Stefano e il suo Bubble Learning: un gioco per imparare le lingue

Attualità | 30/4/2026

Stefano Ninno, 35enne bolzanino, spinto dalla passione per tutto ciò che riguarda il costruire, inventare e trasformare un’idea in qualcosa di concreto e utile, ha creato un’applicazione per imparare le lingue. 

L’idea come ti è venuta?

È nata da un’esigenza personale. Quando volevo imparare una nuova lingua, ho provato diverse app e metodi, ma ho notato che erano molto concentrati sulla grammatica. Per me, invece, la difficoltà principale era un’altra: spesso non riuscivo a farmi venire in mente i vocaboli.

Come hai pensato Bubble Learning?

L’ho creata per aiutare le persone a imparare una lingua attraverso i vocaboli in modo semplice, progressivo e coinvolgente. Un aspetto per me importante è che può essere usata gratuitamente, senza obbligare l’utente a spendere.

Che tipo di app è?

È un’app-gioco. Permette di imparare fino a 5000 parole per lingua e include sei lingue: italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo e russo. Il funzionamento è semplice: si sceglie la lingua madre e quella da imparare, poi si procede per lezioni e livelli organizzati per categorie di vocaboli.

Il gioco come funziona?

Durante la partita cadono bolle con parole da tradurre prima che lo schermo si riempia. Se lo spazio si esaurisce, la lezione termina; se si traducono abbastanza vocaboli, il livello è superato. Alla fine si può vedere un riepilogo con errori e traduzioni per migliorare.

Com’è nata l’idea delle bolle?

All’inizio avevo pensato a qualcosa di simile a Tetris, con elementi che cadevano. Poi, provando, ho capito che le bolle rendevano tutto più naturale, soprattutto per il gesto dello “scoppio”, e anche più gradevole graficamente.

E l’approccio game?

Volevo eliminare la noia dello studio a memoria e degli esercizi ripetitivi, rendendo l’apprendimento più leggero e coinvolgente.

Quanto tempo ci hai messo a realizzarla?

Circa un anno e mezzo. L’ho sviluppata interamente da solo, lavorandoci nel tempo libero e durante le ferie.

Qual è stato l’aspetto più difficile?

Soprattutto il lavoro sui vocaboli: selezione, organizzazione, traduzione e controllo delle liste.

Hai ricevuto feedback?

Sì, durante la fase di test prima della pubblicazione. Ho raccolto osservazioni da diversi utenti e mi ha colpito ricevere riscontri positivi fin da subito sul gioco e sul metodo.

Pensi che possa esserci un futuro per quest’app?

Le possibilità di sviluppo sono molte. Preferisco però attendere di capire prima le necessità degli utenti che la utilizzeranno, così da orientare gli eventuali miglioramenti nella direzione più utile e concreta possibile.

Autrice: Anna Michelazzi

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