Un anno di notizie

Attualità | 15/12/2022

Anche quest’anno abbiamo interpellato un giornalista di lungo corso, esperto del territorio, per ripercorrere gli avvenimenti più importanti dell’anno che si sta chiudendo. Si tratta di Toni Visentini, a lungo responsabile dell’Ansa di Trento e Bolzano.

Il 2022 era iniziato sulla scia di una grande aspettativa: vivere una ripresa dopo il biennio segnato a livello mondiale dall’emergenza Covid. L’illusione è durata neanche due mesi: in febbraio infatti l’improvviso precipitare della crisi in  Ucraina e la conseguente guerra ha gettato il mondo intero e anche la nostra realtà locale in una nuova cappa di incertezza. A seguire i vari eventi di cronaca e le prime elezioni nazionali celebrate alla fine di un’estate segnata dagli evidenti e preoccupanti cambiamenti climatici, ci hanno traghettato verso un autunno di incertezze incombenti. 

Dei vari eventi dell’anno che si va chiudendo ne abbiamo parlato con Toni Visentini, da anni editorialista su uno dei quotidiani locali e profondo esperto della realtà altoatesina, sulla quale ha scritto anche alcuni libri. Ecco cosa ci ha detto.

L’INTERVISTA

Qual è l’avvenimento più significativo e sorprendente in questo 2022?

Per me è il successo dell’FC Südtirol. Prima del calcio seguivo solo le grandi partite internazionali e gli scontri tra le squadre italiane più importanti. Ora invece guardo sempre e con grande piacere anche le partite del Südtirol. Ricordiamocelo: l’Italia è il paese in cui i grandi documentaristi quando parlano di Hitler lo chiamano fiurer. Quando Letta era presidente del consiglio venne a Bolzano chiamò l’ex Landeshauptmann Dürnwalder e la  stessa sorte è capitata a Lilli Gruber per anni è stata chiamata Lilli Grüber. Insomma: di solito gli italiani non sanno mai pronunciare la dieresi ovvero l’umlaut. Invece hanno tutti imparato a dire Südtirol, è davvero incredibile. Ci voleva davvero proprio il calcio per insegnare finalmente agli italiani le nostre giuste pronunce. 

In realtà poi se si passa ai nomi dei giocatori il problema persiste, basta sentire i telecronisti…

Beh, quella è un’altra cosa. Almeno il nome Südtirol finalmente è passato. In ogni caso la squadra sta facendo grandi cose con questo allenatore e io spero che continui così. 

Stanno andando così bene, che addirittura c’è la prospettiva – anche se remota – di una promozione in serie A, con conseguente problema di uno stadio di nuovo inadeguato…

Una cosa alla volta! Godiamoci il momento e poi si vedrà…

Il 2022 è stato anche l’anno della grande crisi interna alla SVP.

Sì e qui siamo davvero di fronte ad una crisi seria. C’è lotta interna molto forte che non credo si sia placata, quella attuale è solo una leggera tregua. Di sicuro si ricandiderà Kompatscher e questo credo sia un bene per tutti, per la provincia di Bolzano, per la stessa Volkspartei e per tutti gli equilibri, sia a livello nazionale che internazionale. Kompatscher è una persona seria e capace. Ha alcuni difetti di carattere, d’altronde nessuno è perfetto, da nessuna parte, men che meno in politica. Nella SVP c’è una guerra di corporazioni, fortissima, e che si combatte fino all’ultimo sangue. Forse si andrà avanti così fino alle elezioni, io spero di no, ma temo che sarà così. Un’altra questione fondamentale sarà poi chi andrà in giunta dopo le prossime elezioni provinciali. Naturalmente dipenderà da come andranno le elezioni. Spesso ci si dimentica che le elezioni provinciali non sono come quelle nazionali. Qui si vota con il sistema proporzionale puro, non ci sono alleanze di partito. Dopo il voto le giunte si fanno poi mettendo insieme tedeschi, italiani e ladini. I tedeschi ci sono, ma gli italiani chi li porterà e quanti saranno? Sulla base dei numeri la Volkspartei anche questa volta deciderà come fare la prossima giunta. 

Nella Volkspartei le tensioni interne ci sono sempre state, ma per quale motivo ora si è rotto il meccanismo che li portava sempre a ricompattarsi?

Secondo me in alcuni ruoli le persone ora non sono quelle giuste, ad esempio il segretario del partito non si è rivelato all’altezza del compito. Dal canto suo anche Kompatscher non fa parte di nessuna corporazione. Durnwalder invece veniva dal Bauernbund e aveva ottimi legami con il mondo dell’economia, cosa che Kompatscher ha solo in parte. Lui viene dai comuni, ma lì in realtà da sempre si riproducono le stesse dinamiche che ci sono nel partito.

