Il Ramadan a Bolzano

Attualità | 3/4/2025

Una giovane bolzanina racconta come si vive il Ramadan a Bolzano, tra i giovani e nelle famiglie della comunità marocchina, ma anche nelle case e nelle diverse sale di preghiera presenti nel capoluogo altoatesino.

Ciao Salma, ci racconti qualcosa di te e delle tue radici?

Mi chiamo Salma Sammah, ho 19 anni e sono nata e cresciuta a Bolzano, ma ho origini marocchine. Ho appena terminato il Liceo Pascoli delle Scienze Umane e attualmente svolgo il servizio civile presso l’associazione La Strada – Der Weg. Fin da piccola ho vissuto tra due culture, quella italiana e quella marocchina, imparando a coniugare tradizioni diverse e a farne una ricchezza personale. Questo mi ha permesso di sviluppare un forte senso di identità e appartenenza, oltre a una profonda curiosità per il dialogo interculturale e la condivisione di esperienze. Sono musulmana e il Ramadan è una parte fondamentale della mia identità e del mio percorso spirituale.

Come si vive il Ramadan a Bolzano?

Nonostante il fatto che viviamo in un contesto in cui la maggioranza della popolazione non lo osserva, la comunità musulmana riesce comunque a mantenere vive le tradizioni del Ramadan. Le giornate di digiuno possono essere impegnative, soprattutto durante il periodo scolastico o lavorativo, ma ci si sostiene a vicenda. La comunità musulmana di Bolzano è molto unita e, grazie anche ai social e ai gruppi locali, riusciamo a organizzarci per condividere momenti di preghiera e di incontro, rafforzando il legame tra di noi. La sera, dopo il tramonto, molte famiglie si riuniscono per l’Iftar, il pasto che interrompe il digiuno, condividendo piatti tradizionali e tanto altro.

Come fa la comunità marocchina a Bolzano a riunirsi per la preghiera?

La nostra comunità si incontra giornalmente nelle diverse sale di preghiera situate a Bolzano (Via Alessandro Volta 1 / Piazza Fiera 1). Questi spazi diventano un punto di riferimento durante il Ramadan, specialmente per la preghiera del Tarawih che si tiene ogni sera dopo l’Iftar. Oltre alle preghiere, è anche un luogo di incontro, dove si condividono esperienze, si rafforzano i legami comunitari e si aiuta chi è in difficoltà, creando un ambiente di sostegno e solidarietà. È un momento di grande spiritualità e di condivisione, che aiuta a rafforzare il senso di appartenenza e la fede. Invece, durante l’Eid al-Fitr (festa che segna la fine del Ramadan), noi marocchini musulmani di Bolzano ci riuniamo per la preghiera, solitamente presso il Palasport, un momento importante di spiritualità e comunità. Per l’occasione, indossiamo i nostri abiti tradizionali, come la djellaba per gli uomini e i caftan eleganti per le donne, in segno di festa e rispetto. Dopo la preghiera del mattino, torniamo a casa per condividere una colazione speciale con le nostre famiglie. È un momento di gioia in cui la tavola si riempie di dolci tipici, datteri, latte, tè alla menta e tante altre prelibatezze, per celebrare insieme la fine del Ramadan in un clima di felicità e gratitudine.

Ma cos’è esattamente il Ramadan e come si celebra questo mese straordinario? 

