“C’era una volta il Coro Monti Pallidi. E c’è ancora, per meriti e per fortuna, con il suo ormai superato mezzo secolo di vita, con la sua voglia di guardare ancora lontano e con l’ambizione di vedere proiettato verso il domani questo nome caro”. Con questa frase, sul sito internet del Monti Pallidi (non solo del Coro, come vedremo) si ripercorre idealmente la storia della formazione vocale di Laives e contemporaneamente si sottolinea che si guarda con determinazione al futuro. Intanto il domani, più vicino, dice che il suo genericamente “ormai superato mezzo secolo di vita”, fra pochi mesi, ovvero nel 2027, diventerà quella che in demografia viene definita un’età tonda. Per il Coro Monti Pallidi l’età dei sessant’anni.
Dire Coro Monti Pallidi significa due cose, che si possono tranquillamente scambiare quanto a ordine d’elencazione: Laives e Sergio Maccagnan. Perchè questa formazione corale non è solamente una parte importante della storia del canto folkloristico locale ma è anche una parte importante della storia della sua città di nascita e “residenza”. E perché Sergio Maccagnan (che ci ha lasciati nel 2014), colui che ne è stato il fondatore, ne è diventato poi l’autentico simbolo, in una tradizione consolidata oggi dai figli Paolo e Lorenza, motori della galassia che, nel tempo, ha allargato l’asse di rotazione del pianeta Coro Monti Pallidi. L’ensemble corale infatti oggi è la stella polare dell’Aps Monti Pallidi, dove Aps sta per associazione di promozione sociale e comprende, oltre al coro “originario”, anche il Coro Artemisia, la Schola Cantorum, le Piccole Voci del Coro Monti Pallidi, le Voci di Passaggio e il Gruppo Carnevalesco.
La passione concretizzata.
Ma qui ci interessa il discorso del compleanno che è dietro l’angolo, svilupperà sicuramente diversi appuntamenti celebrativi nel corso del 2027 ma per il momento ci dà lo spunto per fare un salto indietro nel tempo, sintetizzando (per quanto umanamente possibile…) parte del lungo viaggio sul pentagramma e sull’equilibrio della modulazione vocale, svolto finora dall’ensemble corale di Laives.
Iniziando, ovviamente, dal 1967. Nel novembre di quell’anno un giovane Sergio Maccagnan, a 29 anni, si sta occupando di un corso di orientamento musicale in alcuni centri della Bassa Atesina e resta colpito dalla passione di alcuni giovani per le canzoni popolari. Dopo qualche riflessione, decide che il momento è propizio per riunire queste giovani, appassionate voci, in un coro, che appunto prenderà il nome dalla storica definizione delle Dolomiti (e non scomodiamo Karl Felix Wolff, lasciamolo riposare a Oltrisarco), i Monti Pallidi. Sergio non lo sa ancora, ma è l’inizio di un percorso costellato di passione e di successi, un percorso che lo vedrà sul podio del “suo” coro fino al 2004, quando ha ceduto il posto al figlio Paolo.
La filosofia del canto.
Il pensiero portante di Sergio Maccagnan, quella filosofia che in un certo senso si può definire come il carburante della sua passione e che ha spinto anche il Coro Monti Pallid, sta tutta in una frase che il maestro-fondatore amava ripetere: «“L’angeli l’hanno fatte le canzoni, quanno se canta non se pensa male”: questo antico motto popolare abruzzese esprime nel modo migliore lo spirito del Coro Monti Pallidi e la sua voglia di cantare», diceva sorridendo il maestro. Ovvero, in tutta semplicità, un richiamo alla bellezza, alla pulizia di coscienza del canto, al suo spirito più puro.
Ritornando al 1967, ecco il via a un percorso che nei decenni successivi si svilupperà con un crescente successo. Dopo l’iniziale periodo di studi per le fresche voci riunite nel Monti Pallidi, con Maccagnan a impartire ai coristi una rigorosa impostazione vocale e tecnica, inizia la crescita, che è coronata dall’allestimento di un piccolo repertorio di canti da eseguire durante le esibizioni, inizialmente non certo numerosissime ma via via in crescita, insieme alle partecipazioni a concorsi corali, dove la qualità artistica raggiunta dal coro è certificata da primi premi e svariati piazzamenti. Grazie anche a questi successi arrivano gli inviti a concerti e rassegne in Italia e all’estero, citando in ordine sparso Polonia, Svizzera, Germania, Francia, Brasile, Liechtenstein, Lituania, Lettonia. Trovando spazio, poi, anche per fissare il proprio messaggio vocale e musicale in diverse incisioni discografiche.
Il resto è storia non più dell’altroieri ma di ieri e d’oggi. E di domani, quando il Monti Pallidi soffierà, ovviamente “in coro”, sulle 60 candeline.
Autore: Alessio Pompanin