Come giudica i rapporti intercorsi tra provincia di Bolzano prima con il governo Draghi e ora con la presidente Meloni?

La SVP in linea di principio ha sempre avuto una certa diffidenza per i governi tecnici come appunto quello di Draghi. I tecnici fanno le scelte seguendo logiche loro, mentre i politici invece agiscono molto di più sulla base delle opportunità. Con il governo Draghi la SVP non aveva la possibilità di far pesare i suoi voti, ottenendo in cambio competenze. Draghi aveva un gran nome ovunque e questo è stato un bene anche da noi. Ma con lui la SVP non aveva un feeling particolare. 
Con il governo Meloni c’era un pregiudizio in origine, che per il momento non è stato confermato. Finora dal governo Meloni sono state dette, non fatte, cose che alla Volskspartei non hanno dato fastidio. Per il futuro vedrà. Fratelli d’Italia è un partito italiano di destra e la base ha un suo peso. Per quanto la Meloni sembri simpatica, nel suo partito ci sono i nazionalisti, quelli delle bandiere tricolori dappertutto e che dicevano tornatevene in Austria. Vedremo…

Il 2022 è stato anche l’anno della guerra in Ucraina…

In Alto Adige le reazioni non sono state diverse rispetto al resto d’Italia e d’Europa. C’è stata molta preoccupazione e dolore per l’ingiustizia causata la guerra. Poi ci sono state le reazioni di tipo politico, a livello nazionale. A me ha colpito molto la posizione dell’Anpi, critica verso i rifornimenti di armi agli ucraini. Se gli inglesi e gli americani avessero detto ai partigiani “basta, non vi diamo più armi”, loro come avrebbere reagito?

Poi ci sono gli effetti economici della guerra…

Quelli si sentono dappertutto, anche se da noi forse un po’ meno perché abbiamo un sistema economico un po’ più forte, per fortuna. 

Poi c’è la crisi climatica che in estate si è fatta sentire e sta iniziando anche a provocare un ripensamento della crescita senza limiti del turismo. 

Hanno incominciato a lavorarci, ma il problema è come intervenire perché questi sono problemi che non possiamo risolvere da soli. Occorre un accordo a livello globale. Per quanto riguarda il turismo una crescita all’infinito non ci può essere, bisogna spostarsi su una crescita di qualità. Occorre specializzarsi e abbandonare man mano il turismo di massa. è chiaro: ci sono quelli che frenano. Ma la scelta non potrà che essere questa, non ci sono altre opzioni. 

C’è poi il caso del Twenty a Bolzano. Come andrà a finire? Il centro commerciale rischia di chiudere…

Spero che la questione venga risolta con il buon senso. C’è stato un grande pasticcio dal punto di vista legale con una serie di errori che è giusto vengono pagati. Ma a pagare non può essere il personale così come non è giusto che paghi chi è stato danneggiato a suo tempo da scelte sbagliate. Anche in questo caso un equilibrio sarà l’impresa della politica e anche della giustizia. 

Un altro tema dell’anno è stato il peggioramento ulteriore della crisi della mobilità nel capoluogo.

Mah. Secondo me non siamo messi poi molto peggio di altri. Forse è meglio che ci rendiamo anche di questo.

Poi c’è il problema del costo degli alloggi, che sta mettendo sempre più in crisi la società altoatesina. Anche in questo caso soprattutto a Bolzano. 

è uno dei problemi più gravi. Senza case a prezzi civili la società non va avanti. Non solo: così mettiamo un ostacolo in partenza alla nuova forza lavoro di cui abbiamo tanto bisogno, e anche quella che c’è rischia di andarsene. Questo problema va affrontato e dovranno rendersene conto anche i proprietari terrieri. Il suolo è scarso ma occorre per forza trovare spazio da qualche parte. è senz’altro vero che ci sono regole forse troppo severe su dove si può edificare. Io preferisco avere le case anche sopra le aziende e a fianco di essere. Anche perché, va detto, la zona industriale di Bolzano non è più quella di una volta, è davvero un altro mondo con servizi, collegamenti, negozi e tutto. Si può vivere bene anche lì. E poi dobbiamo ristrutturare facendolo bene. Ci vogliono piani, idee e coraggio di agire. Il timone della situazione ce l’ha sempre la Provincia che su Bolzano non ha mai avuto un occhio di riguardo, bensì un’attenzione davvero modesta. Con Kompatscher e Caramaschi va un po’ meglio rispetto al passato ma bisogna senz’altro fare di più.

Autore: Luca Sticcotti

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