I Compagni della Lancia

Attualità | 23/7/2026

Alessio Fonte è un regista e sceneggiatore bolzanino di 24 anni che recentemente ha diretto il film I Compagni della Lancia. Si tratta di un docufilm tratto dal libro Italiani Kaputt di Luca Fregona. Racconta la nota vicenda avvenuta a Bolzano il 3 maggio 1945, quando i nazisti in ritirata fucilarono 18 operai civili davanti allo stabilimento della Lancia, in via Volta. Con la casa di produzione Eagle Service il regista si è posto l’obiettivo di rendere I Compagni della Lancia la scintilla che faccia partire il motore della scoperta nelle storie di Bolzano.

L’INTERVISTA

Quando è nata la tua passione per il cinema?

Quasi dieci anni fa ho capito che sarebbe stato il mio destino e da quel giorno non ho mai smesso di crederci.

Come è nata l’idea di realizzare I Compagni della Lancia?

È una storia che è sempre stata presente nella mia vita fin dall’infanzia. Mio nonno mi raccontava spesso dell’orologio a cipolla che salvò la vita a suo nonno Vittorio durante la guerra. Poi il 3 maggio 2025 è uscito il romanzo Italiani Kaputt di Luca Fregona e assieme alla mia responsabile Valentina Iagrossi di Eagle Service abbiamo deciso di dar vita a questo progetto.

Come ti sei rapportato al testo originale durante la scrittura e la regia?

Il romanzo Italiani Kaputt è stato fondamentale per me. Luca è riuscito a trasmettere ogni emozione provata dalle vittime dell’eccidio e questo ha facilitato molto la scrittura della sceneggiatura. Conoscere bene la storia è stato importante per creare un legame molto forte con i parenti dei protagonisti della vicenda, questo ha fatto si che sul set le interviste si trasformassero in un racconto più intimo in stile nonno-nipote e credo che sia il punto forte del film. Inoltre lavorare con Luca è stato stimolante e divertente, l’impegno e l’entusiasmo che ha messo per la produzione del film ci ha aiutato a realizzarlo al meglio.

Quale pensi possa essere il contributo del cinema alla valorizzazione della storia e della memoria locale?

Può dare un contributo enorme. Molte storie purtroppo sono ancora sconosciute o poco tramandate e credo che nella società moderna non esista strumento migliore per coinvolgere tante generazioni al ricordo e scoperta di vicende che hanno segnato la storia della nostra città.

Perché la vicenda di via Lancia è ancora oggi poco conosciuta o spesso passa inosservata?

è poco conosciuta per via di come è stata gestita nel Dopoguerra. L’inglobamento della memoria del 3 maggio all’interno della giornata del 25 aprile ha spostato la vicenda su un secondo piano. Il tempo ha fatto sì che la vicenda sprofondasse sempre di più nel dimenticatoio. Per fortuna persone come Marco Cavattoni, Luca Fregona e i parenti delle vittime hanno lottato per mantenere viva questa memoria.

Qual è il futuro che immagini per il tuo film e per la memoria di questo evento storico?

Fin dal primo giorno il mio obiettivo è sempre stato quello di far conoscere questa storia soprattutto alle nuove generazioni. È la storia del sacrificio dei nostri nonni e nonne per la nostra città e non può non essere celebrata. Per questo porteremo I Compagni della Lancia nelle scuole superiori, faremo scoprire la vicenda ai ragazzi con la speranza che magari qualcuno di loro contribuirà al ricordo del 3 maggio 1945.

IL FILM

Il progetto convince da subito: sia Rai Alto Adige sia il Centro Audiovisivi ne acquisiscono i diritti. Grazie al supporto di Fregona, Fonte entra in contatto con i familiari dei protagonisti della storia i quali accolgono il progetto con entusiasmo e disponibilità.

La sceneggiatura viene completata a febbraio 2026. Le riprese iniziano il 2 marzo e si concludono il 6, dopo cinque giorni intensi segnati anche da qualche imprevisto. Nonostante tutto il film riesce a prendere forma esattamente come il regista lo aveva immaginato.

A caratterizzare il progetto è una troupe giovane. Oltre a Fonte ne fanno parte Vettorato, aiuto regista, Fusaro alla direzione della fotografia, Ferrari come operatore di macchina, Tinebra al montaggio, Emil Da Soghe alla produzione e Iagrossi al coordinamento. Accanto a loro anche Bruno Da Soghe, producer assistant. Un gruppo di professionisti accomunati dalla voglia di lavorare con serietà senza rinunciare a un clima sereno e collaborativo, un equilibrio non scontato.

La realizzazione del docufilm viene segnata dalla morte di Marco Cavattoni, nipote di Andrea, uno dei sopravvissuti e maggiori testimoni impegnati nel mantenimento della memoria del 3 maggio. La sua scomparsa porta la produzione a dedicargli il film.

Il 5 maggio al Cineplexx di Bolzano si tiene la prima che registra il tutto esaurito. Il 15 maggio, il film viene riproposto al Centro Trevi davanti a circa duecento persone. Il 24 maggio arriva infine la messa in onda su Rai Alto Adige.

Tra i ricordi più vividi di Fonte c’è anche un episodio che riguarda l’oggetto simbolo dell’intera vicenda: l’orologio a cipolla del trisnonno Vittorio Luise, l’operaio sopravvissuto alla fucilazione del 3 maggio 1945 grazie a quel segnatempo che deviò il proiettile a lui destinato. Alessio aveva circa dodici anni quando il nonno Giuliano glielo mostrò per la prima volta. Gli sfuggì dalle mani e il vetro andò in frantumi. «Ricordo ancora quel rumore», racconta oggi. «Evidentemente non gli bastava essersi preso un proiettile».

Autrice: Anna Michelazzi

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