Il mese di Ramadan è il periodo più sacro per noi musulmani, un mese di riflessione, di preghiera e di connessione profonda con Allah ed è appena giunto a termine. Da ragazza marocchina e musulmana, questa ricorrenza è una parte essenziale e costante della mia vita, un momento in cui l’anima trova pace e il corpo si purifica. Si tratta del nono mese del calendario lunare islamico e viene osservato da milioni di musulmani in tutto il mondo; mese speciale perché si crede che sia stato proprio in questo periodo che il Profeta Muhammad (pace su di lui) ha ricevuto la prima rivelazione del Corano. Durante il Ramadan, il digiuno dall’alba al tramonto è obbligatorio per tutti i musulmani adulti e sani. Questo significa astenersi da cibo, bevande, fumo e attività intime per diverse ore al giorno, con l’obiettivo di avvicinarsi maggiormente ad Allah e di esercitare la pazienza e la disciplina. L’avvistamento della luna crescente segna l’inizio del mese. Ogni giorno inizia con il Suhoor, il pasto pre-alba, seguito dal digiuno fino al Maghrib, la preghiera del tramonto, quando si può finalmente mangiare con il Iftar. La tradizione (Sunna) vuole che il digiuno venga interrotto con qualche dattero e un bicchiere d’acqua, seguendo l’esempio del Profeta. Dopo l’Iftar, le famiglie si riuniscono per cene abbondanti, con piatti tradizionali che variano da paese a paese. In Marocco, ad esempio, non mancano mai la harira (zuppa tradizionale del Marocco), le chebakia (dolce tradizionale marocchino) e i datteri. La notte, poi, si prosegue con le preghiere straordinarie chiamate Tarawih, che vengono recitate in moschea o a casa. Queste preghiere rafforzano la fede e aiutano a riflettere sulle proprie azioni e sul proprio rapporto con Allah. Oltre all’aspetto spirituale, il digiuno ha incredibili benefici per la salute. Studi scientifici dimostrano che il Ramadan aiuta a disintossicare il corpo da tossine, migliorare il metabolismo e rafforzare il sistema immunitario. Il digiuno intermittente, infatti, permette all’organismo di riposarsi e rigenerarsi. Molti musulmani raccontano di sentirsi più leggeri, energici e mentalmente lucidi durante questo mese. A livello psicologico, il Ramadan aiuta a sviluppare una maggiore empatia per chi soffre, spingendoci a essere più generosi e solidali. La zakat, ovvero l’elemosina obbligatoria, è un pilastro fondamentale dell’Islam e in questo periodo si intensificano gli atti di carità. Il digiuno può essere una sfida, soprattutto nei primi giorni, ma con il tempo il corpo si abitua e la mente diventa più forte; questo insegna la pazienza, il controllo di sé e la gratitudine. Ci fa capire che possiamo vivere con meno, che possiamo controllare le nostre abitudini e che la vera ricchezza non sta nel possedere, ma nel condividere. Inoltre, è un’occasione che riunisce le famiglie, ci ricorda l’importanza di rallentare e di dedicare tempo alle persone che amiamo. Abbiamo, inoltre, l’opportunità per staccarsi dalle distrazioni della vita quotidiana e concentrarsi su ciò che conta davvero. In questo periodo ci si allontana dal superfluo, dalle abitudini negative e si cerca di essere la versione migliore di noi stessi. La riflessione e la preghiera aiutano a rafforzare la nostra connessione con Allah e con la nostra comunità. È un’occasione per perdonare e per ricostruire legami interrotti, per chiedere scusa e per riavvicinarsi a chi si ama. Alla fine del Ramadan, celebriamo l’Eid al-Fitr, la festa della rottura del digiuno. Dopo un mese di sacrifici, questa giornata è un’esplosione di gioia. Ci si veste con abiti nuovi, si partecipa alla preghiera collettiva, si scambiano regali e si festeggia con amici e familiari. Ma la vera bellezza dell’Eid è il senso di gratitudine che porta con sé: la consapevolezza di aver vissuto un mese di crescita, di aver affinato il proprio spirito e di aver rafforzato la propria fede. Il Ramadan non è solo una pratica religiosa, è un mese di purificazione, di riflessione, di amore e di solidarietà. È un dono che ci viene consegnato ogni anno per riscoprire il valore delle piccole cose, per allenare la nostra volontà e per avvicinarci ad Allah. È un momento che ci permette di riscoprire noi stessi, di ritrovare un senso di equilibrio interiore e di affrontare la vita con uno spirito più forte e determinato. Per me, e per milioni di musulmani nel mondo, il Ramadan è una parte insostituibile della nostra identità. E anche se ogni anno passa velocemente, le lezioni che ci lascia durano per tutta la vita.

Di Giulia Scippacercola e Salma Sammah

Rubriche

Editoriale

Abbonarsi al Qui

Recentemente – con nostra grande gioia – si sono moltiplicati i contatti tra noi e vo...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Da Cipro all’Alto Adige. Cercansi scavalcatori di muri

C’è un’isola, nell’angolo sudorientale del Mare Nostrum, stretta tra l’Asia e l’Europa, che ha an...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Bumtschak Welle: una visione musicale allargata

È uscito da qualche settimana un disco che merita di essere ascoltato con attenzione (come spette...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

Come Appiano ottenne la sua scuola

Le vie del Signore sono infinite. Paese che vai, usanze che trovi. Alla fine il bene trionfa semp...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Balconorto

Sguardi

Il cielo, in questi ultimi giorni di marzo, è ricco di squarci di sereno e di cumuli più o meno s...

Mostra altri
Balconorto
Invito alla scoperta

Trafoi: la chiesetta, la parrocchiale e la casa natale di...

Trafoi è una frazione del comune di Stelvio, in Alta val Venosta, a 1.570 m s.l.m. lungo la strad...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La strada dedicata ad Augusto Righi

Tra i casi in cui una via, nella zona industriale, è collegata ad un’altra via non solo fisicamen...

Mostra altri
Scorci del capoluogo
#qui_foodstories

Canederli di spinaci con formaggio d’alpeggio

Ingredienti Per 4 persone (circa 8 canederli) Canederli di spinaci(durata preparazione:40 minuti)...

Mostra altri
#qui_foodstories
Tra storia, arte e architettura

La presenza di Kafka a Merano nei frammenti delle sue let...

Inizia in febbraio per Franz Kafka quell’andirivieni di considerazioni, dubbi, ripensamenti, rigu...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura