“Bolzano? Un vero hub europeo del Badminton”

Attualità | 24/8/2023

Csaba Hamza è stato definito il “Re Mida” del badminton, la disciplina sportiva che i più conoscono come volano. Hamza nutre grandi ambizioni sia per la federazione di uno sport che in Italia ha ancora molti margini di crescita, sia per il futuro ruolo dell’Alto Adige in questo sviluppo. Ci ha raccontato la sua vita e i suoi sogni.

Csaba Hamza, allenatore e responsabile della scuola di badminton dell’Ssv Bozen, definisce la sua vita un “film”. Effettivamente, mentre srotola il racconto che l’ha portato dalla natia Transilvania a Bolzano, l’impressione che se ne ricava è quella. Tante esistenze condensate in una sola, a partire dalle vite professionali. La prima non si svolge con la racchetta in mano, come si potrebbe pensare, ma con uno strumento musicale, la viola. 

Arriva in Italia nel 1984 dove raggiunge il padre, anch’egli musicista, che l’aveva preceduto di un paio di anni. Finalmente può lasciarsi alle spalle la Romania di Ceausescu, in cui è cresciuto, e realizzarsi nella sua passione, la musica. Passa i primi anni a L’Aquila e poi va a studiare a Roma, dove si diploma all’Accademia musicale di Santa Cecilia. Fino ai 22 anni, pratica poco sport, più che altro a scuola. Il mondo della musica classica è estremamente competitivo e c’è poco tempo per altro. Solo dopo aver cominciato ad affermarsi come musicista, si avvicina al badminton. Più per caso, come spesso avviene nella vita.

“Avevo trovato lavoro a Palermo, al Teatro Massimo, come Prima viola. Era un momento di grandi soddisfazioni ma ero nuovo in città e, per conoscere qualcuno, ho pensato di iniziare a praticare uno sport. Era agosto, non il miglior periodo per iniziare a praticare uno sport, e l’unica federazione che trovai aperta era quella di badminton. Un po’ ci avevo giocato e allora, mi chiesi, perché non provare?”, spiega. 

Da quel momento, poco alla volta il badminton entra sempre di più nella sua vita: Hamza gioca ad alto livello riuscendo a conciliarlo con il mestiere di musicista. 

Comincia però ad accarezzare l’idea di trasformarlo in qualcosa di più di un passatempo che aiuta a coltivare relazioni sociali. Prima di arrivare in Italia, aveva studiato al liceo pedagogico. L’esperienza di insegnamento con i ragazzi non gli manca. Comincia allor a frequentare corsi di perfezionamento in giro per il mondo, dalla Danimarca, dove studia con Zhang, il suo mentore, alla Corea. Ha quindi inizio la sua seconda vita come “uomo d’oro” del badminton italiano. Diventa capo allenatore della nazionale italiana, poi anche preparatore tecnico di quella tedesca. Un percorso di dedizione totale che dopo aver vissuto a Milano lo porta a Bolzano, attirato dalla possibilità di lavorare per creare una storia di successo. 

I risultati non si fanno attendere: le ultime tre edizioni del campionato italiano se le accaparra la squadra dell’Ssv Bozen, espressione di quella che ormai viene definita la “scuola bolzanina”. Nel capoluogo stanno infatti maturando alcune delle speranze di questo sport, cominciando dalla figlia Yasmine Hamza (che recentemente ha vinto un argento al torneo internazionale “Brazil International Series”) fino ad atleti come Marco Danti e Ruben Fellin, tra i migliori under 17 del Paese. Tra i nuovi talenti si segnalano oggi anche Anna Hell e Katharina Kössler. La scuola che partì tredici anni fa con 26 allievi adesso ne conta 350. Ma l’obiettivo dichiarato è riportare un atleta italiano alle Olimpiadi. L’ultima giocatrice è stata Jeanine Cicognini ai Giochi di Rio 2016.

Ma non è l’unico. 

Il sogno è avere una struttura dedicata, un centro in cui le giovani promesse possano allenarsi senza dover condividere spazi e tempi con altre discipline, misurandosi con professionisti di altre nazioni, atleti dalla Thailandia o dall’India che, di passaggio in Europa, potrebbero allenarsi in Alto Adige, approfittando della sua posizione centrale. “Mi piace pensare in grande. I nostri giovani atleti potrebbero imparare dai migliori talenti mondiali e Bolzano diventare la capitale del badminton. Se troveremo una sponda nella politica locale, potremo costruire una sorta di hub continentale. Questo è il sogno e ci sto lavorando con tutte le mie forze”. Parola di Re Mida.

Autore. Nilo Ruggeri

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