Il nostro focus sull’universo femminile questa volta interseca il mondo della danza e del teatro-danza incontrando un personaggio di riferimento in questo settore del nostro panorama locale. La danza e poi la coreografia sono state per Sabine Raffeiner un impegno costante, una dedizione inesausta, una passione che ancora le fa palpitare il cuore e illuminare lo sguardo.
Lei conta su una formazione in giurisprudenza, quindi un ambito assai complesso, eppure la danza e la coreografia hanno fatto parte integrante della sua quotidianità.
Vero, ho studiato giurisprudenza a Bologna, città che mi offriva anche l’opportunità di approfondire e studiare diversi stili di danza, passione coltivata fin da piccolina. Il rigore e la costanza richiesta nello studio universitario parallelamente sono necessari anche nello studio della danza. Sono riuscita a coniugare entrambi le mie specializzazioni trovando realizzazione sia nel lavoro amministrativo che nella danza come danzatrice, coreografa e insegnante ormai da oltre 40 anni.
Come e a che età è avvenuto il colpo di fulmine con la danza?
Un colpo di fulmine veramente non c’è stato. Già mamma ha studiato danza classica e a 6 anni ho seguito le sue orme presso la Scuola di Grete von Heimburg Kebat e l’insegnante Maria Pia Saltern. Successivamente alle scuole superiori ho avuto l’opportunità di praticare la Jazz Dance, stile che mi ha veramente appassionato. A Bologna poi ho continuato con la danza moderna, contemporanea e afro. Negli anni ho svolto anche molteplici formazioni specifiche per l’insegnamento della danza.
Nel tempo lei si è dedicata con passione alla coreografia, quando e come ha iniziato questo percorso creativo?
Dal 1986 insegno danza modern jazz presso la Scuola di danza Arabesque asd di Merano, e fin da subito ho potuto creare coreografie per i saggi di fine anno. Grazie a innumerevoli collaborazioni con diverse associazioni meranesi e non, ho poi avuto l’opportunità di creare coreografie per rassegne di danza, concerti, operette, opere, spettacoli di cabaret. A partire dal 2006, con lo spettacolo di teatro danza, “Il canto della terra”, partecipo al Festival Alps Move sia come ballerina che come coreografa. Dopo questa prima importante esperienza, con ben diverse rappresentazioni in Provincia, la voglia, anzi l’esigenza di creare opere mie personali è cresciuta esponenzialmente, e così, oltre alla mia attività didattica e di coreografa per la Scuola di danza, da ormai 20 anni produco spettacoli di teatro danza curandone sia la coreografia che la regia, potendo portare in scena diverse produzioni anche fuori provincia (Milano, Chiavenna).
Come nasce una coreografia? Si occupa anche della creazione dei costumi di volta in volta adatti ad un determinato balletto?
La coreografia viene creata in base a una drammaturgia elaborata con riferimento a un tema specifico, dopo aver svolto delle ricerche e studiato approfondendo gli argomenti scelti, a volte anche procedendo a raccolte di materiale e ricevendo diverse interviste; ma può essere creata anche interpretando i testi delle musiche scelte. La drammaturgia si traduce in una realizzazione coreografica attraverso sequenze di passi, assoli, duetti, ecc.; in particolare, vengono messe in evidenza le diverse atmosfere, e stati d’animo ed emozioni possono essere anche rappresentati attraverso movimenti astratti. Inoltre anche la scelta delle musiche così come dei costumi o oggetti di scena è parte integrante del lavoro creativo. La regia sceglie se integrare la rappresentazione con proiezioni video o fotografie e collabora in modo stretto con i tecnici anche per la regia luci.
Lei ha collaborato per decenni con Arabesque ma ha anche un suo gruppo di danza, in cosa si differenzia?
Come descritto sopra dal 1986 insegno presso la Scuola di danza Arabesque asd di Merano. Arabesque quest’anno festeggia il 40 anniversario sotto la direzione di Irmtraud Filippi. In questo anni di attività pedagogica della danza ho avuto il privilegio di insegnare, accompagnare e sostenere numerose allieve e numerosi allievi nel loro percorso artistico. La maggior parte di loro danza ancora oggi – alcuni a livello professionale, molti per pura gioia del movimento. Quasi tutti hanno sviluppato una passione profonda per la danza e il desiderio di esprimere emozioni attraverso il corpo. L’esperienza e la disciplina acquisite nella danza hanno inoltre fornito a molti di loro, nel corso del proprio cammino, sia nelle carriere professionali sia nella vita privata e personale, la forza, la perseveranza e l’orientamento necessari. Poter assistere a questo percorso rappresenta per me una grande soddisfazione e gioia.
Le mie compagnie di danza invece nascono ad hoc per ogni singolo progetto di teatro danza. A volte coinvolgo danzatrici da me formate, recentemente invito a collaborare anche ballerine e ballerini professioniste/i. Il lavoro concettuale della creazione di una pièce di teatro danza è simile a quello che svolgo per le coreografie montate per le mie classi. Si differenzia forse nella complessità del progetto, anche perché di regola la durata del pezzo cambia (20- 30 minuti o più). Inoltre mi piace collaborare con diverse realtà artistiche; oltre a ballerine e ballerini, collaboro con drammaturghe/i, artiste/i materiche/ci, scultrici/scultori, attrici e attori, musiciste/i, fotografe/i e videomaker.
Entrambe le attività rappresentano per me un mezzo per trasmettere emozioni.
La cosa più importante è riuscire, attraverso il mio lavoro, ad arrivare alle persone, suscitare qualcosa dentro di loro e creare una connessione con il pubblico. Quando questo accade, sento di aver raggiunto il mio obiettivo.
Autrice: Rosanna Pruccoli