Far germogliare il seme della gentilezza

Attualità | 8/4/2021

Prosegue la serie di contributi di Roberta Lenzi, felicitatrice del progetto “Sente-mente comunità amiche”, che approfondiscono il tema della demenza.

Quanto bisogno abbiamo di gentilezza? Oggi più che mai. La mancanza di prossimità, la paura della vicinanza fisica, la paura del contagio, il non darsi più la mano ci stanno portando via pezzi di umanità. La gentilezza è come un seme che, se messo a dimora, ci consente di continuare a curare e coltivare la nostra umanità. Ma quale gentilezza?
Essere gentili è molto più che sorridere ed essere educati. La gentilezza è l’attitudine delle persone che sanno ascoltare e incontrare veramente l’altro. È uno spazio di tenerezza e delicatezza che ha bisogno, prima di tutto, di germogliare dentro di te. La gentilezza comincia dal tuo dialogo interiore. Sì, proprio da quel continuo mormorio che occupa costantemente la tua mente. Prova ad ascoltare il suono della voce con la quale ti parli. Non conta solo quello che ti dici, ma anche come te lo racconti. Ti rivolgi parole cortesi o di biasimo? Il tono della tua voce è gentile o assomiglia al timbro che aveva qualche adulto del passato quando ti rimproverava?
È importante prendere consapevolezza della voce con la quale ti parli e fare in modo che sia gentile, che ti sappia sostenere, dare coraggio. Poi sarai pronto a seminare intorno a te quella gentilezza fatta di gesti “intenzionali e accurati” volti a fare stare bene l’altro. Spesso diamo per scontate alcune relazioni e diamo il meglio di noi con gli estranei e non con chi ci ama. Scegliamo invece di innescare intenzionalmente un “vortice di gentilezza”. 
Un gesto gentile scatena per sua natura una risposta gentile, come l’onda che si propaga dopo aver gettato un sasso in un lago. Anche la scienza, che negli ultimi anni ha indagato sempre più sugli effetti fisiologici della gentilezza, ci conferma che essa stimola la produzione di molecole come la serotonina, sostanza capace di indurre calma e felicità. Vengono inoltre prodotte endorfine, antidolorifici naturali, e ossitocina, un ormone che aiuta nelle relazioni sociali, aumenta la fiducia e migliora il funzionamento del sistema immunitario. Straordinaria la scoperta che un gesto di gentilezza produce gli stessi effetti in chi lo fa, in chi lo riceve e in chi lo guarda, creando così un’onda di benessere che si diffonde.
Se poi in famiglia vive una persona con demenza, beneficerà in modo particolare dell’atmosfera accogliente e cordiale che si creerà grazie alla gentilezza. La persona che vive con demenza abita un mondo fatto di emozioni e questo sentimento, fatto di vicinanza e partecipazione, la farà vivere serenamente sentendosi avvolta in un abbraccio che infonde sicurezza.
Quindi? Approfittiamo della primavera e del suo invito alla rinascita e diventiamo seminatori di gentilezza nelle parole, nelle scelte, nelle azioni, magari proprio lì, in quei luoghi dove ne sentiamo di più la mancanza.
Prendiamoci cura delle persone che amiamo, creiamo “agguati di gentilezza” che sappiano sorprenderli: un regalo inaspettato, dei fiori appena colti in giardino, un bigliettino con una parola gentile. Attenzioni speciali per rendere speciale ogni giorno. Piccoli semi che, se curati e coltivati nel tempo, sapranno far sbocciare all’interno della Comunità la capacità di accogliere realmente l’altro, al di là di qualsiasi fragilità o diagnosi.

Autrice: Roberta Lenzi – Sente-mente felicitatrice

Rubriche

Editoriale

Risolvere i veri problemi

Nei giorni scorsi ancora una volta in occasione di eventi di cronaca, è toccato al presidente Mat...

Mostra altri
Editoriale
Senza Confini

Lara Naki Gutmann. Sul ghiaccio contro l’indifferenza

Chi nega – per convenienza e interesse privato – i cambiamenti climatici e chi non si stanca di d...

Mostra altri
Senza Confini
Scorci del capoluogo

La strada dedicata a Giorgio Ambrosoli

Piazza Giorgio Ambrosoli: verso piazza Adriano collega viale Druso con via Duca D’Aosta. Nato a M...

Mostra altri
Scorci del capoluogo
Invito alla scoperta

Bolzano, tre cimiteri e una storia di convivenza tra fedi...

Ci sono luoghi che raccontano la storia di una città senza bisogno di parole. A Bolzano, tra i vi...

Mostra altri
Invito alla scoperta
Vivere per l’arte

Giovanni Bucci

Ci sono artisti che raccontano il mondo attraverso grandi paesaggi e altri che scelgono di fermar...

Mostra altri
Vivere per l’arte
La Scena Musicale

Brunella, una teenager degli anni Sessanta

La storia che vogliamo raccontarvi oggi, risale a tempi lontani ed eroici, tempi in cui muoversi ...

Mostra altri
La Scena Musicale
Tra storia, arte e architettura

Thanatos e il volto silenzioso di Merano, la città delle ...

Esiste una Merano che non compare nelle cartoline del Kurhaus, dei portici o delle passeggiate lu...

Mostra altri
Tra storia, arte e architettura
Racconti dalla Bassa

La storica via del legname lungo l’Adige

Per molti secoli, il legname del Trentino Alto Adige fu il petrolio dei nostri giorni: una risors...

Mostra altri
Racconti dalla Bassa
#qui_foodstories

Bao al vapore soffici e semplicissimi

INGREDIENTI Per circa 8 Bao 250 g Farina 00  7 g lievito di birra fresco (oppure 2,5 g di li...

Mostra altri
#qui_foodstories