Arte collaborativa e attivismo femminile

Attualità | 11/11/2021

Lo scorso ottobre Nadia Groff, street artist trentina, ha realizzato un fantasioso e vivace murale in Viale Druso a Bolzano, portando un po’ di colore nella trafficata strada del capoluogo altoatesino. L’opera fa parte del progetto “Il mondo è donna”, nato nel 2020 e sostenuto dal Centro per la Pace, l’Ufficio Donna del Comune di Bolzano e il progetto Artemisia di COOLtour.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di esplorare ogni anno, per 6 anni consecutivi, un continente diverso. Il tutto attuato tramite conferenze ed eventi che trattano tematiche di genere e storie di donne che si sono battute per i diritti civili.
Quest’anno il focus delle manifestazioni è stato posto sull’Africa e sulle storie, testimonianze e rappresentazioni di alcune delle numerose donne provenienti da tali luoghi e attive socialmente.
Per la realizzazione della sua opera Nadia ha deciso di partire proprio da una delle figure di tali incontri ovvero Agitu Ideo Gudeta, assistendo alla conferenza su questa coraggiosa e intraprendente donna.
Agitu, allevatrice etiope di capre, nel 2010 fu costretta a fuggire dal proprio paese per le minacce di arresto ricevute dal governo a causa della sua lotta contro il “land grabbing”, ovvero la sottrazione di terre agli agricoltori locali da parte delle multinazionali.
L’allevatrice etiope aveva trovato rifugio in Italia, più precisamente nella Valle dei Mocheni in Trentino, dove nel dicembre del 2020 è tragicamente scomparsa vittima di femminicidio.
Nadia, artista molto legata al territorio così come Agitu, inizia il suo processo artistico assistendo alla conferenza sull’attivista etiope e chiedendo ai partecipanti di condividere i propri pensieri ed emozioni rispetto all’evento. Dai feedback l’artista prende coscienza che le parole più ricorrenti erano energia, partecipazione e dinamismo. Ecco quindi che Nadia comincia la progettazione dell’opera con l’obiettivo di trasmettere tramite forme e colori tali concetti.

La street artist confessa inoltre che una frase molto toccante per lei e che l’ha condizionata nella fase di realizzazione del murale, è quella utilizzata spesso da Agitu per descriversi:” Essere una nomade legata al territorio”.
Tutti questi elementi sono ben visibili nell’opera finale che rappresenta Agitu su un’altalena, seguita da un fluire dinamico di figure e colori che riproducono il territorio a cui era molto legata, ovvero la Valle dei Mocheni, anche se non era il suo luogo natale.
Un altro particolare molto curioso e forte che emerge da una prima osservazione del murale è la presenza del detto africano “Dove passi lascia una storia”. Queste parole descrivono molto bene la preziosa testimonianza che l’attivista etiope ha lasciato tramite la sua determinazione e le sue lotte. Storia che viene espressa in maniera molto diretta dai disegni di Nadia, che scorrono alle spalle di Agitu.
Ma trasmettere il grande impegno sociale di questa donna non era l’unico scopo della giovane street artisti trentina. Nadia afferma infatti che un elemento fondamentale per la sua creazione era anche la volontà di fare in modo che il murale fosse un’opportunità per dare vita a un progetto collaborativo, in cui la comunità fosse interpellata concretamente.
Ecco infatti che durante le giornate di realizzazione si è visto il coinvolgimento attivo delle ragazze del progetto Artemisia, arrivando così a un momento concreto di creazione di legami, reti e ponti tra le persone. Questa però non è stata l’unica occasione di scambio, perché così come afferma Nadia soddisfatta: “Sono felice di aver trovato una grandissima partecipazione tra passanti che ringraziavano o facevano complimenti. Alla fine lo scopo del murale è anche strappare un sorriso a chi vede quell’esplosione di colori”.

Autrice: Alessandra Pini COOLtour

Rubriche

Editoriale

Una scuola “nuova”

Nelle scorse settimane a Bolzano si è molto parlato del destino del nuovo edificio scolastico che...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Remigrazione. L’homo insipiens e le sue non-parole

Negli Stati Uniti si parla apertamente di “deportazione”. “Le deportazioni di massa stanno miglio...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Una chitarra solidale riprende a vivere

Eugenio Pennini è una vecchia gloria della scena musicale bolzanina. Sul finire degli anni Sessan...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

Quel “buio” universale iniziato nel 536

Ci si interroga spesso su quali siano i fattori che innescano i grandi cambiamenti storici di una...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

I Balog e l’omonimo Sanatorio: una villa dall’architettur...

Quando nel 1894 il dottor Ludwig Balog, specialista ungherese di medicina interna, già assistente...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Balconorto

Droni #3

Il riferimento principale è la Direttiva 128/2009/CE, che definisce il quadro per l’uso sostenibi...

Mostra altri
Balconorto
Invito alla scoperta

Castel Rodengo e il Ciclo di Yvain

Fra i castelli più suggestivi dell’Alto Adige non può essere trascurato Castel Rodengo che con la...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Antonio Locatelli

Una delle vie colleganti Corso Libertà con Piazza IV Novembre è dedicata al pilota Antonio Locate...

Mostra altri
Scorci del capoluogo