Inserzione pubblicitaria – Dall’intelligenza artificiale alle relazioni nell’epoca digitale, dalla scienza dell’alimentazione agli appuntamenti sul territorio, fino al Concerto di Natale del 12 dicembre: il sessantesimo anniversario diventa un’occasione per leggere il presente e continuare a costruire futuro.
Sessant’anni possono essere un’occasione per voltarsi indietro. UPAD ha scelto invece di usarli soprattutto per guardare avanti.
Dal 1966 la Fondazione accompagna generazioni di persone attraverso la cultura, la formazione permanente e occasioni di incontro e partecipazione. In sei decenni sono cambiati i linguaggi, i bisogni, le tecnologie e la società stessa. È rimasta però la convinzione che conoscere significhi disporre di strumenti per comprendere il proprio tempo e continuare a esserne protagonisti.
È da questa idea che nasce il programma del 60° anniversario di Fondazione UPAD: non soltanto una celebrazione della propria storia, ma un percorso che intreccia memoria e futuro e che coinvolge Bolzano e diversi centri del territorio.
L’intelligenza artificiale per parlare dell’uomo
Tra i temi che più stanno cambiando il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare c’è certamente l’intelligenza artificiale.
UPAD ha scelto di affrontarla non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma come fenomeno culturale, educativo e sociale, sviluppando insieme al Teatro Cristallo e a UNIbz un percorso aperto alla cittadinanza.
UN ANNIVERSARIO CHE
PARLA DEL PRESENTE
Il 30 ottobre nello spettacolo “Com’è umano l’AI” Paolucci porterà lo sguardo del filosofo e semiologo; Tanica quello dell’autore e sperimentatore, mostrando anche concretamente le possibilità creative offerte dai nuovi strumenti digitali.
Il percorso proseguirà mercoledì 25 novembre alle ore 18 nell’Aula Magna UPAD di via Firenze 51 con Serena Mazzini, autrice di “La tua solitudine è il nostro business”, in dialogo con la giornalista Silvia Senette.
Al centro dell’incontro ci sarà una questione sempre più vicina alla nostra quotidianità: che cosa accade quando tecnologie nate per connetterci diventano interlocutori ai quali affidiamo emozioni, relazioni e fragilità? Si tratta di una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale, solitudine e nuovi modelli di relazione nell’epoca della connessione permanente.
La storia di UPAD passa anche dai territori
Merano, Egna, Brunico, Bressanone e Vipiteno entrano nel racconto delle celebrazioni: comunità diverse, temi diversi, una stessa idea di cultura come partecipazione.
Il sessantesimo vuole raccontare anche un tratto essenziale della storia di UPAD: la presenza sul territorio. Le celebrazioni toccheranno infatti diverse località nelle quali, negli anni, si sono costruite comunità di partecipanti, docenti, volontari e collaboratori.
Ad Egna, mercoledì 25 novembre alle ore 16.30, il tema dell’intelligenza artificiale sarà affidato a Martin De Bonis.
A Merano, venerdì 27 novembre alle ore 18.30 presso MIND, la storia della presenza UPAD in città incontrerà ancora una volta le nuove trasformazioni tecnologiche, con un approfondimento sull’intelligenza artificiale affidato a Marco Montali.
Altri momenti celebrativi interesseranno inoltre Vipiteno, Bressanone e Brunico, dando voce alle persone e alle realtà locali che hanno contribuito a costruire, nel tempo, la presenza di UPAD in Alto Adige.
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