La passione di Alrun per l’arte gotica

Attualità | 7/9/2023

Oggi vi raccontiamo la storia di Alrun Rainer, 20 anni, di Egna, studentessa di storia dell’Arte all’Università di Vienna. Fin qui è tutto abbastanza normale, se non fosse che Alrun è una ragazza che si è appassionata in maniera totale alla storia dell’arte romanica e gotica della nostra terra, tanto da aver cominciato a mappare un gran numero di chiese. La particolarità di Alrun è la luce che si accende nei suoi occhi quando parla della sua passione.

“Il mio interesse riguarda prevalentemente le chiese costruite tra il 1100 ed il 1500. L’ obiettivo che mi sono prefissata è di riuscire a visitarle tutte, più qualche castello. Mi appassiona la simbologia medievale e mi interessa indagare gli aspetti mistici delle chiese. Inoltre, mi piace ricercare le informazioni sui mecenati che ne hanno favorito la costruzione”.

Sei solita portare con te un quaderno, che per il suo spessore assomiglia più a una agenda, nella quale annoti con estrema cura tutte le specifiche delle chiese che visiti.

Ne posseggo più di uno, e altri ne seguiranno, considerato che non le ho ancora visitate tutte. A settembre i miei genitori mi accompagneranno per qualche giorno in Val Venosta a visitare le chiesette romaniche. 

Immagino che alla base di questa passione ci sia anche un aspetto emotivo, un qualcosa che esercita un forte fascino.

Si, è così. Una mattina sono andata a visitare la chiesetta di San Giacomo a Kastelaz, sopra Termeno e, lì seduta, ad un certo punto ho visto il fascio di luce che passava attraverso la piccola finestra e ne ho percepito la magia. Le chiese di quel periodo hanno tutte l’abside rivolta ad Est e, quando assisti a questa cosa, capisci questa simbologia della luce, che nella religione rappresenta Cristo.  È stata una emozione molto forte.

Adotti uno schema particolare quando visiti una nuova chiesa? A parte procurarti la chiave per entrare, cosa non scontata… 

Mi piace prendermi il tempo per osservarla da fuori, cercare affreschi o elementi architettonici particolari e fotografare tutto. Solo successivamente entro, mi raccolgo e mi lascio toccare dall’energia della chiesa. Sono luoghi che mi emozionano, Mi piace calarmi in questa emozione, che non è necessariamente religiosa e, solo dopo, comincio a documentare tutto. Non lo faccio con lo smartphone, ma con una macchina fotografica compatta dedicata.

Hai un obiettivo ultimo?

Molte guide sono strutturate per essere lette da persone che già hanno una base di conoscenze, manca un approccio semplice e diretto, spero di riuscire a sviluppare qualcosa in questo senso.
Mi piacerebbe realizzare un archivio, non so ancora in quale forma – potrebbe essere un sito internet – con foto e grafiche, in grado di aiutare le persone a meglio comprendere le chiese ed i loro tesori.

Cosa vorresti fare “da grande”? 

Intanto vedo di finire i tre anni di storia dell’arte, cui accompagno lo studio di pubblicistica. Per la laurea magistrale ritengo sia importante acquisire una conoscenza della lingua italiana nell’ambito specifico e al momento una delle ipotesi è che io torni in regione per studiare scienze dei beni culturali.

Autore: Till Antonio Mola

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