“Bugie? Servirebbe buona memoria!”

QuiIntervista | 15/10/2020

Arta Ngucaj nasce a Valona (Albania) nel 1978, ma vive e lavora a Bolzano dal 1993. Si è laureata in Pittura all’Accademia delle Belle Arti di Bologna nel 2006. È un’artista poliedrica che espone in Italia e all’estero in mostre personali e collettive, utilizzando diversi media espressivi che spaziano tra pittura, performance, fotografia, installazione e video. Dal 2007, come abbiamo visto nello scorso numero, lavora in coppia insieme all’artista Arben Beqiraj sotto il nome d’arte Scaf.Scaf. 

La cosa che mi piace di più di me.

Creatività e determinazione.

Il mio principale difetto.

La schiettezza. 

La volta che sono stata più felice.

Lo sono tutti i giorni, sapendo in salute tutte le persone a me care.

La volta che sono stata più infelice.

Quando ho perso amici o persone a me care. 

Da bambina sognavo di diventare…

Artista.

L’errore che non rifarei.

Li rifarei tutti, visto che ne ho sempre tratto degli insegnamenti. 

La persona che invidio di più.

Non invidio.

La persona che ammiro di più.

I miei genitori.

Un libro da portare sull’isola deserta.

Quelli di mio padre. 

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Lanciare una linea di abbigliamento.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Purtroppo ogni volta che mi vengono attribuite cose non dette o fatte. 

La mia occupazione preferita.

Essere d’aiuto al prossimo.

Il luogo dove vorrei vivere.

Ovunque c’è la mia famiglia.

Il colore che preferisco.

Rosso.

Il fiore che amo.

Le rose profumate.

Il mio piatto preferito.

Pesce.

Il mio musicista preferito.

Fabrizio de André.

Il mio pittore preferito.

Edward Munch. 

Del mio aspetto non mi piace.

La statura. 

Non sopporto…

La falsità e l’ipocrisia. 

Dico bugie solo…

Preferisco non dirle. Per dirle servirebbe una buona memoria.

La mia paura più grande.

Quando la morte busserà alla porta della mia famiglia. 

La disgrazia più grande.

L’indifferenza.

L’oggetto a cui sono più legata.

Non sono legata agli oggetti, ma alle persone.

La massima stravaganza della mia vita.

2 tuffi da 10 metri in una piscina di Berlino.

Per un giorno vorrei essere…

Un politico. 

Nel mio frigo non manca mai.

Yogurt naturale. 

Rubriche

Editoriale

Manifestare e governare

A fine febbraio sono rimasto molto colpito dalla civiltà con cui, nel capoluogo, si sono svolte l...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

“Ambientalista, pacifista, filosofo della convivenza”

Roma ricorda Alexander Langer. A due giorni da quello che sarebbe stato il suo ottantesimo comple...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Un tè, anzi un caffè, per due: Geena e Rufus

Tea for two, proprio come il titolo di una vecchia canzone: così dopo aver dato una sforbiciata a...

Mostra altri
La Scena Musicale
Tra storia, arte e architettura

Gertrud von le Fort e le sue undici volte a Merano

Gertrud von le Fort è una delle grandi figure letterarie del XX secolo. A quasi cinquant’anni d’e...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Vivere per l’arte

Martinetti: il pittore della vertigine

Da poche settimane ci ha lasciati uno degli artisti più significativi dell’astrattismo subalpino....

Mostra altri
Vivere per l’arte
Invito alla scoperta

Palazzo Toggenburg, il suo parco e Annette von Menz

A volte le nostre città conservano tesori importantissimi e prima di recarci lontano è bene andar...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La via in Zona dedicata a Torricelli

Tra le vie nella zona industriale di Bolzano (quartiere di Oltrisarco) dedicate a protagonisti de...

Mostra altri
Scorci del capoluogo