“Sposato, con due figli piccoli, che forse prima o poi potranno leggere questo libro…”. Si chiude così la classica, sintetica scheda dell’autore, nella quarta di copertina del libro scritto da Federico Fava, avvocato bolzanino, classe 1979, parte di avvocati “da generazioni” che hanno scritto importanti pagine della cronaca giudiziaria in Alto Adige. Il libro è uscito da pochi giorni e si intitola “Il diritto penale spiegato ai ragazzi”.
Come a dire che su certe cose è inutile lavorare di fantasia, è più utile andare dritti al punto, senza girarci intorno. Anche perché, e questo non lo scrive l’autore del libro ma l’autore di questo articolo, visti i tempi d’oggi è davvero il caso di iniziare a chiarire, anche attraverso nozioni di diritto penale appunto, ai giovani e giovanissimi l’importanza della legalità, del rispetto delle regole, delle leggi, del patrimonio, inteso come tutto quello che ci circonda e che non è – comunque – nostro.
Come è nata l’idea.
«L’idea di questo libro – sottolinea l’avvocato Federico Fava nell’“attacco” del primo capitolo dell’agile testo, edito da Albatros – è nata da una conversazione con mio nipote, allora di tredici anni, che condivideva in modo più o meno uguale la passione per la magia e per il diritto. Sì, per il diritto. Ma non per tutto il diritto: lui voleva capire il diritto penale. In effetti, si tratta di una parte di diritto che (…) esercita da sempre grande fascino (soprattutto) sui non addetti ai lavori». Ci aggiungiamo noi che certe serie televisive, senza bisogno di tornare indietro a Perry Mason ‘chè i ragazzi di oggi manco sanno chi era, ci mettono del loro nel suscitare quanto meno curiosità per il diritto penale.
Tant’è. «Ragionando con mio nipote – prosegue Federico Fava – mi sono accorto che non esisteva un testo-base che potessi consigliare a un adolescente: una sorta di introduzione al sistema penale breve e comprensibile a chi frequenti la scuola media o, al limite, i primi anni delle superiori».
Semplicità e concretezza.
Quindi la riflessione ha portato… al libro. Nel quale l’autore spiega il diritto penale in modo semplice, chiaro ma senza sacrificare il valore dei concetti. E lo fa anche attraverso esempi concreti, riferimenti alla Costituzione ma anche alla vita quotidiana di tutti, allo sport, accompagnando alla scoperta delle regole del diritto penale come se fossero quelle di una partita, con norme precise, fondamentali e uguali per tutti.
Le leggi e la realtà d’oggi.
Nella prefazione, l’avvocato Peter Agstner, docente all’Università di Bolzano, parte da una frase storica che è già una prima lezione e spalanca le porte alla comprensione del valore del libro di Fava. «“Siamo servi delle leggi per poter essere liberi” (Marco Tullio Cicerone). Sembra un paradosso, vero? – comincia la prefeazione – Eppure, questo avvocato e filosofo dell’antica Roma aveva capito un segreto fondamentale: senza regole, vince solo il più forte e nessuno è davvero libero di manifestare le proprie opinioni, di vivere serenamente secondo le proprie ambizioni e inclinazioni. Il diritto penale esplica una essenziale funzione giuridico-istituzionale, assicurando, tramite adeguate misure di prevenzione e repressione, la tutela di beni giuridici essenziali come la vita, il patrimonio e l’ordine pubblico. Più di ogni altra branca del diritto, esso però non viene praticato nelle sole aule del Tribunale, entrando invece come oggetto di dibattito quasi quotidianamente nelle case delle famiglie, nei salotti e talk-show televisivi». E poi Agstner evidenzia come «non si può, quindi, che invitare tutti i ragazzi, ma non solo, a prendere in mano questo libro per toccare dal vivo una materia dalla cui conoscenza non si può oggigiorno rifuggire. Lo dice benissimo lo stesso avvocato Fava proprio al termine del suo viaggio nel diritto penale: “Prima di giudicare, cerchiamo di conoscere. E, se possibile, di capire”».
Le due curiosità.
Due particolarità, in conclusione. La prima: il disegno sulla copertina del libro riproduce un bambino, di schiena, in piazza Tribunale a Bolzano, con davanti… le naiadi senza fontana e il Palazzo di Giustizia che oggi, colonnato a parte (anzi visivamente nemmeno lui, visto che è coperto dalle impalcature), non c’è più. La seconda è la dedica: “Ai ragazzi di oggi e a quelli di domani. E a tutti quelli che resteranno per sempre ragazzi”.
Perchè la conoscenza degli elementi fondamentali del diritto, della legalità, non dipende dalla data di nascita o da come l’età ce la portiamo sul groppone…
Autore: Alessio Pompanin