L’eccidio del 3 maggio: una ferita rimossa

Attualità | 12/6/2025

L’8 maggio 2025 il Circolo cittadino di Bolzano era gremito per la presentazione di Italiani Kaputt. La strage degli operai. Storia di un eccidio a guerra finita, nuovo libro del giornalista e scrittore bolzanino Luca Fregona.

L’opera, costruita su fonti e testimonianze reali, ricostruisce una pagina tragica rimasta a lungo ai margini della memoria pubblica: l’eccidio del 3 maggio 1945, quando a Bolzano, a guerra praticamente finita, vennero uccisi 36 civili, molti dei quali operai.
Fregona ha scelto un taglio narrativo, dando voce a quattro degli operai che sono stati messi al muro, ispirati a figure reali, per raccontare quell’ora e mezza di violenza e caos. Durante l’intervista concessa a QuiBolzano, l’autore ha ricostruito il contesto:
“Si tratta di una giornata tremenda per Bolzano, perché in teoria, a guerra finita, si è scatenata una battaglia in diverse zone della città, tra soldati tedeschi in ritirata e forze partigiane locali. Ma la cosa tragica è stato un rastrellamento di rappresaglia in zona industriale: i tedeschi hanno preso 18 operai a caso, li hanno portati davanti al muro dello stabilimento Lancia e li hanno abbattuti con due raffiche di mitragliatrice. Dieci sono morti lì. Gli altri si sono salvati, benché gravemente feriti, solo perché protetti dai corpi delle vittime e per l’intervento di un ufficiale che ha fermato il colpo di grazia. In tutta Bolzano, quel giorno, sono state uccise 36 persone, quasi tutte operai.”
La città, per molti anni, non è riuscita ad affrontare questa vicenda. “Dobbiamo calarci nella Bolzano di allora – aggiunge Fregona – dove si sommavano i torti subiti dalla popolazione sudtirolese sotto il fascismo e quelli patiti dagli italiani dopo l’8 settembre, con rastrellamenti, collaborazionismo, occupazione tedesca. Ognuno aveva qualcosa da imputare all’altro.”
Alla fine, emerge un messaggio forte per chi oggi vuole guardare al futuro con consapevolezza: “Le nuove generazioni dovrebbero sapere su cosa si fondano l’Europa, la Repubblica e la nostra democrazia. Dovrebbero rileggersi la Costituzione nata dalla Resistenza: è un testo aperto, ma anche molto realista. E parla anche al nostro presente.”

Autore: Till Antonio Mola

IL COMMENTO

Leggendo le prime pagine del libro scritto da Luca Fregona mi sono commosso. Il pregio di raccontare quella giornata partendo dalle memorie vive di coloro che ne furono le vittime sta nella possibilità di trasmettere la dignità e l’umanità con cui quei ricordi sono stati vissuti e tramandati.
Decine sono state le famiglie che hanno avuto il loro futuro segnato, da quella giornata di ordinario orrore di guerra. A trasparire è l’assurdità di quanto è avvenuto, con numerose vite interrotte, spesso nel fiore degli anni, senza alcuna “colpa” apparente, se non quella di essere lì, per caso, in quel drammatico giorno di passaggio tra la guerra e la pace. A tutti coloro che avranno letto questo libro – davvero indispensabile, per ricostruire una pagina di storia dell’Alto Adige per troppo tempo rimasta sotto traccia – ricordo anche che tre anni orsono dall’Archivio storico di Bolzano è stato pubblicato un saggio bilingue che ricostruisce la vicenda. Ora sarebbe davvero auspicabile che anche il libro di Luca Fregona venisse tradotto in lingua tedesca, per consentire anche ai bolzanini che non padroneggiano la lingua italiana, di venire a conoscenza dei racconti tramandati delle famiglie bolzanine protagoniste della tragedia.

Autore: Luca Sticcotti

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