I territori condividono non soltanto i confini, ma anche i fiumi, la loro storia e la memoria degli eventi che li hanno segnati. È da questa prospettiva comune che nasce “Terre sommerse – Piene e inondazioni dell’Adige nella fotografia regionale”, la mostra ospitata fino al 17 ottobre al Museo Mercantile di Bolzano e frutto della collaborazione tra istituzioni delle Province autonome di Bolzano e Trento.
Fotografie, mappe storiche, telegrammi, articoli di giornale e materiali filmici realizzati tra il 1860 e i giorni nostri ricostruiscono il rapporto tra l’Adige e i territori attraversati dal fiume. Un racconto condiviso che attraversa piene, inondazioni, bonifiche e interventi di regolazione e che unisce fondi fotografici e documentari conservati nei due territori.
Il progetto è coordinato da Marlene Huber, dell’Ufficio Film e media della Provincia di Bolzano, e da Katia Malatesta, dell’Archivio fotografico storico provinciale di Trento. Con Marlene Huber abbiamo parlato dei materiali raccolti, della memoria delle grandi piene e del valore di questa collaborazione.
Marlene Huber, cosa trova il visitatore all’interno della mostra?
Ci sono anche materiali filmici che permettono di vedere, attraverso le immagini in movimento, quale fosse la situazione dopo le inondazioni. Abbiamo poi documenti d’archivio, planimetrie, telegrammi e articoli di giornale. Attraverso questi materiali possiamo ripercorrere la storia dell’Adige, delle bonifiche e dei tentativi fatti nel tempo per cercare di governare un fiume che ha creato parecchi problemi.
Per le generazioni più giovani è difficile avere memoria delle grandi esondazioni. Quali sono gli episodi più recenti?
Le piene dell’Adige ci sono sempre state. Negli anni 2021, 2022 e 2023 abbiamo avuto delle piene, anche se non vere e proprie inondazioni. In Alto Adige molti ricordano ancora Salorno nel 1981. A Trento, invece, è rimasta soprattutto la memoria del 1966.
Ed è proprio il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966 uno dei motivi della mostra.
Sì. Sono trascorsi sessant’anni da quella devastante alluvione, che colpì anche il centro di Trento. È proprio uno dei motivi per cui abbiamo pensato di realizzare questa mostra.
“Terre sommerse” nasce da una forte collaborazione tra Alto Adige e Trentino.
Avevamo già iniziato a collaborare lo scorso anno con un precedente progetto espositivo e quest’anno abbiamo voluto proseguire questa esperienza. Per Bolzano partecipano l’Ufficio Film e media, l’Archivio provinciale e l’Agenzia per la Protezione civile; sul versante trentino collaborano la Soprintendenza per i beni culturali, la Fondazione Museo storico del Trentino e il Trento Film Festival.
Proprio perché ciascuna istituzione dispone di importanti fondi archivistici, abbiamo scelto di metterli in comune e costruire insieme un percorso capace di valorizzare materiali e memorie dei due territori.
Dopo Bolzano la mostra arriverà anche a Trento?
Sì, farà tappa a Trento nel 2027. Dobbiamo ancora definire il luogo e la data.
Fino a quando sarà possibile visitarla a Bolzano?
La mostra rimarrà al Museo Mercantile fino al 17 ottobre. Un’occasione particolare sarà la Lunga notte dei musei, il 16 ottobre: l’esposizione sarà aperta dalle 16 a mezzanotte, con visite guidate in italiano e in tedesco.
Autore: Till Antonio Mola