Spikeball: i giovani bolzanini ai mondiali

Attualità | 22/9/2022

Si è qualificata nella top 10 a livello mondiale la Nazionale italiana di Roundnet, lo sport di squadra anche conosciuto come Spikeball nel quale due squadre avversarie composte da due giocatori, posizionate intorno a una rete simile a un trampolino, si scontrano in un continuo scambio di passaggi e schiacciate con una pallina evitando di farla cadere a terra. All’evento, che ha avuto luogo a Park Molenheide, in Belgio, dall’8 all’11 settembre, si sono scontrate 33 nazioni nella categoria maschile e 27 in quella femminile. Altissima la partecipazione degli atleti altoatesini, ben 11 ragazzi e 3 ragazze su un totale di 19 italiani. Parla Michele Berlanda, cofondatore dell’associazione ASD Roundnet Bolzano-Bozen che, ormai da qualche anno, raduna atleti e appassionati intorno alle reti di Spikeball.

Michele, avete iniziato a giocare sui Prati del Talvera nel vicino 2019. Avreste mai pensato di raggiungere questo risultato?

Agli inizi siamo partiti come un gruppo di principianti, ma già dopo un anno avevamo in programma di raggiungere la partecipazione al mondiale 2020, poi posticipato a causa della pandemia. In quel periodo siamo cresciuti molto. Ammetto che, per tutti noi, essere tra le prime 10 squadre al mondo era una grande ambizione. Siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo e ne siamo molto soddisfatti.

Perlomeno a livello locale c’è stata una crescita del movimento: prima un gruppo di amici, poi una società ed ora un nono posto ai mondiali. Quanto vi siete allenati?

Nell’ultimo mese ci siamo allenati tutti i giorni per 6 ore al giorno. Non è mancato neppure un ritiro di 3 giorni a Cavallino. Come numeri non siamo aumentati di molto, ma da quest’anno ci impegneremo anche in tal senso; aver avuto la maggior parte degli atleti della Nazionale provenienti dalla nostra associazione, però, è un bel risultato.

E, in Belgio, vi siete portati dietro anche diversi tifosi…

Assolutamente. Ci hanno affiancati una decina di persone provenienti da Bolzano e dal Veneto, inoltre sono arrivati a sostenerci anche alcuni italiani fuorisede in Olanda.

Il costo per la partecipazione ai mondiali è ammontato a 15 mila euro, come siete riusciti a sostenere questa spesa? Lo Spikeball non è certo tra gli sport più in voga e, di conseguenza, tra quelli più finanziati…

Grazie agli sponsor e a un evento di promozione fatto a Bolzano siamo riusciti a coprire metà delle spese. Ci tengo però a sottolineare che, anche se fosse stato tutto autofinanziato, ne sarebbe lo stesso valsa la pena.

Prima di questi mondiali avete avuto altre occasioni per scontrarvi con atleti di altre nazioni? 

Ogni anno organizziamo un torneo qui a Bolzano, coinvolgendo anche degli atleti austriaci. Quest’anno sarebbe stato in prossimità dei mondiali e quindi le squadre provenienti dall’estero hanno preferito non partecipare, così abbiamo promosso quelle italiane. Nonostante questo, insieme a oltre 140 atleti, abbiamo preso parte per 10 giorni ad un raduno mondiale a Maiorca. Ci siamo posizionati bene anche in uno dei 4 Grandi Slam europei, tenuto in Romania, e pure ai tornei di Parigi e Praga.

Autore: Andrea Dalla Serra

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