Per Hans il fairplay è il vero filo conduttore

Attualità | 1/12/2022

Hans Peter Dalvai è stato “Re del fai-da-te” e imprenditore di successo bolzanino, ma è anche pallamanista per hobby. Abbiamo deciso di intervistarlo per scoprire tutti i suoi segreti.

Ciao Hans, raccontaci un po’ chi sei, qual è la tua storia.

Sono nato nel 1954 a Bolzano e sono cresciuto in una famiglia molto numerosa, ho 7 sorelle e 2 fratelli. Raggiunta la maggiore età mi sono trovato costretto a lasciare casa e non sapendo bene cosa fare ho interrotto gli studi e ho iniziato la carriera militare. Questa mia decisione mi avrebbe permesso di andare a Roma e giocare a pallamano con una squadra molto forte; squadra che nel ’72 mi ha permesso di diventare il primo campione italiano di pallamano nella provincia di Bolzano.
Il mio percorso con la pallamano è iniziato nel quartiere Don Bosco, dove ho giocato i primi anni della carriera, prima di partire per il servizio militare. Quando sono tornato ho finito gli studi e oltre al ruolo di giocatore sono diventato allenatore dell’SSV Bozen. Nel 1984 purtroppo ho interrotto la mia carriera di giocatore e allenatore per motivi professionali (avevo appena aperto il mio primo negozio, Holzmarkt Dalvai), ma sono sempre rimasto molto attaccato al mondo della pallamano; infatti, da quel momento faccio parte del consiglio d’amministrazione e sono sponsor della squadra.

Holzmarkt Dalvai è uno dei motivi per cui gli abitanti di Bolzano ti conoscono. Come è nata questa azienda?

Nel 1979, ho dovuto arredare la casa della mia ragazza ad Innsbruck e mi sono meravigliato di quanto fosse fornita la loro Bauhaus: riuscivo a trovare nello stesso negozio tutti gli articoli che cercavo. Questa cosa mi ha ispirato e ho deciso di aprire un posto simile a Bolzano. Ho fondato così Holzmarkt Dalvai, il primo negozio di articoli fai-da-te in Alto Adige.
È iniziato tutto nel 1979 in Via Maso della Pieve in un piccolissimo locale sotto ad un appartamento. Poi con il tempo sono riuscito ad ampliarmi fino a quasi 10.000 m2
In quegli anni ero il solo e unico negozio di fai da te in Alto Adige e si iniziavano a sentire voci che grosse catene del settore del fai da te volessero venire in regione con un loro negozio. Allora ho deciso di cercare un partner forte a cui affiliarmi e nel 2004 la mia azienda è diventata Obi. Non molti anni dopo ho deciso di cedere l’attività per altri motivi.
Nel 2012 con mia moglie, ci siamo dedicati al business degli articoli per animali e adesso l’azienda sta crescendo molto bene (abbiamo 4 negozi sul territorio: due a Bolzano, uno a Merano e uno a Lagundo).

Quali sono le tue più grandi passioni?

La pallamano è sicuramente una di queste, ho 68 anni e non ho ancora smesso. Ho sempre fatto diversi sport: regate, corse, giri in bici. 

Qual è la sinergia tra sport e lavoro?

Come nello sport anche nel lavoro è importante il fairplay. Ho dei collaboratori e devo trattarli come persone: non devo sfruttarli, ma formarli e informarli. È importante poter contare sui propri collaboratori, da soli non si va tanto lontani. 
Nel corso degli anni ho anche cercato di aiutare allenatori e giocatori del Bolzano (17 di questi, infatti, hanno lavorato per me). I tre giocatori che hanno fatto più gol nel Bolzano (Dean Turkovic, Nemer Horvat e Thomas Wiedenhofer) hanno lavorato minimo sei anni da me.

Autore: Niccolò Dametto COOLtour

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