particolare? Per queste escursioni ha montato dei rapporti particolarmente leggeri o usa gomme chiodate? 
Gomme chiodate mai, quelle servono se vai esclusivamente su ghiaccio. La bici l’ho adattata da tempo alle mie esigenze, è già concepita per performance estreme, i rapporti sono leggeri, ma a me interessa anche la velocità. Certo, sento che con l’età comincio anche a perdere la potenza di un tempo. Cerco poi di pianificare le escursioni in modo da essere sulla neve al mattino, fino a mezzogiorno. Il pomeriggio percorro possibilmente tratti con fondo asciutto.

Il mio mountainbike estremo in altura si ispira al backbiking, una disciplina che abbina tenda, sacco a pelo e bicicletta



Immagino che conti anche il fattore peso…
I materiali sono importanti, la bici pesa 14 chili e, per quanto riguarda il bagaglio, cerco di economizzare quanto più possibile. Il mio bagaglio è montato sul manubrio, con il portapacchi agganciato alla sella e in più uno zainetto. In tutto 10 chili circa di bagaglio. Utilizzo materiale tecnico, caldo e resistente ma leggero: dall’abbigliamento, a tenda e sacco a pelo. Poi devo portarmi dietro un fornelletto, in queste escursioni è sempre importante assumere liquidi caldi, e l’acqua naturalmente la ricavo sciogliendo la neve. Poi devi pensare che ogni tanto ti tocca scendere dalla bici, altrimenti rischi di stare in sella per 15 ore al giorno. Io poi mi porto dietro una macchina fotografica. Un tempo ero un appassionato fotografo ma ultimamente, specie per questi giri, mi porto dietro solo una fotocamera compatta che stia in tasca. Ne uso una buona, ma non mi piacciono le action cam, perché tendono a distorcere molto. Per il video che si vedono sul mio profilo Facebook ho fatto diverse riprese, ma senza guardare il risultato di ogni singola ripresa. Ogni video deve andar bene perché non posso compromettere la batteria. Una di riserva la porto dietro, ma non c’è possibilità di ricaricarla. Bisogna risparmiare dove si può, quindi si lascia a casa tutto il superfluo.

Come le è venuta l’idea di una quattro giorni in solitaria, solo lei e la natura?
Due o forse tre anni fa mi sono imbattuto in una parola nuova: backbiking. Si tratta di un concetto che interpreta la filosofia della tenda e del sacco a pelo, abbinati alla bicicletta. Il termine era associato a una manifestazione che si svolge ogni anno in Toscana, il Tuscany Trail, alla quale ho partecipato. 

La notte dormiva in tenda, in posti con una vista meravigliosa. Ha mai avuto paura?
La notte senti tantissimi rumori. Un tempo non ci pensavo, però in linea teorica so che c’è la possibilità di incontrare qualche animale, penso all’orso o ai lupi, anche se la possibilità è remota. Statisticamente in Alto Adige vivono più cervi che lupi, eppure non ne incontri quasi mai. Io per ogni evenienza ho sempre a portata di mano uno spray al peperoncino, nella speranza di non doverlo mai usare.

TUSCANY TRAIL (www.tuscanytrail.it)
“Un’avventura di 500 km in sella alla tua bicicletta, da Nord a Sud, in ‘autosufficienza’ come veri avventurieri del ventunesimo secolo. Un itinerario caricato sul GPS e via ognuno con il proprio passo, senza tempo limite, perché l’avventura è un diritto che deve essere alla portata di tutti. Ad oggi è l’evento al mondo che detiene il maggior numero di partecipanti presenti: 1230. Un’evasione dalla routine quotidiana, uscirai dalla tua ‘comfort zone’ e ti ritroverai a vivere intere giornate con i ritmi dettati solamente dall’alba e dal tramonto. I più avventurosi tra di voi sicuramente non perderanno l’occasione per dormire sotto il cielo stellato con la tenda o solamente il sacco a pelo.”

BACKBIKING NELLE DOLOMITI

L’ultimo trail di Florian Puff si è svolto dal 23 al 27 marzo, tutto in solitaria.
Ecco il dettaglio del percorso svolto, giorno per giorno.

Martedì 23 marzo: Bolzano – Tires – San Cipriano – Lavina Bianca, Schönblick (Aica) – Umes – Laghetto di Fiè – Alpe di Siusi con sosta per la notte a Spitzbühel.
Mercoledì 24 marzo: Spitzbühel – Rifugio Molignon (Mahlknechthütte) – Tirler – Selva Gardena – Passo Gardena (sosta per la notte).
Giovedì 25 marzo: da Passo Gardena lungo le piste da sci fino a Corvara – San Martino in Badia – Antermoia – Passo delle Erbe – San Pietro (Val di Funes) – Chiusa – Villandro – Alpe di Villandro.
Venerdì 26 marzo: Alpe di Villandro – Sella Sasteiger Sattel – Corno del Renon – Pemmern – Soprabolzano – Bolzano.

Foto dell’intero servizio: profilo Facebook @FlorianPuff

Autore: Till Antonio Mola

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