Karl von Müller era un facoltoso cittadino di Monaco di Baviera che si trasferì a Bolzano, più precisamente a Gries, alla fine dell’Ottocento. Faceva parte di quell’élite germanofona che in quegli anni scelse Bolzano come luogo di soggiorno e di investimento, contribuendo anche con capitali privati allo sviluppo della città. La sua importanza sta soprattutto nel fatto che, alla sua morte, lasciò un patrimonio molto consistente destinato a sostenere la crescita turistica di Bolzano e Gries. Di questa figura e del suo rapporto con Bolzano parliamo con lo storico Hannes Obermair, senior researcher di Eurac Research ed ex direttore dell’Archivio storico della Città di Bolzano.
Chi era Karl von Müller e perché è stato così importante per Bolzano?
Karl von Müller era un facoltoso cittadino di Monaco di Baviera che si trasferì a Bolzano, più precisamente a Gries, alla fine dell’Ottocento. Faceva parte di quell’élite germanofona che in quegli anni scelse Bolzano come luogo di soggiorno e di investimento, contribuendo anche con capitali privati allo sviluppo della città. La sua importanza sta soprattutto nel fatto che, alla sua morte, lasciò un patrimonio molto consistente destinato a sostenere la crescita turistica di Bolzano e Gries.
Il suo nome è legato in particolare alle passeggiate di Sant’Osvaldo. In che modo?
Alla morte di Müller, le passeggiate di Sant’Osvaldo erano state completate solo in parte. Mancava soprattutto il tratto più complesso, quello che richiedeva interventi impegnativi lungo la zona rocciosa per proseguire il percorso. Il suo lascito contribuì in modo importante a portare avanti quest’opera, che oggi è uno dei luoghi panoramici più apprezzati della città.
Quindi il monumento che si incontra lungo la passeggiata è un vero gesto di riconoscenza pubblica.
Esattamente. Non si tratta soltanto di una targa che ricorda un nome, ma di un ringraziamento esplicito alla sua generosità e a questa forma di mecenatismo. Il cippo commemorativo fu collocato nel 1969 dalla Kurverwaltung cittadina proprio per sottolineare il ruolo che Müller ebbe nello sviluppo turistico di Bolzano. È un segno di memoria urbana molto interessante, perché testimonia quanto il suo contributo fosse ancora sentito a distanza di decenni.
A Bolzano il suo lascito ebbe effetti che andarono oltre le passeggiate.
Il patrimonio lasciato al Curverein Bozen-Gries poté essere utilizzato solo nel 1937, a causa delle complesse clausole testamentarie. Con quel denaro si sostennero sia il prolungamento della passeggiata di Sant’Osvaldo sia, in parte, la realizzazione del Lido cittadino. È un esempio molto chiaro di come un’eredità privata abbia inciso concretamente sulla costruzione dell’immagine turistica di Bolzano nel Novecento.
Karl von Müller è dunque una figura che merita di essere riscoperta.
Senza dubbio. Appartiene a quella schiera di personaggi che hanno lasciato un segno profondo nella storia della città, pur essendo oggi meno noti al grande pubblico. Il monumento lungo Sant’Osvaldo ci invita proprio a questo: a fermarci e a ricordare da dove arrivano certi luoghi che oggi consideriamo naturali nel paesaggio urbano di Bolzano.
Autore: Till Antonio Mola