Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno, dedicate alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano.
A Bolzano il cuore dell’edizione di quest’anno sarà il complesso dei Francescani, con l’apertura della chiesa, del convento e soprattutto di alcuni spazi normalmente non accessibili al pubblico. Ne abbiamo parlato con Arianna Orsini, referente del gruppo FAI Giovani di Bolzano.
Partiamo dall’inizio: che cos’è il FAI e qual è lo scopo delle Giornate FAI d’Autunno?
Il FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, è una fondazione senza scopo di lucro che raccoglie fondi per tutelare, restaurare e valorizzare beni culturali, opere d’arte e monumenti, ma anche il nostro paesaggio.
Le Giornate FAI sono uno dei momenti nei quali cerchiamo di far conoscere questo patrimonio al pubblico, anche attraverso l’apertura e il racconto di luoghi particolari. Sono inoltre un’occasione importante per raccogliere, grazie ai contributi dei visitatori, fondi destinati a sostenere la nostra missione.
Quest’anno dove porterete i visitatori?
Apriremo la chiesa e il convento dei Francescani il sabato dalle 10 alle 17 e la domenica dalle 12.30 alle 17.
Ma soprattutto verranno aperte le due cappelle del chiostro che normalmente sono chiuse al pubblico: la cappella di San Giovanni e la cappella di Sant’Erardo.
Quest’ultima è la vera “chicca” di questa edizione, perché si trova negli ambienti della clausura ed è quindi pressoché impossibile visitarla. Quest’anno siamo riusciti a ottenerne l’apertura grazie alla disponibilità dei frati che, in occasione dell’anno francescano, ci hanno gentilmente concesso questa eccezione.
E la domenica mattina?
Dalle 10 alle 12.30, durante l’orario della messa, verrà aperta in alternativa la sala Cajus d’Andrea, all’interno del Liceo dei Francescani, un altro spazio molto interessante.
Chi frequenta le Giornate FAI vede sempre moltissimi volontari, molto preparati e con compiti diversi. Quanto lavoro c’è dietro un evento del genere?
Ci prepariamo molto, per mesi, e veniamo formati con attenzione. La nostra delegata alla cultura, Marina Mascher, prepara per esempio le dispense e i materiali che utilizziamo per conoscere e approfondire i luoghi che andremo ad aprire.
Alcuni dei nostri volontari hanno poi il compito di raccontare questi luoghi ai visitatori. Da questo punto di vista possiamo dire che il nostro gruppo è formato anche da tanti narratori.
Durante le giornate, però, non ci sono soltanto le persone che conducono le visite. Come vi organizzate?
Ci sono diversi ruoli. Abbiamo per esempio i cosiddetti “megafoni”, cioè le persone che accolgono i visitatori, raccolgono i gruppi e spiegano che cos’è il FAI e qual è la nostra missione.
Poi ci sono i volontari che si occupano della sorveglianza e quelli presenti ai banchetti informativi. È quindi un lavoro di gruppo nel quale ciascuno ha un compito preciso.
Quest’anno ci saranno anche gli Apprendisti Ciceroni. Di cosa si tratta?
Si tratta di studenti del liceo che, nelle settimane precedenti all’evento, si preparano sui luoghi che verranno aperti al pubblico, insieme ai loro insegnanti e con il supporto dei volontari FAI. Durante le Giornate FAI sono poi loro stessi a raccontare quei luoghi ai visitatori.
È un’esperienza utile per tutti: per noi significa poter contare su un racconto giovane e partecipato; per i ragazzi è un modo concreto per conoscere meglio il patrimonio della propria città e imparare a raccontarlo in prima persona.
Durante le Giornate FAI sarà possibile anche iscriversi o rinnovare la propria tessera?
Sì. Ai banchetti sarà possibile sostenere il FAI, rinnovare la tessera o iscriversi per la prima volta. Gli iscritti possono inoltre partecipare a visite speciali e usufruire di agevolazioni nei beni FAI e in diversi musei e luoghi della cultura.
Autore: Till Antonio Mola