Non fermarsi (quasi) mai

QuiIntervista | 28/1/2021

Anna Mattiuzzo è nata a Bolzano il 20 luglio 1990. Oggi è mamma, insegnante di danza, educatrice e si sta specializzando in scienze pedagogiche. Vive a Pineta di Laives. È attiva nel sociale e nella beneficenza, e con l’amica Valentina Furegato ha organizzato alcuni spettacoli di beneficenza. Le piace essere sempre impegnata, ma sa anche fermarsi per riprendere fiato.

La cosa che mi piace di più di me.

La spontaneità. 

Il mio principale difetto.

La spontaneità.

La volta che sono stata più felice.

Il giorno della mia laurea.

La volta che sono stata più infelice.

Non so, ma sicuramente pioveva.

Da bambina sognavo di diventare…

Una performer.

L’errore che non rifarei.

Perdere di vista la mia migliore amica per anni, solo per una stupida discussione.

La persona che ammiro di più.

Se dico Kompatscher, dici che ci fa aprire le scuole di danza? 

Un libro da portare su un’isola deserta. 

“Il cardellino” di Donna Tartt.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Me ne tolgo anche troppi.

L’ultima volta che ho pianto.

Giovedì.

La mia occupazione preferita. 

Ballare.

Il mio piatto preferito.

Spaghetti al pomodoro. 

La mia cantautrice preferita.

Miley Cirus.

Il mio pittore preferito.

Il mio bambino.

Non sopporto…

I poco evoluti.

La disgrazia più grande.

I poco evoluti.

Dico bugie solo…

Se serve.

La mia paura più grande.

Il mare.

L’oggetto a cui sono più legata.

Cuscinetto.

Il giocattolo che ho amato di più.

Un microfono. 

La massima stravaganza della mia vita.

Una tinta nera a sedici anni.

Il mio primo ricordo.

Una maestra che mi disinfetta il ginocchio.

Il mio più grande rimpianto.

La vita universitaria.

Dove mi vedo tra dieci anni.

Mi basta che sia senza mascherina.

Per un giorno vorrei essere…

Kaycee Rice oppure single (ahah!).

Nel mio frigo non mancano mai…

Ketchup e maio.

Se fossi un animale sarei…

Una tigre col suo cucciolo.

In famiglia mi chiamano…

Annina.

Mi sono sentita orgogliosa di me stessa quando…

Sono arrivata a Ilembula in Africa.

Il mio motto.

Head up!

Rubriche

Editoriale

Balsamo

In un tempo come questo, fonte come non mai di inquietudini e preoccupazioni, per tutti noi diven...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Habermas, i nazionalismi, il patriottismo costituzionale

Negli ultimi anni il riemergere dei nazionalismi in Europa e l’affermazione dei populismi in molt...

Mostra altri
Senza Confini
La Scena Musicale

Singoli, intingoli, caffè, nomination…

Non ci sono dubbi, la notizia della settimana musicale, nel momento in cui ci accingiamo a scrive...

Mostra altri
La Scena Musicale
Racconti dalla Bassa

Gli “Ötzi” a spasso nella valle dell’Adige

Secondo la paleogenetica, l’ultimo antenato comune tra noi e i nostri “cugini” scimpanzé, con cui...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
Tra storia, arte e architettura

I soggiorni meranesi di Stefan e Friederike Zweig 

Nato a Vienna nel 1881 da una abbiente famiglia ebraica, Stefan Zweig era figlio dell’industriale...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Balconorto

OGM, TEA, NGT (parte 1)

Il mondo dell’agricoltura sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale. Si parla sempre ...

Mostra altri
Balconorto
Invito alla scoperta

Dalla reggia di Madrid a Chiusa. Il Tesoro di Loreto nel ...

Le piccole cittadine altoatesine sono veri e propri scrigni capaci di custodire importanti pagine...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Guglielmo Marconi

Oltre alle vie della zona industriale intitolate a scienziati italiani, non mancano in altre zone...

Mostra altri
Scorci del capoluogo