Martina a EPCOT: una bolzanina che porta l’Italia a Disney, Florida

Attualità | 16/4/2026

Martina de Federizzi, dopo una laurea triennale e una magistrale in lingue, ha deciso di cambiare vita: oggi lavora per Disney come rappresentante culturale per l’Italia.

Quando e perché hai deciso di lavorare per Disney, e cosa significa per te il tuo ruolo?

Visitando EPCOT (n.d.r. il secondo dei parchi ematici della Disney in Florida), ho visto i cast member italiani e ho capito che volevo farne parte. Dopo sei anni di preparazione, nel 2025 ho ricevuto il contratto, e la gioia che ho provato è stata enorme. Oggi lavoro nel merchandising; può sembrare semplice, ma la vera magia sta nelle interazioni: i guest condividono storie legate alle loro origini italiane e il negozio diventa un punto d’incontro tra due mondi, l’Italia di oggi e quella della diaspora italiana. Poi c’è la consapevolezza che i parchi Disney sono il mio cortile: dopo un turno posso passeggiare tra le attrazioni e guardare i fuochi d’artificio, realizzando con orgoglio quanto ho costruito. Per me, lavorare a Disney significa restituire la magia che ho vissuto da bambina e mettermi alla prova ogni giorno.

Ci sono incontri che ti sono rimasti impressi?

Il primo è con una famiglia di origini emiliane. Si sono avvicinati al tavolino del Kidcot per farsi firmare i passaporti, ma dopo pochi minuti stavamo parlando di cappelletti. Mi hanno raccontato del Natale in cui si riuniscono tutti — figli, nipoti, cugini — e li preparano a mano, come facevano i loro nonni in Italia. Mi hanno mostrato le foto: un tavolo coperto di sfoglia, mani di generazioni diverse che lavorano la pasta, bambini americani che imparano un gesto italiano. Quelle foto mi hanno trasmesso un senso di casa e di tradizione. Il secondo è un signore di 84 anni. Si è avvicinato con l’aria di chi ha qualcosa di importante da mostrare e ha tirato fuori il telefono per farmi vedere i suoi passi della giornata: 41 chilometri. Stavo ancora cercando le parole giuste quando ha tirato fuori dei ritagli di giornale ingialliti, piegati e ripiegati mille volte, in cui si raccontavano le gare di corsa di sua figlia di cinquant’anni fa. Li portava sempre con sé. Noi cast members possiamo creare spille celebrative e allora gli ho fatto una spilla per i suoi 41 km. Quando gliel’ho consegnata si è illuminato. La cosa più preziosa è il quotidiano: bambini che si entusiasmano e adulti che parlano un italiano tramandato come se stessero condividendo qualcosa di intimo.

Cosa significa vivere questa esperienza?

Vivere come cast member significa avere supporto anche fuori dal lavoro, nei villaggi appositamente creati. So quanto la mia posizione sia privilegiata e quanto sia stata importante la fiducia della mia famiglia. Mi aspetta un anno pieno di magia, viaggi e amicizie e come dice lo spettacolo finale di Magic Kingdom: ognuno di noi ha un sogno che lo chiama, e quando abbiamo il coraggio di ascoltarlo e inseguirlo, quel sogno ci guida verso chi siamo destinati a essere. Io quel sogno l’ho ascoltato, e ora lo sto vivendo.

Autrice: Anna Michelazzi

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