Andare ai concerti non è così… facile

Attualità | 5/2/2026

Siria Stenico è un’appassionata di musica e ci racconta come negli ultimi anni l’inflazione sui prezzi dei concerti degli artisti più importanti — che dagli anni 80 ad oggi hanno visto un incremento di più del 400% — stia portando molti giovani ad avere difficoltà ad accedere a questo tipo di esperienze culturali.

Siria: i prezzi dei concerti sono ancora accessibili?

Incontrare un artista in live è un’esperienza unica e fino a qualche anno fa era ancora economicamente accessibile. Oggi la situazione è cambiata. Non si tratta più solo di organizzare il proprio tempo, ma di capire quanto tempo prima bisogna iniziare a risparmiare per potersi permettere un concerto.

Qual è il costo reale per partecipare a un concerto?

Il costo del biglietto, già molto alto, è solo una parte della spesa. Per chi vive in Alto Adige  la tappa più vicina per i grandi artisti internazionali è quasi sempre Milano. Per questo bisogna aggiungere i costi del viaggio, giorni di ferie e spesso il pernottamento. Diventa quasi una vacanza forzata. Bolzano è collegata poco e male con Milano. Anche scegliendo l’auto, bisogna considerare benzina, autostrada, parcheggio e la stanchezza, soprattutto se si guida di notte. I mezzi pubblici non sono sempre economici né pratici e – spesso  finiti i concerti, le metropolitane cittadine non vengono potenziate creando ulteriori problemi logistici. Le alternative non sono alla portata di tutti.

Quanto pesano questi fattori?

Moltissimo. Alla questione economica si aggiunge anche lo stress fisico e mentale che si accumula in luoghi come gli ippodromi, dove la visuale è scarsa, e il contesto impegna fisicamente. Ma è stressante anche l’acquisto dei biglietti, tra prevendite, bot, file virtuali di ore e pagine che si bloccano; il tentativo di acquisto si trasforma in una giornata di ansia che non garantisce comunque l’accesso al biglietto. Molte persone rinunciano o decidono di andare all’estero. Spesso infatti, con gli stessi soldi, si può fare una trasferta in una città europea dove è spesso più facile trovare biglietti. Monaco, ad esempio, è una meta privilegiata per i bolzanini.

I giovani rischiano di rinunciare ai concerti?

Sì, molti iniziano a vedere i concerti come qualcosa di irraggiungibile, non più come un’esperienza culturale normale.

Quali potrebbero essere le soluzioni?

Avvicinare i concerti. A Bolzano io ho assistito ai concerti di Mika, Bryan Adams e Laura Pausini. Anche se in Alto Adige non esistono venue come San Siro ciò non significa che l’offerta culturale debba essere ridotta. Una soluzione per aiutare a raggiungere i concerti più grandi sarebbe quella di potenziare i collegamenti, ad esempio con pullman organizzati. Bolzano è sprovvista di questi servizi e quei pochi che esistono partono da Trento, il che implica uno spostamento non facile, considerando che al ritorno i collegamenti notturni per tornare a Bolzano sono scarsi o nulli.

Perché è importante che la musica non diventi un privilegio?

La musica unisce. Mette insieme persone diversissime che condividono la stessa passione. Durante un concerto le differenze scompaiono e ci si sente parte di qualcosa di più grande. È un’esperienza che arricchisce, crea ricordi che restano per tutta la vita e rafforza legami. Non può e deve diventare un’esperienze elitaria.

Autrice: Anna Michelazzi

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