Hermann, l’artista del centro storico

Attualità | 16/6/2022

Oggi vi presentiamo un artista che da anni ritrae le persone che incontra per le strade di Bolzano. Si chiama Hermann Perkmann ed ha una interessante storia da raccontare.

Quando ho cominciato a scrivere per QuiBolzano, volevo raccontare anche alcune storie di personaggi tipici del centro di Bolzano. L’idea era di intervistare quel signore di cui non sapevo il nome, che da anni gira in centro con in mano un libro grande, dei fogli e delle matite da disegno. Ho idea di conoscerlo da quando ero ragazzo. Ogni volta che ci si incontrava, ci scambiavamo alcune impressioni. Ricordo di averlo incontrato qualche tempo prima dei lockdown, era seduto vicino alla fontanella di Piazza Walther e stava disegnando. Il tutto avveniva mentre in piazza andava in scena una edizione di Art May Sound, il festival dedicato ai fumetti e al disegno urbano (graffiti & Co). Ricordo che abbiamo parlato della differenza tra la profondità, anche emozionale, che lui cerca di raggiungere con i suoi disegni e l’arte urbana, tanto lontana dai suoi canoni.
Non lo vedevo da quella volta. Un giorno di maggio – stavo per andare a provare la postazione di Bike Sharing in viale Stazione – lo ho visto seduto ai tavolini esterni del Café am Dom, all’inizio di Via Alto Adige. Dopo i primi convenevoli, ho preso posto accanto a lui, spiegandogli di essere veramente contento di averlo finalmente incontrato; sul tavolino, oltre ad un voluminoso libro d’arte dal grande formato, alcuni fogli con degli studi di persone, e le matite da disegno, c’era un bicchiere di vino bianco.
Si chiama Hermann Perkmann (“una volta che ti dico il mio nome, non lo dimentichi”). Mi fa vedere i suoi schizzi, spiegandomi che gli piace cogliere gli elementi caratteriali delle persone. E capisci subito che conosce molto bene le vie del centro e la popolazione che vive la strada, uno che sa come rapportarsi a chi è meno fortunato, anche disperato. Mi sono trovato di fronte un uomo semplice, modesto, di cui ho percepito subito la sensibilità di chi coglie l’essenza delle persone. Lo vedi dai suoi schizzi e lo intuisci dal modo appassionato con cui parla di arte e di storia, per la cultura che sfoggia, anche quando parla delle opere di altri artisti locali, soprattutto pittori e disegnatori. Scopro che possiede una enorme biblioteca di quasi 2000 volumi e apprendo, non senza stupore, che i libri voluminosi che porta in giro, servono non tanto per il loro contenuto, quanto come supporto su cui disegnare.
Quando gli ho chiesto di fargli una foto, ha esitato. “preferirei me la facessi quando non me ne accorgo. Le foto inscenate sono senz’anima, fammela pure un giorno che mi vedi.” Ma nel frattempo gli avevo scattato “di nascosto” la foto che vedete: “si, questa mi piace molto, la puoi usare. Mi piace la mano destra in primo piano, più grande, con le matite… ritengo che simboleggi molto ciò che sono.”
Al termine della chiacchierata mi invita a guardare le pareti all’interno del bar, moltissimi quadri, di cui molti ritratti, sono opera sua; si percepisce anche il rapporto speciale che lo lega ai gestori del locale. Prima che mi congedassi, mi ha accennato alla possibilità di ricevere una committenza per un affresco in una casa. L’uomo non smette di stupire. Glielo auguro, di cuore.

Autore: Till Antonio Mola

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