La grande passione di Daniel per lo spazio

Attualità | 4/5/2023

Il premio Eureka ha lo scopo di stimolare le passioni delle ragazze e dei ragazzi che sono attratti dalla scienza. Per anni l’Ufficio Politiche Giovanili della Provincia ha lavorato molto sul tema delle passioni culturali e artistiche, ma da qualche anno si sono volute far emergere anche le passioni scientifiche, sempre più importanti e centrali nel mondo moderno. L’obiettivo è semplice: portarle allo stesso piano di visibilità pubblica. Smontando lo stereotipo dello scienziato gobbo in cantina. Non è così! Sono davvero tanti i bambini e anche i genitori che si gettano a capofitto e con entusiasmo in questo mondo. D’altronde se può essere vero che le generazioni più “anziane“ possono vedere le novità tecnologiche come cose “strane”, questo non vale assolutamente per i giovanissimi che ci crescono insieme e dentro, tutti i giorni. L’idea di Eureka è allora quella di tessere una rete per intercettare queste passioni, focalizzando le “buone pratiche” sul territorio in questo ambito. Ed esemplare in questo senso è la storia di Daniel, dodicenne di Laives.

Ciao Daniel! Perché per te è più interessante la scienza piuttosto che guardare un cartone o giocare a qualcos’altro?

la scienza è senz’altro molto più divertente! Leggere un libro su un argomento che interessa è molto meglio che stare 2 ore fermi davanti alla tv. La stessa cosa vale per fare una ricerca al computer su un argomento. Sono attività che, tra l’altro, sviluppano la capacità di concentrazione che è fondamentale, specialmente quando si lavora su una propria idea, come nel caso del concorso Eureka. 

C’è un ambito delle scienze che ti piace di più degli altri?

Mi piace tutto quello che riguarda lo spazio e l’informatica. 

Da grande ti piacerebbe allora lavorare in questo ambito? O fare l’astronauta?

Mah, forse non l’astronauta ma qualcosa di simile. Magari lavorare in quell’ambito, a livello di progettazione. 

Proprio nei giorni scorsi alcuni progetti spaziali sono andati incontro a problemi tecnici…

Erano prove. E le prove servono proprio per imparare dagli errori.

Quando è nata questa tua passione?

Anche quando ero piccolo lo spazio mi piaceva tantissimo. In quarta elementare, quando ne abbiamo parlato in classe, io e un mio compagno ci siamo davvero coinvolti tantissimo raccontando quello che già sapevamo in materia. 

Tu hai già partecipato alle prime due edizioni del concorso. Com’è andata?

Del concorso me ne aveva parlato mia mamma. Nelle prime due edizioni non c’era un tema e quindi si poteva andare a ruota libera. A ogni partecipante si chiedeva: presenta la tua idea con un disegno o un testo. Il secondo anno ho coinvolto anche un amico e in realtà fuori concorso ha partecipato anche mia sorella Isabel. Quest’anno il tema è proprio quello dello spazio, quindi non vedo l’ora di partecipare di nuovo! 

Qual è stata l’idea che hai presentato lo scorso anno?

Una macchina che convertiva l’anidride carbonica in idrogeno ed energia elettrica. Questa idea l’ho progettata insieme al mio migliore amico mentre eravamo al mare in spiaggia. Ci siamo davvero divertiti ed è stata una bella esperienza. La nostra macchina una volta avviata non aveva nessun consumo, si alimentava dai suoi stessi scarichi. Anzi: puliva l’ambiente. 

Alla premiazione del concorso avete anche potuto osservare le proposte e le idee degli altri ragazzi partecipanti…

Sì, perché facevano vedere alcune immagini e raccontavano la loro idea. Ho visto progetti molto belli e anche alcuni molto semplici, ma perfettamente funzionanti. Ad esempio quello del vincitore che aveva preso due cucchiai, una molletta e degli elastici, da utilizzare con le uova sode. Il presentatore ha detto che lo aveva provato e che funzionava. Alcune volte le idee più semplici sono anche le migliori. 

Questa cosa di avere delle idee e inventare la pratichi anche nella tua quotidiana?

In realtà succede raramente: preferisco leggere per approfondire gli argomenti che mi interessano. Così poi posso sviluppare progetti migliori. 

Anche la tua scuola ti sta aiutando a diventare piano piano uno studente di materie scientifiche o magari uno scienziato futuro?

Io faccio le medie Filzi a Laives. Lì c’è un telescopio e ogni tanto organizzano delle serate in cui ci fanno  vedere come funziona. 

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