7000 passi al giorno contro la depressione

Attualità | 6/3/2025

Il neuroscienziato Sir John Eccles ha colto nel segno quando ha detto: ci sono due vie per raggiungere l’intelligenza, ovvero il linguaggio e il movimento. Per curare i disturbi mentali, da più di 100 anni si segue con molta determinazione la prima strada; Sigmund Freud ha diffuso in tutto il mondo la terapia della parola, la psicoterapia. Ma è noto da molto più tempo che il movimento favorisce il pensiero e che camminare facilita la ricerca di soluzioni e idee.

Gli antichi filosofi greci utilizzavano la stoa, la sala ombreggiata dei passeggi, per trovare soluzioni nella calura, e la scuola dei pensatori che ne derivò fu chiamata stoica. Questi filosofi, da Epitteto a Seneca a Marco Aurelio, influenzarono l’Impero Romano come pensatori sul trono e successivamente il Medioevo cristiano come nessun’altra comunità di pensatori.

Le tecniche di meditazione orientale hanno scoperto modelli di movimento o posture che favoriscono il rilassamento, l’assorbimento di energia, la concentrazione e la fusione con il mondo da migliaia di anni. Per noi, come membri della società delle prestazioni e dell’informazione, sono nate nicchie che possiamo utilizzare per uscire dal trambusto della vita quotidiana e dallo stress sociale, almeno temporaneamente, attraverso lo yoga, il Qi Gong o la respirazione olotropica.

Nella psicologia moderna, il movimento è una forma di comunicazione che penetra più profondamente nell’uomo rispetto al linguaggio, poiché quest’ultimo si forma attraverso il movimento della lingua, della cavità orale e della laringe. Il linguaggio del corpo di una persona è un indicatore molto preciso del suo stato d’animo, e gli esercizi fisici influenzano direttamente la psiche. Negli sport di resistenza, questa interazione reciproca viene sfruttata per ordinare i pensieri e gli obiettivi delle persone, e le idee orientate agli obiettivi aumentano la resistenza fisica. I maratoneti sviluppano una routine che possono sostenere a lungo e trasferiscono questa tenacia all’obiettivo di percorrere 42 km senza pausa. Anche gli sport di resistenza utilizzano movimenti non tipici per raggiungere obiettivi straordinari, come il sollevamento pesi, il salto in lungo o le corse automobilistiche.

Che il movimento possa cambiare il mondo, lo sanno gli artisti del palcoscenico: attori, ballerini, clown fanno meravigliare, piangere e ridere la gente, perché le emozioni sono facilmente suscitate osservando i movimenti degli altri. Questo è anche il grande fascino del cinema e della televisione.

La psichiatria moderna lavora con i più piccoli movimenti – i nostri passi quotidiani – e indaga su come possiamo affrontare il maggiore flagello dell’umanità, la depressione. Uno studio appena pubblicato su JAMA Network Open dall’Università di Castilla-La Mancha in Spagna, primo autore Bruno Bizzozero-Peroni, ha esaminato quasi 100.000 persone, scoprendo incredibili risultati: almeno 7.000 passi al giorno riducono significativamente il rischio di sviluppare la depressione, e più passi si fanno, maggiore è la protezione. Gli smartphone hanno contapassi integrati, così chiunque può facilmente monitorarsi e allenarsi, aggiungendo se necessario alcuni passi per raggiungere l’obiettivo. Questo numero di passi favorisce il rilascio di dopamina, serotonina e noradrenalina nel cervello, migliorando l’umore. Tuttavia, i pazienti depressi soffrono di carenza energetica e difficilmente si impegnano in molta attività fisica. Anche in questo caso, lo studio fornisce informazioni: già a partire da 5.000 passi al giorno si possono riscontrare effetti positivi. Piccoli passi, quindi, per grandi risultati.

Autori: Roger Pycha, Coordinatore italiano dell’Alleanza Europea contro la Depressione,  e Francesca March, Servizio Psichiatrico di Bressanone

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