Bolzano-Trento: una vita universitaria in treno

Attualità | 6/2/2025

Federica Santachiara – studentessa dell’ultimo anno di un corso di laurea magistrale in Management e imprese ibride e sostenibili presso l’Università di Trento – ci racconta il perché abbia scelto di essere pendolare e di non risiedere a Trento. 

Perché hai scelto di frequentare l’università a Trento?

In primis perché e considerata una delle università migliori in Italia per economia; inoltre ho iniziato l’università con il covid e se fossi andata in un’altra città mi sarei dovuta trasferire per poi non uscire di casa e senza la possibilità di frequentare le lezioni mentre a Trento, quando davano la possibilità, mi era possibile. Essendomi trovata bene in triennale ho deciso di continuare, anche perché il corso che alla fine ho scelto mi interessava e perché conoscevo già l’ambiente. 

La decisione di fare la pendolare a cosa è dovuta?

Ho deciso di fare la pendolare perché ho sempre avuto poche lezioni a settimana, la maggior parte delle volte avevo solo una lezione al giorno e nemmeno tutti i giorni quindi trasferirmi a Trento sarebbe stato un costo inutile.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta? 

Per quanto riguarda gli svantaggi: innanzitutto fa perdere davvero molto tempo; infatti, oltre all’ora di treno vanno considerati anche gli altri spostamenti. Poi c’è la vita sociale, infatti non rimanendo molto a Trento dopo le lezioni non ho la possibilità di vivere a pieno la vita universitaria e stringere molti rapporti, anche se sono riuscita a fare nuove amicizie. In più non avendo un appartamento,  per uscire la sera a Trento devo sempre trovare qualcuno che mi ospiti. I vantaggi, invece, sono sicuramente il risparmio sull’affitto e l’organizzazione dei tempi, soprattutto in sessione, per attività come pulire la casa o fare la spesa. Inoltre, fare la pendolare mi ha permesso di conoscere nuovi amici pendolari come me e di Bolzano. Ci si adatta a tutto, infatti molte volte sfrutto il tempo del viaggio per portarmi avanti con lo studio. Sicuramente uno dei migliori pro è riuscire a passare il tempo con i miei amici bolzanini.

L’università tiene conto della presenza degli studenti pendolari?

Non saprei valutare se l’università tenga effettivamente conto dei pendolari. Fortunatamente io non ho quasi mai avuto problemi con gli orari, perché le mie lezioni iniziano quasi tutte in tarda mattinata o comunque a orari ragionevoli, e finiscono tutte abbastanza presto. Tuttavia, so che in alcuni casi, per quanto riguarda altre facoltà, le lezioni vengono fissate molto presto la mattina e finiscono molto tardi la sera, non tenendo conto quindi delle difficoltà di chi non vive a Trento. 

Tre cose che cambieresti? 

Se dovessi scegliere tre cose per migliorare la mia vita da pendolare innanzitutto vorrei venissero aggiunti anche altri treni la mattina, perché a causa del “buco” tra le 9 e le 11 molto spesso sono costretta  a prendere il treno molto prima dell’inizio della lezione per poi dover aspettare a Trento, oppure sono costretta a rimanere a Trento dopo le lezioni perché non ci sono treni di ritorno.
Poi se non ci fossero tutte le problematiche ricorrenti di cancellazioni e ritardi, la vita da pendolare sarebbe molto più leggera e meno stressante. Infine, vorrei un po’ più di compagnia visto che nei miei spostamenti in treno alla fine sono quasi sempre da sola.

Autrice: Anna Michelazzi

Rubriche

Editoriale

Balsamo

In un tempo come questo, fonte come non mai di inquietudini e preoccupazioni, per tutti noi diven...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Habermas, i nazionalismi, il patriottismo costituzionale

Negli ultimi anni il riemergere dei nazionalismi in Europa e l’affermazione dei populismi in molt...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Singoli, intingoli, caffè, nomination…

Non ci sono dubbi, la notizia della settimana musicale, nel momento in cui ci accingiamo a scrive...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

Gli “Ötzi” a spasso nella valle dell’Adige

Secondo la paleogenetica, l’ultimo antenato comune tra noi e i nostri “cugini” scimpanzé, con cui...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

I soggiorni meranesi di Stefan e Friederike Zweig 

Nato a Vienna nel 1881 da una abbiente famiglia ebraica, Stefan Zweig era figlio dell’industriale...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Balconorto

OGM, TEA, NGT (parte 1)

Il mondo dell’agricoltura sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale. Si parla sempre ...

Mostra altri
Balconorto
Invito alla scoperta

Dalla reggia di Madrid a Chiusa. Il Tesoro di Loreto nel ...

Le piccole cittadine altoatesine sono veri e propri scrigni capaci di custodire importanti pagine...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Guglielmo Marconi

Oltre alle vie della zona industriale intitolate a scienziati italiani, non mancano in altre zone...

Mostra altri
Scorci del capoluogo