La storia di Piazza Gries e del suo quartiere

Attualità | 16/9/2021

L’ampia piazza deve la sua costruzione al XIII secolo ed è il centro naturale del quartiere, che fu incorporato a Bolzano solo nel 1925/26. Il vecchio nome della piazza era Dorfplatz (piazza del villaggio); dopo l’elevazione della comunità rurale di Gries al rango di città mercato da parte dell’imperatore Francesco Giuseppe I, la piazza fu chiamata Kaiser-Franz-Josefs-Platz (piazza dell’imperatore Francesco Giuseppe) fino all’annessione italiana dell’Alto Adige a seguito della prima guerra mondiale.

Durante il periodo fascista, la piazza portava il nome esclusivamente italiano di Piazza Tiberio, che fu modificato solo nel 1945 a favore della denominazione attuale. Nella prima metà del XX secolo, un tram elettrificato collegava Piazza Gries con la stazione di Bolzano. Il tram correva lungo l’ex via dei Reichs Meraner (l’attuale Via Diaz).
Piazza Gries è delimitata su tre lati da blocchi compatti di case e sul lato nord dall’abbazia benedettina di Muri-Gries con la chiesa tardo barocca di Agostino. A destra della Parrocchiale di Gries si trovano la vecchia locanda Goldenes Kreuz (oggi ristorante e scuola di musica di Gries) e l’ex municipio di Gries. Sul lato est, l’asse stradale dell’odierno Corso Libertà, tracciato dal regime fascista nel 1935/36, conduce in linea retta dalla vecchia Münzbank al ponte Talvera e al centro storico di Bolzano.Fino ad allora la piazza era rimasta collegata al centro di Bolzano attraverso la vecchia Vinschgauer Landstraße o Reichsstraße (attuale Via Diaz).
L’antico nome del quartiere era Hof. Già nel 1487, nell’ordinanza del tribunale fondiario di Gries-Bolzano emessa sotto il duca Sigismondo d’Austria-Tirolo, la piazza è menzionata nei documenti come luogo di raduno con la denominazione “der platz ze Gries vor dem kloster.”

LA STORIA DI GRIES
Come detto, Gries ha una storia parallela a Bolzano. Si sviluppò come centro agricolo intorno a una fortificazione eretta in epoca altomedievale da una dinastia oggi estinta, i conti di Morit-Greifenstein. Gries acquistò importanza nei confronti di Bolzano quando il conte tirolese Mainardo II e i suoi figli puntarono su Gries come borgo concorrenziale alla città vescovile. Il duca austriaco Federico IV aggregò nel primo Quattrocento il monastero agostiniano di S. Maria in Augia (in tedesco St. Maria in der Au; fondato dal conte Arnold III di Morit-Greifenstein e dalla sua consorte bavarese Mathilde di Valley negli anni Sessanta del dodicesimo secolo) al “castello di Gries”, l’attuale abbazia di Muri-Gries.
Nel XIX secolo Gries si sviluppò molto come luogo di cura e stazione climatica (Kurort Gries), ospitando molte personalità dell’Austria-Ungheria e della Germania bismarckiana; a questi si devono la costruzione della chiesa luterano-evangelica (Christuskirche) nel 1908. A quest’epoca risalgono il sanatorio Grieserhof, le passeggiate del Guncina (Guntschnapromenade), inaugurate il 30 ottobre 1892 e dedicate originariamente all’arciduca austriaco Heinrich (Erzherzog-Heinrich-Promenade), figlio di Ranieri Giuseppe d’Asburgo-Lorena deceduto nel 1891.
Nel 1901 l’imperatore Francesco Giuseppe I elevò Gries a comune mercato. Nel 1913 l’architetto Richard Müller di Dresda redasse un nuovo piano regolatore che però non fu messo in atto causa lo scoppio della Prima guerra mondiale.
Negli anni venti e trenta il quartiere venne urbanizzato, dopo l’aggregamento dell’ex-comune mercato di Gries alla città di Bolzano nel 1925, con la costruzione della “Grande Bolzano”, prevedente strade e palazzi in stile razionalista/monumentale italiano (quale l’odierno Corso della Libertà) dove ospitare le infrastrutture governative, come il Monumento alla Vittoria di Marcello Piacentini (del 1926-28), il Tribunale, l’ex Casa del Fascio (oggi Palazzo degli Uffici finanziari), col grande altorilievo di Hans Piffrader, e il Commissariato del Governo (che sostituì la Villa Wendlandt di cui rimane il parco). Oltre a questi palazzi vennero costruite dal 1928 case in stile neo-veneziano (lungo la direttrice via Venezia) destinate a ospitare i funzionari dei palazzi sopraccitati.

IL TOPONIMO
Il nome deriva da due toponimi storici. Gries era originariamente un comune autonomo a vocazione agricola, attestato già nel 1185 come Griaz, nel 1186 come Grize, nel 1320 come Griez e nel 1525 come “Gries”.
Il nome più antico di Gries era invece Keller, nome germanico attestato fino nel tardo Medioevo e legato alla cantina vinicola della chiesa vescovile di Frisinga (in Baviera) che era situata nell’ex maso Lofferer vicino all’antica chiesa parrocchiale di Gries. Si hanno le attestazioni di Chelre e Cheller del 1293 e di Kelre e Keller del 1318.

I BORGOMASTRI
Dal 1850, con l’entrata in vigore della nuova legge comunale austriaca, fino alla soppressione del Comune autonomo da parte delle autorità fasciste nel 1925 e il suo inglobamento in Bolzano, vi furono sei borgomastri (Bürgermeister) eletti a Gries: Karl von Zallinger, (17.9.1850 – 20.10.1860), Anton Schmid (2.3.1861 – 9.71876), Johann Nepomuk barone von Giovanelli (24.9.1876 – 3.12.1876, Franz Tutzer (14.1.1877 – 23.5.1886), Franz Lintner-Unterrautner (11.7.1886 – 7.12.1907), Josef Mumelter-Möckl, (3.1.1908 – 10.12.1925).

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