Abbiamo dialogato con Andreas Lercher, noto su internet come Ando’s Barzoletti, creatore di contenuti altoatesino molto amato tra i giovani per i suoi video comici. La sua specialità sono i ‘barzoletti’ o ‘barzellotte’, barzellette e freddure di tutti i tipi che racconta sempre con un sorriso contagioso.
Parlaci di te e della tua attività su internet.
Ho più di quarant’anni e lavoro in fabbrica. Sono appassionato di barzellette. Nel 2018 ho deciso di aprire un canale YouTube, perché un mio amico mi aveva parlato della possibilità di guadagnare qualcosa con i video. Ho pensato a quali contenuti fare e poi, un giorno, mentre raccontavo una barzelletta, ho visto che tutti si divertivano molto e mi sono detto: “Perché no?”. Così ho pubblicato il mio primo video comico e da allora ho continuato a far divertire la gente su internet.
Pur essendo di madrelingua tedesca, racconti barzellette in italiano. Spiegaci questa scelta.
Inizialmente facevo video solo in tedesco, ma un giorno un mio amico italiano mi ha detto che non riusciva a capire niente. Così ho cominciato a pubblicare video in italiano, che hanno avuto un successo immediato.
Ed è così che è cominciata la tua carriera su internet?
Sì. Ho iniziato con YouTube, ma il vero momento di popolarità ce l’ho avuto grazie a una pagina Facebook che ha ripubblicato un mio video, facendomi raggiungere un milione di visualizzazioni; in un primo periodo mi ha anche aiutato a gestire gli altri profili social, soprattutto Instagram. Oggi mi occupo da solo di tutte le mie pagine. Dopo un primo momento di grande popolarità, ora la situazione si è stabilizzata.
Sei contento della situazione attuale o vorresti rendere la tua attività su internet un impiego a tempo pieno?
All’inizio volevo guadagnare soldi con i social, ma ora ho cambiato idea e preferisco mantenerlo come passatempo. Mi sono reso conto che avere successo su internet è molto impegnativo e ho capito che non voglio diventare più famoso di così. Per esempio, all’inizio non riuscivo a rispondere a tutti i messaggi e i commenti che ricevevo perché erano troppi, mentre ora sì e preferisco così. Poi, se fosse a tempo pieno, dovrei reimparare a fare le cose, ripartire da capo con una nuova attività e magari avrei successo solo per qualche anno. Ciò non mi garantirebbe una stabilità economica come il mio attuale lavoro, nel quale mi trovo bene.
Hai mai pensato di impiegare le tue doti comiche al di fuori dei social? Magari dal vivo o in televisione?
In passato ho ricevuto qualche invito per raccontare barzellette nei locali, ma non ho mai pensato di organizzare spettacoli dal vivo o di prendere parte a fiere. L’evento più importante a cui ho partecipato è stato Tú sí que vales, dove ho potuto raccontare le mie barzellette. È stata una bella esperienza, e se mi dovessero ricontattare ci tornerei, ma non penso che in futuro mi dedicherò attivamente a questo mondo.
Qual è il tuo tipo di umorismo preferito e quello più apprezzato da chi ti segue?
Mi piacciono le barzellette, soprattutto quelle sporche. Devo stare attento, però, perché alcune cose non si possono dire su internet. Al pubblico piacciono molto le parolacce, ma io preferisco evitare di dirle, perché non voglio che qualcuno possa sentirsi offeso. A volte quest’autocensura mi ha danneggiato in termini di visibilità, ma a me va bene lo stesso. Voglio che i miei video piacciano a tutti e divertano senza offendere.
Ci vuoi salutare con uno dei tuoi ‘barzoletti’?
Certo! Un boscaiolo entra in un negozio per comprare una camicia. La commessa gli chiede: “Che taglia?”. E lui risponde: “La legna!”.
Autore: Tommaso Calamaro