A fine luglio, all’improvviso, è mancata Barbara Sonetti, nostra collega responsabile del settore della pubblicità. Barbara stava coraggiosamente lottando contro una malattia importante, ma niente avrebbe fatto presagire l’accelerazione che purtroppo l’ha portata via prematuramente alla sua famiglia e anche a noi che abbiamo condiviso assieme anni di lavoro. La scomparsa di Sonetti ha lasciato nel dolore il marito, i figli, i genitori e anche un piccolo nipotino che negli ultimi tempi era arrivato portandole tanta gioia. Molti sono stati gli amici, i conoscenti e anche i clienti che in questi giorni l’hanno ricordata, esprimendo la loro vicinanza e il loro dolore.
Non è facile per me esprimere il vuoto che lascia Barbara nei nostri giornali. Personalmente ho lavorato fianco a fianco con lei per 9 anni. Per tutto questo tempo abbiamo costruito insieme il profilo delle notizie, approfondimenti e consigli per gli acquisti (ma anche idee per vacanze e escursioni) che costituiscono il cuore dei nostri giornali gratuiti. Ognuno di noi ha agito nel suo ambito (io quello giornalistico e lei quello commerciale) ma poi abbiamo lavorato soprattutto insieme, delineando la delicata alchimia del freepress, in un dialogo costante che mano a mano, giorno per giorno, ridefiniva quello che doveva e poteva essere “venduto” da quello che invece viene “regalato”. Nel confronto tra noi c’erano i “paletti” che ponevamo vicendevolmente per difendere ognuno le necessità del proprio settore, ma anche delicate “invasioni di campo” volte a sostenere il lavoro dell’altro. Così in certi frangenti era Barbara a segnalarmi notizie e storie da raccontare, così come io mi prodigavo a segnalare potenziali interlocutori per la parte commerciale.
Anche nei momenti più impegnativi mai è mancato da parte di Barbara il rispetto per il profilo giornalistico del nostro quindicinale e di questo gliene sarò sempre grato. Già dai primi giorni dopo la sua scomparsa mi è sembrato ancora più chiaro il grande contributo che il suo essere interlocutrice attenta e rigorosa rappresentava per la qualità di nostri giornali. La natura dei nostri periodici non ci ha mai impedito di considerarli grandi, grazie all’approccio professionale nella loro realizzazione, l’importante tiratura concessaci dall’editore e – soprattutto – le esigenze e le sollecitazioni costantemente segnalate da voi affezionati lettori.
Ogni giorno quando arrivavo in redazione mi bastavano pochi secondi per capire se Barbara era nel suo ufficio oppure se invece era “in giro da clienti”. Guardavo nella direzione della sua porta di vetro e se vedevo i suoi piedi sapevo che era al telefono oppure al computer per preparare preventivi. Molto spesso invece stava conversando con i colleghi, spesso raccontando della famiglia oppure ridendo. Ecco: la sua risata gioiosa non la dimenticherò mai, era piena di vita e quasi sempre di entusiasmo. Ogni tanto si arrabbiava, ma succedeva perché Barbara Sonetti aveva il cuore in mano, sempre, ed era davvero una colonna portante sia per la sua grande e bella famiglia che per la nostra famiglia QuiMedia.
Non la dimenticheremo mai.
Proprio mai.
Autore: Luca Sticcotti